Epidemia Zika: una sinergia tra virus?

23/11/2016 di Pasquale Cacciatore

Novità sulla questione Zika: mentre l'epidemia pare in remissione, ricerche paiono dimostrare che i peggiori sintomi possono essere causati da una sinergia con altri virus tipici del Sud-America. Una notizia importante, fosse confermata, per migliorare la lotta all'infezione.

Virus

A partire dallo scorso anno, a causa di un numero sempre maggiore di contagi e della risonanza mediatica che le Olimpiadi di Rio hanno offerto, anche l’Occidente è venuto a conoscenza dell’epidemia di febbre da virus Zika. La malattia, trasmessa dalle zanzare (e per via sessuale, come le indagini degli scorsi mesi hanno evidenziato), decorre nella grande maggioranza dei casi senza determinare sintomi o causandone di lievi, simil-influenzali. Pericolosa, però, è la trasmissione verticale dalle gravide al feto: Zika si è infatti dimostrato responsabile di microcefalia ed altri problemi cerebrali nei neonati; allo stesso modo, in alcuni casi limitati, i sintomi registrati sono andati ben oltre quelli classici, causando anche la morte per paralisi respiratoria.

Mentre l’epidemia rimane fortunatamente ancora confinata alle Americhe (in probabile remissione tra Caraibi e Brasile, mentre rimane attiva in alcuni stati USA e in Messico), alcuni studi recentissimi sembrano coinvolgere anche altri virus nell’insieme dei responsabili dei tanti casi di malattia registrati dall’inizio dell’epidemia. Il virus Zika, insomma, non avrebbe agito da solo, ma spesso si sarebbe avvantaggiato della sinergia con il virus della Dengue o del Chikungunya.

Un primo gruppo di ricerca ha scoperto che i virus Zika e Chikungunya possono coesistere senza problemi nella stessa zanzara, cosicché teoricamente sarebbe possibile essere infettati da entrambi con una singola puntura. Un secondo team ha analizzato alcuni casi anomali di patologia registrati lo scorso anno nelle zone brasiliane più colpite dai tre virus, tra cui la caratteristica sindrome degli occhi-piedi danzanti (tecnicamente, opsoclono-mioclono). I risultati degli studi sono stati presentati all’ultimo convegno della Società Americana di Igiene e Medicina Tropicale.

I virus Dengue e Zika sono molto simili tra loro (entrambi sono dei Flavivirus), mentre il Chikungunya è un Alphavirus. Tutti e tre, però, vedono nella zanzara Aedes Aegypti un vettore e comportano sintomi comuni come mal di testa, febbre, algie muscolari (oltre alle febbri emorragiche per Dengue e dolori strazianti per il Chikungunya). L’ipotesi che i nuovi studi sembrano supportare è che i sintomi più gravi fino ad oggi registrati per quanto riguarda Zika siano in realtà il frutto della co-infezione di più di un virus; i dati epidemiologici raccolti su decine di pazienti brasiliani che hanno sviluppato la sindrome di Guillan-Barré o due pazienti con sindrome opsoclono-mioclono sembrerebbero confermarlo. Proprio la sindrome degli “occhi-piedi danzanti”, che generalmente ha un’incidenza di un caso su cinque milioni all’anno, è stata registrata con due casi nello stesso ospedale durante un outbreak epidemico che aveva coinvolto circa diciottomila persone. Un paziente affetto era risultato contagiato allo stesso tempo dai virus Zika e Dengue, mentre un secondo da Zika e Chikungunya. La sinergia virale potrebbe essere coinvolta anche nei maggiori o minori effetti teratogeni dell’infezione nelle donne gravide.

I risultati di questi recenti studi apriranno ora la strada ad indagini più mirate, che possano indirizzare in modo chiaro la lotta all’epidemia attuale; riconoscere, infatti, i responsabili effettivi della sintomatologia registrata è fondamentale per una corretta gestione clinica ed un’efficace azione di prevenzione. Allo stesso tempo, potrebbe essere ridotto l’allarmismo (sino a qualche mese fa probabilmente oltre misura) riguardante il singolo virus Zika, soprattutto in quelle aree che fino ad ora hanno semplicemente importato il virus solitario attraverso i vettori e che non rischiano il super-contagio con gli altri virus citati.

The following two tabs change content below.

Pasquale Cacciatore

Nato a Gallipoli nel 1991, entusiasmato da scienza e tecnologia sin dalla tenera età. Laureato in Medicina e Chirurgia ed ex-borsista presso il Collegio Universitario “Lamaro-Pozzani” della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, attualmente è Resident Doctor in Igiene e Medicina Preventiva presso l'Istituto di Sanità Pubblica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma). È un appassionato delle tematiche di salute globale, politica sanitaria ed health technology.
blog comments powered by Disqus