Verso il 25 maggio: la lista Tsipras

15/05/2014 di Francesca R. Cicetti

«Siamo diventati forti nella tempesta dell’austerità, ed è questo il momento adatto per spingere l’Europa sulla strada del progresso e del cambiamento.» Lo dice Alexis Tsipras, quarantenne di Atene, candidato alla presidenza della Commissione dell’UE. In Grecia la sua carriera esplode nel 2009, con l’ingresso in parlamento assieme ai radicali di Syriza. E ora, all’alba delle elezioni, si fa un gran parlare della sua lista, L’Altra Europa Con Tsipras. Ma di quale altra Europa si parla?

La Lista Tsipras si proclama diversa da tutte le altre. Diversa perché contro le grandi coalizioni, contro l’austerità, conto l’assetto istituzionale dell’UE. Ma non contro l’Europa, e neppure contro l’euro. Questo Alexis Tsipras ci tiene a ricordarlo, bacchettando a dovere alcuni collaboratori un po’ confusi, che hanno affermato il contrario. In Italia, chi sostiene la lista viene per lo più da Sel (scissioni interne a parte) e da Rifondazione Comunista. Già il fatto di essere riusciti a costruire in Italia una lista di sinistra, unitaria e anti-austerity, è significativo. Socialisti, liberali e popolari, non sono poi così diversi, sostiene Tsipras. È lui, quindi l’alternativa proposta a Martin Schultz e al fallimento delle grandi coalizioni. A sorpresa, sembra anche essere il motore di unificazione della sinistra, che gli si è radunata attorno in una prospettiva di mutamento.

Tsipras-Sgrena
Giuliana Sgrena: la giornalista è candidata nel collegio Nord Ovest con la Lista Tsipras.

Il progetto è semplice, lineare, radicale. Cambiare le istituzioni europee, dare all’Unione una costituzione scritta dai popoli e una politica estera indipendente. Abolire il Fiscal compact e rivedere l’obbligo del pareggio di bilancio, puntare a politiche sociali ed ecologiche. Ma, prima di ogni altra cosa, dare all’Europa un assetto democratico. Un assetto che non alieni i cittadini, che non li faccia sentire al servizio delle banche e degli anonimi burocrati. È sicuro, sostiene Tsipras, che l’Europa non sarà né sociale né ecologica, se per prima cosa non è democratica.

Dieci punti di programma nel dettaglio. Al primo posto, in maniera quasi scontata, c’è l’immediata fine del regime di austerità. Una medicina somministrata al momento sbagliato, che si è rivelata un veleno per i poveri malati. In sua vece, la proposta di un New Deal europeo, una catena di prestiti a basso interesse per finanziare un programma di ricostruzione economica, anche per la piccola e media impresa. Quarto: la lotta alla disoccupazione, devastante per i lavoratori e per i giovani. Quinto: un cambio nel sistema fiscale europeo, che comprenderebbe il pareggio di bilancio anno per anno. Seguono le proposte per una vera e propria banca centrale europea, che possa prestare denaro agli stati membri, e per una spinta verso l’aggiustamento macroeconomico. Perché l’asimmetria tra paesi in surplus e in deficit non giova a nessuno. Dal punto di vista più strettamente pratico, la Lista suggerisce una Conferenza del Debito Europeo, ispirata ai grandi accordi del passato, e un Atto Glass-Steagall Europeo, per separare le attività commerciali dagli investimenti bancari, più una legislazione Europea effettiva per tassare le attività imprenditoriali offshore.

Tra i candidati italiani ad appoggiare il suo progetto, molti intellettuali: Barbara Spinelli, Giuliana Sgrena, Curzio Maltese. E ancora: Loredana Lipperini, Adriano Prosperi e Lorella Zanardo, tutti uniti nel sostenere l’Altra Europa. Una nuova Europa. Ciò di cui bisogna aver paura oggi, sostiene Tsipras, è la critica sterile e distruttiva. Non è certo lui, dice ancora, l’unico a contestare l’assetto europeo, così come lo conosciamo oggi, ma non per questo si tira indietro. Propone, piuttosto, la sua alternativa, necessaria per evitare la disaffezione della gente comune al progetto europeo. Proseguire sulla strada dell’austerità apre facilmente la strada agli antieuropeisti e agli estremisti. La sua medicina potrà essere davvero la migliore?

Quel che è certo è che la strada per la lista Tsipras parte in salita. In Italia, gli ultimi sondaggi prima del silenzio elettorale non sono unanimi nel considerarla sopra la soglia di sbarramento: Demos e Demetra la danno entrambi al 4,5%, ma Ixé la vede di poco sotto il 4% e Ipsos appena al 3%. A livello europeo I partiti che appoggiano la lista, in realtà, fanno riferimento a diversi gruppi nel Parlamento Europeo: Rifondazione Comunista si rifà al gruppo politico europeo Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica (GUE-NGE), collegato al partito politico europeo Sinistra Europea Verdi del Sudtirolo/Alto Adige sono nel gruppo politico europeo Verdi Europei – Alleanza Libera Europea (collegato al partito politico europeo Partito Verde Europeo), mentre SEL fa riferimento al gruppo politico Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (collegato al PSE). A livello europeo gli altri partiti che appoggiano la lista invece fanno tutti riferimento a GUE-NGE: in Grecia Syriza è data al 27,1%; il Front de Gauche francese è previsto al 7,5%; la sinistra tedesca di Die Linke è all’8,3%; infine la spagnola Izquierda Unida potrebbe raggiungere il 10,4%. Tra i principali paesi proprio nel nostro, dunque, Tsipras sembra fare più fatica. Ma ciò non toglie la novità: che sia l’inizio di un nuovo percorso?

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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