World Press Photo 2016 in mostra al Museo di Roma in Trastevere

03/05/2016 di Simone Di Dato

Fino al prossimo 29 maggio il Museo di Roma in Trastevere ospiterà gli scatti più belli del World Press Photo 2016, il prestigioso concorso di fotogiornalismo giunto ormai ala sua 59esima edizione.

Warren Richardson

Fino al prossimo 29 maggio il Museo di Roma in Trastevere ospiterà gli scatti più belli del World Press Photo 2016, il prestigioso concorso di fotogiornalismo giunto ormai ala sua 59esima edizione. La mostra, promossa da Roma Capitale in collaborazione con 10b photography e la World Press Photo Foundation di Amsterdam, propone le 145 fotografie più coinvolgenti dello scorso anno, scattate in giro per il mondo nelle situazioni che hanno caratterizzato dal punto di vista giornalistico il 2015. Dalla crisi migratoria in Europa alla tempeste in Australia, dalla guerra in Siria all’industria del carbone in Cina, dai migranti al confine balcano allle foreste pluviali del Borneo.

Mario Cruz, Talibes
Mario Cruz, Talibes, 1° premio attualità World Press Photo 2016

Lars Boering, direttore del premio, e i membri della giuria internazionale, presieduta da Francis Kohn, dell’agenzia Afp, hanno suddiviso i lavori nelle categorie News, Portrait, Daily Life, Nature, Sport e Long-Term Project, e premiato 42 fotografi provenienti da 21 paesi: Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Iran, Italia, Giappone, Messico, Portogallo, Russia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Siria, Turchia e Stati Uniti. Per questa edizione le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 82.951 immagini, inviate da 5.775 fotografi di 128 nazionalità.

Christian Bobst, The Gris-gris Wrestlers
Christian Bobst, The Gris-gris Wrestlers of Senegal, 2°premio Sports stories

La foto dell’anno, scelta nella categoria Spot News, si intitola “Hoper for the new life” ed è stata scattata a Roske in Ungheria, al confine con la Serbia, dal fotografo australiano Warren Richardson. L’istantanea in bianco e nero, definita dal presidente di giuria “classica ma senza tempo“,  ritrae la drammatica situazione dei migranti attraverso un padre che porta in salvo il suo bambino oltre il filo spinato delle frontiere, affidandolo alle mani di altri profughi forse già in salvo. Richardson, che era accampato in quella zona da 5 giorni con 200 profughi ha spiegato così le dinamiche dello scatto: “Ero accampato con i rifugiati da cinque  giorni sul confine. Un gruppo di circa 200 persone è arrivato, posizionandosi sotto gli alberi lungo la linea di recinzione. Prima sono passate le donne e i bambini, poi i padri e gli uomini anziani. Devo essere stato con questo gruppo per circa cinque  ore, giocando al gatto e il topo con la polizia per tutta la notte. Non ho utilizzato il flash perchè altrimenti la polizia avrebbe potuto vedere quelle persone. Ho scattato la foto grazie alla luce del chiaro di luna”.

Mauricio Lima, IS Fighter Treated at Kurdish Hospital
Mauricio Lima, IS Fighter Treated at Kurdish Hospital, 1° premio general news WPP 2016

Quello dei migranti è stato senza dubbio uno dei temi più ricorrenti. Tra le immagini più suggestive quelle di migranti ammassati in un campo serbo, un piccolo scafo pieno di donne e bambini, un padre in fuga che cerca di proteggere il suo bambino tra i fumi lacrimogeni sparati dalla polizia. Premiata quindi tra le General News, anche l’opera di Sergey Ponomarev, che l’ autunno scorso, per il New York Times, ha percorso la rotta dei Balcani, da Lesbo fino in Europa Orientale. Non mancano certo di potenza le immagini della sezione Natura dove spiccano i bellissimi scatti che hanno documentato gli oranghi delle foreste pluviali del Borneo a riaschio estinzione per il cambiamento climato e il commercio illegale di animali, ma anche la temibile tempesta su Bondi Beach, poco distante da Sidney. Tra gli altri, saranno esposti anche i lavori di due italiani: i “Lost Family Portraits” di Dario Mitidieri, terzo premio nella categoria “People” e “In The Same Boat”, progetto di Francesco Zizola, giunto secondo nella categoria “Contemporary Issues”.

Info:
World Press Photo 2016
Fino al 29 Maggio
Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio, 1B

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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