Vertice Alfano – Letta: no al salvacondotto per Berlusconi, il governo ha i minuti contati?

22/08/2013 di Andrea Viscardi

Il PD resta fermo sulla sua linea e la crisi di governo è dietro l'angolo

Governo vicino alla crisi?

Vertice inutileI risultati del vertice tra Angelino Alfano e il Presidente del Consiglio Enrico Letta, come tutti oramai sapranno, non sono stati dei migliori, almeno per quanto riguarda la situazione dell’agibilità politica del leader del Popolo delle Libertà Silvio Berlusconi. La distanza tra le due posizioni sembra ancora enorme e, oggi più che mai, un qualche tipo di compromesso appare impossibile.

Crisi di governo dietro l'angolo?Crisi inevitabile? – Negli scorsi giorni, Enrico Letta aveva espresso la propria convinzione che ogni forza politica sarebbe stata in grado di fare appello ad un senso di responsabilità per il bene del Paese, in un momento in cui, quasi passata la crisi – su questo vi sarebbe da discutere – il governo potrebbe iniziare a costruire qualcosa per il futuro del Paese. Parole di rito, che appaiono quasi come un tentativo di mettere le mani avanti, scaricando ogni responsabilità su una sempre più probabile caduta del governo solo ed unicamente sulle spalle del PdL. La verità, è che, sin dall’inizio, l’ombra dei processi a carico di Silvio Berlusconi pesava fortemente sulla sopravvivenza dell’esecutivo, ed Enrico Letta, di questo, era pienamente consapevole. Non vi era alcuna strada alternativa da percorrere allora – tranne un pericoloso ritorno alle elezioni -, non vi è alcuna strada da imboccare oggi, se non iniziare la conta per vedere se, in qualche modo, un Letta bis è da considerarsi percorribile. Altrimenti, ad Ottobre, si tornerà a votare. Anche per questo, nel PD, si teme l’esistenza di alcuni franchi tiratori, che potrebbero decidere di ingoiare il boccone e salvare Silvio Berlusconi. Una situazione paradossale, che non aiuterebbe certo il Partito Democratico in vista delle prossime elezioni.

Il punto di vista del PdL – Come possano pensare, oggi, i vertici del governo di matrice PD, che il governo possa sopravvivere dopo l’eliminazione di Silvio Berlusconi resta un mistero. L’esecutivo di coalizione è nato proprio perché, a capo del PdL, vi era Berlusconi. Lui ha guidato il Partito sino ad oggi, lui ha preso ogni decisione, lui è il leader riconosciuto delle forze di centro-destra. La logica vuole che – non trovandoci nel Regno Unito né ai tempi della DC – qualora cadesse la testa del leader del Popolo delle Libertà, conseguentemente dovrebbe cadere anche il governo. Perché, diciamocelo, in quel caso si creerebbe il paradosso di un esecutivo in cui, buona parte dei membri, militerebbe in un partito allo sbando, privo di una linea politica coerente e il dialogo tra le parti diverrebbe forse ancora più arduo, soprattutto vista la difficoltà di trovare un successore in grado di garantire compattezza. Difficile credere anche che, dopo il clima venutosi a creare tra PD e PdL, i ministri berlusconiani possano decidere di salvare Enrico Letta , ignorando il rifiuto dei compagni di governo di tendere una mano a chi, dal loro punto di vista, ha permesso la nascita di questo esecutivo, facendo appello al proprio senso di responsabilità.

L’unico capace di evitare una rovinosa crisi (salvo clamorosi sviluppi interni), paradossalmente, è Proprio Silvio Berlusconi, il quale dovrebbe chiedere al proprio partito di sostenere Enrico Letta per il bene dell’Italia, qualunque cosa accada. Un’ipotesi impossibile, almeno nella visione del Cavaliere: perché aiutare chi, dopo aver avuto il suo sostegno, è stato pronto alla prima occasione a voltarsi dall’altra parte? Intanto, l’Italia e i suoi problemi vengono relegati sullo sfondo, in attesa che il Parlamento riapra i lavori, magari privo di un Presidente del Consiglio.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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