Verso il 25 Maggio: il Partito Verde Europeo

23/05/2014 di Elena Cesca

Elezioni Europee

Al fine di preparare il cittadino italiano al grande evento delle europee, Europinione si è impegnata ad informarlo per sommi capi sui partiti in gara. Nell’ultimo appuntamento parliamo dei Verdi, il partito ecologista europeo.

Sondaggi e Candidati. Preceduti dal PPE, dal PSE e dall’ALDE, i Verdi/Alleanza libera europea costituiscono il quarto gruppo più forte dell’Europarlamento. Sono quinti nei sondaggi, secondo le ultime stime si attesterebbero intorno ai 38/44 seggi e propongono due capilista: Franzisca – meglio conosciuta come Ska-Keller, 33enne tedesca, poliglotta (parla tedesco, inglese, francese, spagnolo, turco e arabo), esperta di politiche migratorie e relazioni turco-europee, è eurodeputata dal 2009 e unica donna a correre per la Commissione; José Bové, classe ’53, è un attivista no-global e sindacalista francese eletto eurodeputato nel 2009 dopo aver corso per le presidenziali francesi del 2007. Nel caso dei Verdi, la gara sarà anche interna al partito: dalle primarie è risultato, infatti, un sostanziale pareggio tra i due candidati. Ricordiamo che i Verdi sono il primo partito europeo a svolgere elezioni primarie aperte- le “primarie verdi”- per scegliere i candidati di riferimento che si presenteranno alle elezioni europee.

Verdi EuropeiLa particolarità del partito è ancora un’altra: grazie all’intesa raggiunta con i partiti regionalisti e nazionalisti dell’Alleanza Libera Europea, i Verdi Europei-ALE costituiscono il primo gruppo parlamentare europeo. Fondato il 22 Febbraio di 10 anni fa proprio a Roma, il Green Party è il risultato di un lungo e complesso processo di aggregazione cross-nazionale a livello europeo iniziato nel 1979, anno in cui v’è stata la prima elezione diretta del Parlamento. Nonostante il fallimento di quell’anno- probabilmente dovuto a una non salda unione tra i Verdi e i Radicali- i Verdi hanno perseverato nella creazione di una entità pan-europea, spesso raggiungendola, ma rimanendo ancora troppo debole per poter ricevere i fondi comunitari. Con la firma di Roma del 2004,però, e da quel in poi, i Verdi si sono eretti a modello per gli altri partiti. Tuttavia, la morfologia tanto diversa dell’Unione Europea, il fatto che le politiche ambientali degli stati membri siano formulate in base alle necessità di ognuno di essi, e che tra le componenti interne dell’alleanza vi sia una certa disomogeneità in relazione alle istituzioni europee, fa diminuire il senso di unità interno al gruppo Verdi-ALE.

Anche la diversa coscienza ambientale tra paese e paese fa sì che i Verdi non raggiungano una preferenza omogenea. Basti pensare all’attenzione verso i temi ambientali posta dai paesi nordici rispetto al caso italiano: alle scorse elezioni del 2008, il partito dei Verdi in Italia ha ottenuto un misero 3% ed è stato confinato al di fuori del Parlamento. Vedremo se le questioni ambientali che interessano l’Ilva di Taranto, la Terra dei Fuochi tra Napoli e Caserta, e i progetti dei Treni ad Alta Velocità (TAV) influiranno sul voto degli Italiani.

Il Programma. Così come sostenuto nel Manifesto programmatico 2014, adottato all’unanimità alla Convention Elettorale del 22 febbraio 2014 a Bruxelles, i Verdi credono fortemente nel progetto di un’Europa unita e pioniera nel campo della sostenibilità ambientale. Il loro programma muove dalla critica dell’attuale modello economico e delle politiche di austerità che stanno minacciando le varie conquiste sociali, democratiche ed economiche fatte in precedenza. Il concetto di sostenibilità invocato dai Green va, dunque, oltre la semplice allocuzione ambientale e abbraccia il campo del sociale “perché ambientalismo vuol dire anche responsabilità sociale”.

Il focus principale si concentra su un tipo di produzione ed efficienza energica che passi attraverso la progressiva eliminazione del nucleare, del carbone e del gas di scisto, e che sia capace di frenare il cambiamento climatico e al contempo fornire una nuova base industriale che metta fine alla “fuga dei cervelli” e allo sfruttamento dei lavoratori migranti. Nel programma non si tralascia né la battaglia contro la disoccupazione giovanile, la povertà, il fenomeno dei senzatetto, la frode, l’evasione fiscale, la lobby pressante e la deregulation del mercato finanziario, né tantomeno quella a favore di un apparato istituzionale più democratico e responsabile delle proprie decisioni, partendo dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale.

L’uguaglianza di genere è un altro cavallo di battaglia che i Verdi sostengono a tutti i livelli e attraverso il cosiddetto ‘gender main-streaming’ (integrazione). Chiedono, inoltre, che venga redatta una Carta dei diritti digitali che garantisca i diritti fondamentali nell’era digitale

The following two tabs change content below.

Elena Cesca

Tarantina, del 1988. Maturità classica. Laurea Triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l’Università del Salento. Laurea specialistica in International Relations presso la LUISS Guido Carli. Ha condotto studi di approfondimento sul funzionamento interno della Commissione Europea, le iniziative europee nel campo della difesa (mercato e industria), la non-proliferazione nucleare e le politiche del Sud-Est Asia. Esperienze studio e di ricerca in Austria, Belgio, Canada e Inghilterra. Attualmente collaboratore parlamentare presso la Camera dei Deputati e PhD Candidate in Storia dell'Europa presso la Sapienza di Roma su tematiche di cooperazione tecnologico-militare in ambito NATO.
blog comments powered by Disqus