Wayward Pines, o la nuova frontiera del thriller televisivo

24/06/2015 di Isabella Iagrosso

Quando si incontrano le atmosfere del “Twin Peaks” di David Lynch, le idee visionarie di quel “Lost” mai dimenticato e la produzione (nonchè la regia del pilot) particolarissima di M. Night Shyamalan, cosa potrà mai uscire fuori?

Wayward Pines

La risposta è semplice. Un prodotto interessante, ben costruito, accattivante. Questo è Wayward Pines, o almeno lo è stato fino ad ora. Prodotta nel 2015, trasmessa su Fox a partire da maggio, è una delle serie tv migliori della stagione primavera-estate. La trama, basata sulla trilogia di romanzi omonima di Blake Crouch, a sua volta ispirata a quel già citato “Twin Peaks” degli anni ’90, si snoda attorno al protagonista Ethan Burke, agente dei servizi segreti statunitensi, inviato sulle tracce di alcuni agenti scomparsi. Mentre viaggia alla ricerca di indizi ha un incidente e si risveglia nell’ospedale di un’insolita cittadina dell’Idhao. Tutto appare ordinato e tranquillo, troppo tranquillo. Ethan Burke dovrà presto affrontare il fatto che a Wayward Pines nulla è come appare e lasciarla sarà molto difficile.

In quella che al primo impatto è una narrazione lineare, l’agente Burke indaga sullo strano comportamento dei cittadini e su alcuni strani avvenimenti di cui è testimone, con l’intento di riuscire a tornare dalla sua amata famiglia, la quale nel frattempo si è messa sulle sue tracce. Suspense, mistero, una piccolissima dose di horror ed ecco svelati gli ingredienti di una serie tv capace di stupire e intrattenere. Nulla è mai come appare. L’obiettivo degli autori sembra essere proprio quello di suscitare meraviglia e sgomento in chi guarda, a volte forse risultando troppo ridondanti nel peresguire questo fine. Dopo le prime puntate, dopo i primi indizi, il mistero sembrava già essere svelato, lasciando nello spettatore la sensazione che non ci fosse più nulla da raccontare. Invece il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.

Domani andrà in onda il sesto episodio su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti. Il timore che lo show non sarà in grado di reggere con la stessa intensità è forte, il timore che questo voler stupire a tutti costi a lungo andare possa stufare, è anch’esso radicato. La speranza è che dopo queste puntate “rivelatorie”, sicuramente intriganti, ci si concentri maggiormente sulla caratterizzazione di personaggi potenzialmente interessanti, ma che per ora sono rimasti monodimensionali, sacrificati per lasciare spazio alla trama, al mistero e alla presentazione della vera protagonista della saga: Wayward Pines.

Attori adatti al ruolo ma mediocri, ad eccezione di Matt Dillon, che invece appare molto convincente nei panni dell’agente Ethan Burke, dall’espressione dura e spregiudicata, così come è richiesto dalle esigenze di copione. Fotografia ed effetti speciali curati, degni di una pellicola di buon livello, che non smentisce dunque la nuova tendenza delle serie tv. Non si limitano più a fare da contorno al mondo cinematrografico, puntano proprio a sostituirsi ad esso attraverso maggiori investimenti in effetti speciali, attori di spessore e registi di fama. Diventano show di qualità, qualità non solo nei contenuti, ma anche nella forma e nella confezionatura, con quel plus in più rispetto al cinema che è l’avere a diposizione una quantità di tempo pressochè illimitato da sfruttare al meglio. E lo fa sicuramente Wayward Pines, grazie anche alle doti di M. Night Shyamalan come produttore esecutivo e regista (solo del primo episodio purtroppo).

La serie fallisce unicamente nel momento in cui si allontana da una narrazione ben costruita per cercare di dare risalto invece alla morale della storia, la quale spazia da considerazioni sulla libertà di scelta all’etica ambientale, alla responsabilità verso le generazioni future, senza mai però toccare nel profondo. Rimane comunque un prodotto ben confezionato, godibile e di grande qualità, nonché un racconto intrigante, che lascia il più delle volte a bocca aperta. In attesa di sapere come si evolveranno le vicende di Ethan e la sua famiglia, per ora ricordiamoci di stare alla larga da Wayward Pines!

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Isabella Iagrosso

Nasce a roma il 19/03/1994, iscritta alla facoltà di scienze politiche della Luiss Guido Carli. Appassionata di viaggi e di culture straniere. Da sempre coltiva l'interesse per tutto ciò che riguarda l'estero e le relazioni internazionali
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