Vittoria Colonna – La marchesa di Pescara

13/08/2015 di Silvia Mangano

Poetessa, intellettuale, mistica: Vittoria Colonna è una tra le personalità più famose e al tempo stesso più sfuggenti del Rinascimento italiano.

Vittoria Colonna

Pronipote di papa Martino V, da parte di padre, e nipote del duca d’Urbino, da parte materna, Vittoria Colonna nacque come il frutto dell’unione di due delle famiglie più influenti dell’Italia centrale al crepuscolo del quindicesimo secolo. Sposò in giovane età Ferrante D’Avalos, divenendo così marchesa di Pescara: il matrimonio era stato organizzato dalle famiglie, tuttavia tra gli sposi sbocciò un amore genuino destinato però ad avere una triste fine, poiché Vittoria rimase vedova soltanto sei anni dopo (1525).

La Colonna si distinse sin dalla giovinezza per l’anima particolarmente sensibile, incline alla riflessione, e per il raffinato gusto nelle arti che le guadagnarono l’amicizia di molti artisti dell’epoca: tra questi, nel 1534, conobbe Michelangelo; della loro amicizia sono testimonianza il carteggio, nelle cui lettere emerge più che la stima quasi la venerazione per una donna tanto particolare, e il Crocifisso, un piccolo quadro inviatole dal Buonarroti (le cui bozze sono conservate al British Museum e al Louvre).

Un po’ per nascita e un po’ per gusti personali, in fatto d’amicizie la marchesa Colonna non si smentì mai: frequentò gli ambienti più influenti e combattivi della nobiltà europea – che intanto si faceva guerra da decenni -, e quelli più stimolanti e pericolosi dell’evangelismo italiano. A tal proposito va ricordato che conobbe direttamente Juan Valdés (il massimo ispiratore eterodosso nel sud d’Italia) ed entrò in contatto con noti esponenti del panorama ereticale nostrano, tra questi quel Pietro Carnesecchi che finì sul rogo nel 1567.

Lo status di vedova le permise di condurre una vita svincolata dal controllo di un uomo che potesse essere il padre o il marito, tuttavia per il proprio temperamento contemplativo scelse di trascorrere gran parte del suo tempo nei monasteri. Il traboccante afflato per le cose spirituali la portarono a unirsi alla famosa Ecclesia Viterbiensis, cioè il gruppo dei cosiddetti “spirituali” guidati dal cardinale Reginald Pole. Questa cerchia di anime elette si impegnava a vivere il cristianesimo all’insegna della rinascita interiore, distaccandosi dalle devozioni e dalle opere esteriori, ma mantenendosi all’interno della Chiesa di Roma. In realtà, gli inquisitori dell’epoca mal sopportavano tale religiosità e su lei e il Pole vennero aperti fascicoli giudiziari, ma nessuno ebbe mai il coraggio di portare avanti il procedimento contro la marchesa che, dunque, visse e morì cattolica (a Roma, nel 1547).

Ma basare il giudizio di un personaggio storico sul calibro delle sue frequentazioni non gli renderebbe giustizia, così raccontare soltanto chi conobbe e incontrò la Colonna non servirebbe a dimostrare l’importanza storica di una tale figura.

Ella fu, innanzitutto, una poetessa: le Rime, suddivise in Rime amorose e Rime spirituali, furono composte sotto l’ispirazione del Canzoniere di Francesco Petrarca e inaugurarono il petrarchismo femminile cinquecentesco, di cui furono note esponenti anche Laura Battiferri e Veronica Gambara. Il Pianto della marchesa di Pescara sopra la passione di Christo; l’Oratione sopra l’Ave Maria e l’Oratione fatta il Venerdì santo, sopra la passione di Christo sono, invece, composizioni in prosa, la cui spiritualità viene ancor oggi studiata dagli storici del cristianesimo per le tinte originali con cui si tratteggia la storia di un’anima.

La marchesa di Pescara emerse nel panorama intellettuali del sedicesimo secolo per la nobiltà d’animo, il fine intelletto e la profonda cultura: Vittoria Colonna trascorse la vita alla ricerca di un ideale di perfezione umana e cristiana, che la condusse sulla strada di artisti e pensatori del suo tempo, pur immersa suo malgrado nelle tormentate vicende politiche e religiose dell’Italia della prima metà del Cinquecento.

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Silvia Mangano

Classe 1991. Si laurea con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma. Attualmente studia Scienze Storiche – Età moderna e contemporanea alla Sapienza. Frequenta un diploma di perfezionamento in religioni comparate presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e scrive per la rivista di divulgazione storica InStoria.
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