Via San Gregorio Armeno, la strada dei presepi a Napoli

11/12/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Via San Gregorio Armeno, un viaggio dove, per tutto l’anno, sono aperte numerose botteghe artigiane dedicate all’arte presepiale. Perchè a Napoli il presepe è qualcosa di più di un semplice appuntamento natalizio

San Gregorio Armeno

Sfarzose ghirlande natalizie, alberi addobbati, Babbo Natale danzanti e tante piccole luci colorate. Ogni anno le strade e le abitazioni di tutto il mondo si colorano di verde, rosso e oro e lo spirito natalizio pervade i cuori dei più piccoli (e non solo!). Ma tra tutte le decorazioni e le usanze pagane tipiche della festività dicembrina, solo una ne rappresenta il significato più profondo che qualcuno a volte dimentica: la nascita di Gesù, rappresentata nel presepio.

La raffigurazione è proprio quella di una capanna a Betlemme in cui Maria ha dato alla luce il figlio di Dio, in compagnia di Giuseppe, un bue ed un asinello. Nata in Italia nel Medioevo, l’usanza di allestire il presepe si è diffusa in tutti i paesi cattolici del mondo. Ma c’è solo un posto in cui esiste un’intera strada dedicata al presepe, dove l’usanza è diventata un’arte radicata nella cultura stessa del popolo: Napoli. In via San Gregorio Armeno, infatti, tutto l’anno sono aperte numerose botteghe artigiane dedicate all’arte presepiale.

San Gregorio ArmenoPasseggiando per quella strada sembra quasi di essere riportati in una dimensione magica abitata da pastori, contadini, lavandaie, pizzaioli, vinai… Tra la merce esposta si può trovare tutto il necessario per creare un presepe animato, realistico e dettagliato: dai mobili in legno alle case in sughero, dagli alberelli in plastica ai laghetti artificiali fino ad arrivare agli utensili da cucina o altri piccoli oggetti di uso quotidiano nell’antica Betlemme. Non solo: alcuni pastorai – il nome per indicare gli artigiani del presepe – riproducono anche statuine caricaturali che rappresentano le personalità dei nostri tempi. Tra i più diffusi incontriamo Toto’, Pulcinella e Maradona.

Il presepe napoletano non è, dunque, solo un simbolo religioso, ma uno strumento identificativo e unificante della comunità di appartenenza che assume, per coloro che sanno coglierlo, anche un significato allegorico. Nel presepe napoletano del XVIII secolo, il ponte è un simbolo di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti; il forno è un richiamo alla dottrina cristiana dell’Eucarestia; il pozzo è un collegamento tra la superficie e le acque sotterranee e la sua storia è ricca di aneddoti e superstizioni, prima tra tutte quella secondo cui non si deve attingere acqua nella notte di Natale, perché contiene spiriti diabolici capaci di possedere la persona che la beve. In questo modo sacro e profano si fondono in un intreccio di culture e credenze diverse, tramandate di generazione in generazione, che rendono il presepe napoletano unico nel suo genere.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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