Walt Disney – Luci ed ombre del genio creatore

11/03/2014 di Jacopo Mercuro

Saving Mr. Banks

“Walt Disney era un antisemita e un misogino” – Meryl Streep

Ancora presente nelle sale italiane, Saving Mr. Banks, è la pellicola che racconta il lungo braccio di ferro tra Walt Disney e Pamela Lyndon Travers. La scrittrice australiana, ideatrice del romanzo Mary Poppins, per paura che la Disney intaccasse l’anima dell’opera, impiegò più di venti anni prima di cedere i diritti di sfruttamento del suo più celebre romanzo alla casa di Topolino.

Walt Disney, Saving Mr Banks
Walter Elias Disney

Il film, che spesso presenta falsi storici, non si riduce solo alla crociata per ottenere i diritti del libro, ma ripercorre le origini dei personaggi di Mary Poppins e di Mr. Banks, legati al passato travagliato della loro ideatrice. Grazie ai continui flashback, perfettamente integranti con la storia, si ritorna all’infanzia della Travers, un’infanzia difficile, in cui, un padre disilluso dalla vita, si perde nell’alcolismo, per poi venire a mancare, lasciando la famiglia nella mani della perfida zia. La figura di Mary Poppins, eroina in grado di risolvere tutti i problemi e tata che qualsiasi famiglia vorrebbe, è la figura che la Travers avrebbe voluto incontrare nel suo reale cammino e che probabilmente sarebbe stata in grado di salvare suo padre.

Il film non diverrà uno dei cult Disney, ma scorre in modo piacevole. Gli attori, Tom Hanks ed in particolare Emma Thompson, sono l’ingrediente di spicco, capace di insaporire l’intero piatto. Durante il periodo di uscita, la pellicola, ha avuto un grande eco mediatico, ma non per la fattura del film in se, piuttosto per aver risollevato delle illazioni nei confronti dell’uomo dei sogni: Walt Disney. A quanto pare non è tutto oro ciò che luccica e lo stesso vale per lo zio Walt, un uomo che sembra aver riempito le sue tasche vendendo ipocrisia piuttosto che sogni.

Ad accendere nuovamente perplessità sul Walt Disney uomo è stata la celebre attrice Maryl Streep, di certo non l’ultima ruota del carro ad Hollywood, per questo le sue parole hanno avuto un certo peso. Durante gli ultimi National Board of Review, l’attrice americana, una volta salita sul palco, per consegnare il premio alla collega Emma Thompson (protagonista della pellicola in questione), ha dichiarato: “Walt Disney era un bigotto a cui non piacevano per niente le donne, e nella sua vita ha appoggiato una lobby antisemita”. Ha poi citato le parole di Ward Kimball, uno dei collaboratori di Disney: “Secondo Kimball, Disney non si fidava dei gatti e delle donne. Le persone più creative sono spesso irritanti, eccentriche, complicate. L’eccesso di immaginazione, può produrre un deficit di umanità”.

Per anni ci hanno presentato un personaggio che non sembra corrispondere alla realtà, indagare sulla sua vita è stato come svegliarsi da un sogno, dal sogno Disney. Tutto quel mondo patinato e colorato è divenuto improvvisamente grigio.

È storia che, fin dai primi anni di attività, Mr. Disney, non riconosceva l’operato dei suoi disegnatori, prendendosi la paternità di tutti i personaggi. Ancora più gravi erano le condizioni in cui lavoravano i suoi dipendenti, sottopagati e costretti a svolgere orari impossibili. Il forte mal contento portò ad una lotta operaia, che Mr. Disney cercò di reprime creando un sindacato aziendale. La Disney Studio Federation, manipolata dai vertici e dalla criminalità organizzata, aveva il compito di sopprimere qualsiasi protesta e ben presto fu giudicata illegale.

L’ombra sulla testa di Walt Disney si fa sempre più scura. Sono stati molti a confermare che, nel periodo precedente alla seconda guerra mondiale, Disney era solito prendere parte ai comizi del partito nazista. Non sappiamo se ne condividesse gli ideali, ma di certo fu una mossa per espandere le sue esportazioni in Europa, visto che in Germania erano state bandite le pellicole americane. Inoltre, il creatore di Topolino, collaborò con l’FBI nella lotta anticomunista, denunciando molti dei suoi dipendenti, ottenendo in cambio l’incarico di girare dei documentari didattici, così da sostenere le perdite dovute dalle esportazioni.

Come se tutto ciò non bastasse, ci sono delle pesanti accuse di razzismo che mettono in discussione la moralità di Walt Disney. In alcune delle prime pellicole compaiono degli stereotipi razziali, basti pensare ai corvi di Dumbo, alla centaura nera in Fantasia e ai Racconti dello zio Tom, una pellicola ritenuta talmente offensiva che la Walt Disney decise di eliminare la sua proiezione.

Chi era realmente Walt Disney? Possibile che dietro a quel sorriso contornato da affascinanti baffetti si nascondesse un uomo così crudo e cinico? La famiglia Disney ha sempre cercato di nascondere la verità e la stessa azienda ha continuato la sua produzione, ignorando le accuse e usando il famoso motto della signora Poppins: “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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