Verso le elezioni Europee 2014, come cambierà l’Assemblea di Strasburgo?

04/01/2014 di Nicola Censini

Tra il prossimo 22 e 25 Maggio, 28 Stati membri e 500 milioni di cittadini saranno chiamati ad eleggere i 751 componenti del Parlamento Europeo. Rispetto alla legislatura uscente, come cambierà l’Assemblea di Strasburgo dalle prossime elezioni?

Elezioni Europee 2014

Elezioni europee. Prima di analizzare gli equilibri e provare a stimolare una riflessione circa il futuro assetto del Parlamento europeo, è necessario ricordare l’attuale composizione dei gruppi politici. I risultati elettorali  del giugno 2009 misero in luce due dati significativi. Il primo sull’affluenza, capace di sfiorare su scala europea appena il 43% (la più bassa dalla chiamata al voto del 1979) e il secondo, invece, sulla perdita di peso relativo dei tre grandi gruppi tradizionalmente europeisti a favore di partiti euro-resistenti se non addirittura euroscettici.

Equilibri odierni. Dei 7 i gruppi presenti al Parlamento Europeo nella settima legislatura, su un totale di 736 seggi (passati poi a 766 seggi nel 2013), il più numeroso è rimasto il Partito Popolare Europeo con 265 (275) membri, seguito poi dal nuovo gruppo dei Socialisti e dei Democratici al PE (S&D) con 184 (194) membri e dal Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE) con 84 (85) membri. Gli altri Gruppi presenti sono stati i Verdi/Alleanza Libera Europea (GREENS/EFA) con 55 (58) membri, i Conservatori e i Riformisti europei (ECR) con 54 (56) membri, la Sinistra Unitaria europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL) con i 35 membri e il Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (EFD) con 32 membri. Fra i Non Iscritti (NA) hanno aderito 27 deputati (aumentati poi a 32 nel 2013).

Se guardiamo alle prossime elezioni europee, è difficile ipotizzare ancora la futura composizione del prossimo Parlamento che, ricordiamo, sarà costituito da 751 membri; tuttavia, pur considerando molte incognite e variabili, iniziano già ad emergere dati molto interessanti che meritano comunque una riflessione ed alcune prime ipotesi.

Europa, elezioni 2014Popolari. In base ai sondaggi che circolano a livello europeo e nei singoli Stati membri, i Popolari europei sono stimati intorno al 30-31% e, orientativamente, dovrebbero ottenere circa 220/230 seggi (circa 40-50 in meno rispetto al 2009) grazie soprattutto alla CDU/CSU tedesca (stimata al 41-42% – 40 seggi), al PO polacco (al 40-41% – 21 seggi), al PP/UPN spagnolo (al 30-31% – 17 seggi), all’UMF francese (al 21-22% – 15 seggi).

Socialdemocratici. Rispetto a cinque anni fa, a guadagnare qualche punto percentuale potrebbero quasi sicuramente essere i Socialdemocratici che, grazie all’SPD tedesca (al 25-26% – 25 seggi), ai Labour inglesi (al 35-36% – 25 seggi), al Partito democratico italiano (al 30% – 22 seggi), al PS francese (al 19% – 14 seggi) e al PSD/UNPR rumeno (al 40-41% – 13 seggi), dovrebbero raggiungere complessivamente quota 29-30% ovvero circa 220 seggi (25-30 in più rispetto al 2009).

Liberal-democratici. A subire invece un calo potrebbero presumibilmente essere i Liberal-democratici che difficilmente supereranno il 10% e non dovrebbero ottenere più di 75-80 seggi (10-15 in meno rispetto al 2009). I principali partiti che comporranno il gruppo dell’ALDE dovrebbero essere i LibDems inglesi (stimati intorno al 10-11% – 8 seggi), il PNL in Romania (al 21% – 7 seggi), i MoDem francesi (al 5% – 4 seggi), l’FDP tedesca (al 4% – 4 seggi), il D66 olandese (al 16% – 4 seggi).

Verdi. Chi soffrirà un forte calo, potrebbero essere, invece, i Verdi che sono stimati intorno al 5% e che dovrebbero conservare circa 40 seggi (18 in meno rispetto al 2009). I principali partiti che comporranno il gruppo GREENS/EFA dovrebbero essere quindi i Grünen tedeschi (stimati intorno al 9-10% – 10 seggi), il MEI francese (al 6% – 4 seggi), i Greens inglesi (dati al 4-5% – 3 seggi) e i Grünen austriaci (all’11-12% – 2 seggi).

Euroscettici. È molto probabile otterranno grandi consensi gli estremisti e gli euroscettici (generalmente ultra conservatori di destra). Questi, seppur stimati intorno al 12-13% e quindi quantificabili tra gli 80 e i 90 seggi, riuscirebbero difficilmente a coalizzarsi in un gruppo politico unitario, poiché i britannici dell’Ukip (dati al 20% – 15 seggi) insieme ai polacchi del PiS (30-32% – 16 seggi), mal coabiterebbero con la Lega Nord italiana (stimata al 4% – 3 seggi) o con il Front National di Marine Le Pen (24% – 18 seggi) e che, a loro volta, avrebbero delle difficoltà a stare con i neonazisti greci di Alba dorata (stimato al 11% – 3 seggi) o con l’ungherese Jobbik (stimato al 12-13% – 3 seggi).

Sinistra radicale. Anche la Sinistra Radicale dovrebbe raggiungere un buon risultato e attestarsi intorno al 7-8%, ovvero a quota 50 – 60 seggi, 20 in più rispetto al 2009. I principali partiti che comporranno il gruppo GUE/NGL potrebbero essere il Die Linke tedesco (dato al 9% – 9 seggi), il Front de Gauche francese (stimato al 10% –  8 seggi), Izquierda Unida spagnola (al 13% – 7 seggi) e la Syriza greca (al 28% – 6 seggi). Interessante, infine, sarà capire dove si collocheranno quei partiti come il Movimento Cinque Stelle in Italia (stimato intorno al 18-19% –  13 seggi), i tedeschi anti-euro di AfD (dati al 5% –  5 seggi) e gli spagnoli di UPyD (stimati al 10% –  5 seggi).

Ipotetica ripartizione. A meno di sei mesi dalle elezioni europee e, sulla base di queste prime ipotesi, possiamo affermare che i partiti tradizionalmente europeisti ovvero i Popolari europei, i Socialdemocratici, i Liberali e i Verdi, dovrebbero ottenere tra i 545 e i 560 seggi (50-65 in meno rispetto agli attuali 610). Gli estremisti di destra (ovvero i Conservatori e i partiti di estrema destra) dovrebbero raggiungere complessivamente tra i 90 e i 100 seggi (30 in più rispetto al 2009) mentre i partiti di estrema sinistra dovrebbero attestarsi tra i 50 e i 60 seggi (20 in più rispetto al 2009). Se a questi sommiamo quei deputati che si collocheranno tra i Non Iscritti (ovvero tra i 30 e i 40), possiamo dire che le forze tradizionalmente europeiste dovrebbero riuscire a mantenere la maggioranza assoluta all’Assemblea di Strasburgo con circa il 73-75% dei seggi mentre il fronte degli antieuropeisti non dovrebbe superare la soglia del 20-23%.

Stando a questi numeri, difficilmente si potrà verificare la tanto temuta affermazione dei partiti anti­-Ue. Ma, in ogni caso, il dato più allarmante sarà sicuramente quello relativo alla partecipazione che potrebbe subire un ulteriore calo rispetto al 2009, e ciò assumerebbe un forte significato simbolico in termini di disaffezione al progetto europeo. I prossimi mesi saranno quindi cruciali anche perché dall’esito delle elezioni uscirà un Parlamento che, grazie alle novità introdotte con il Trattato di Lisbona, avrà più poteri e parteciperà attivamente all’intera legislazione europea.

The following two tabs change content below.

Nicola Censini

Nicola Censini nasce a Chiusi (SI) nel 1980, si è laureato con lode in Scienze Internazionali all’Università di Siena e ha conseguito il Master in LAWS presso la LUISS Guido Carli di Roma. Esperto di politiche europee e di relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente, attualmente è dottorando di ricerca in Geopolitica all’Università di Pisa.
blog comments powered by Disqus