Verso il 25 maggio: i partiti italiani

23/05/2014 di Giacomo Bandini

Programmi europee 2014

Il traguardo è vicino. Domenica 25 maggio giungerà il verdetto finale dettato dalle urne. Per un po’ le sacre piazze verranno dimenticate, ad eccezione probabilmente di Beppe Grillo, e potremmo ritrovarci con un assetto ed uno scenario futuro da ripensare. I movimenti euroscettici galoppano verso un inevitabile trionfo. Anche se non arriveranno primi né in Europa né nei rispettivi Stati d’origine, essi saranno i vincitori morali di questa corsa. L’avvento di queste nuove forze politiche avrebbe potuto o, meglio, dovuto stimolare i partiti tradizionali a ripensare un nuovo modello d’Europa. Tutto ciò non è successo e in Italia, ad esempio, le campagne continuano ad essere dominate da tematiche interne e slogan dal sapore di elezioni intermedie a carattere interno o nazionale. Il nostro obiettivo è però quello di comprendere le posizioni dei partiti sull’Unione Europea e per fare ciò è necessario analizzarne sinteticamente programmi e proposte dei partiti principali, così come emersi nel corso di questa campagna elettorale.

PARTITI

MONETA UNICA

RUOLO BCE

POLITICA FISCALE

PARAMETRI TRATTATI

PD

Favorevole al mantenimento

Riforma della Bce necessaria per poter applicare il modello Fed anche all’Ue.

Politiche monetarie espansive per evitare rischi di deflazione

Maggior margine di manovra e flessibilità per gli investimenti effettuati attraverso i bilanci nazionali (Golden Rule),

Rafforzamento project bonds per finanziare gli investimenti green Imposizione a tutti e 28 i paesi della UE della Tassa sulle transazioni finanziarie.

Eurobond per “mutualizzare” il debito Regolamentazione del settore bancario,tetto per i bonus ai banchieri e creazione di una riserva
finanziaria di circa l’1% del Pil .

Favorevole all’introduzione degli Eurobond e dei Project Bond per allentare le politiche di austerity.

Promozione di politiche fiscali anticicliche.

Adozione Tobin Tax.

Ridiscutere il rapporto deficit/Pil oltre il 3%.

Adesione alla proposta del Social Compact per poter creare nuovi posti di lavoro e abbassare i livelli di disoccupazione, da affiancare al
Fiscal Compact. cje dovrebbe essere rivisto in alcune parti.

FORZA ITALIA

Favorevole al mantenimento

Riforma Bce che preveda un ampliamento delle sue funzioni.

Deve trasformarsi in un prestatore di ultima istanza, che possa stampare moneta ed emettere eurobond

Simile al modello Fed negli Usa.

Contrario alle politiche di austerity e favorevole al rafforzamento delle politiche economiche comuni.

Contrario al Fiscal Compact di cui chiede l’eliminazione.

Accellerazione verso una politica fiscale comune.

Rinegoziazione dei trattati Europei e dei parametri in essi contenuti.

In particolare contrario al mantenimento del parametro deficit/Pil al 3%.

M5S

Referendum sul mantenimento

Adozione immediata degli Eurobond.

Condivisione del debito.

Revisione totale della politica monetaria.

Alleanza fra gli Stati dell’Europa Meridionale per una comune politica fiscale.

Introduzione della Tobin Tax.

Abolizione del Fiscal Compact.

Abolizione del pareggio di bilancio.

Maggiori risorse all’agroalimentare.

NCD-UDC

Favorevole al mantenimento

Vera unione bancaria con Bce regolatore unico.

Favorevole a introduzione modello Fed simile a Usa.

Favorevole a emissione Eurobond e Project Bond.

Contrario a politiche di austerity.

Favorevole a politiche fiscali comuni.

Ripensamento Fiscal Compact.

LEGA NORD

Fortemente contraria al mantenimento

Posizione scettica su funzionamento Bce, spesso critica.

Divisione tra banche commerciali e banche d’affari a livello europeo.

Mutualizzazione del debito.

Modifica e regolamentazione dell’attività delle agenzie di rating.

Potenziale fuoriuscita italiana dai trattati europei.

L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

Favorevole al mantenimento

Modifica trattati per cambiare “mission” della Bce.

Essa deve essere prestatore di ultima istanza e maggior regolatore.

Favorevole agli Eurobond.

Istituzione di un’agenzia di rating pubblica.

La politica fiscale deve essere adattata e modificata in base all’obiettivo di creare un nuovo modello di impiego, infrastrutture e
evoluzione tecnologica.

Contrario fortemente alle politiche di austerity.

Significativi aggiustamenti macroeconomici per ristabilire parità fra i vari Paesi europei.

Ripensamento parametri dei Trattati europei e abolizione del fiscal compact.

SCELTA EUROPEA

Favorevole al mantenimento

Unificazione del sistema Bancario europeo e introduzione Eurobond

Riduzione della pressione fiscale mediante il taglio degli sprechi nella spesa pubblica.

Allineamento dei sistemi fiscali, così da giungere ad un tetto massimo  del prelievo complessivo in ciascuno Stato membro.

Creazione degli Stati Uniti d’Europa entro il 2025

PARTITI

IMMIGRAZIONE

ALTRE PROPOSTE

PD

Maggiore cooperazione europea nella gestione delle frontiere.

Maggiore integrazione europea.

Maggiore tutela dei diritti sociali.

Maggiore sviluppo del settore energetico in senso “green”.

Separazione delle attività commerciali e dagli investimenti bancari.

Completamento del mercato unico digitale.

Estensione Youth Guarantee ai disoccupati sotto i 30 anni a 21 miliardi

FI

L’Ue deve supportare maggiormente l’Italia nella gestione dell’immigrazione transfrontaliera.

Elezione diretta del Presidente della Commissione Europea.

Critica al predominio tedesco in Europa.

M5S

Asse politico tra i Paesi meridionali dell’Unione Europea (Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Portogallo) per far fronte ai flussi migratori e
chiedere un maggiore interventismo dell’Ue.

Posizioni contrarie al predominio tedesco in Europa.

Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit in bilancio.

Investimenti sulle rinnovabili.

Finanziamento attività agricole e allevamento per consumo interno.

Discussione a livello europeo della webtax.

NCD-UDC

Maggiore cooperazione europea per la gestione delle frontiere.

Aumento dei fondi europei per affrontare le emergenze legate all’immigrazione.

Difesa comune dei confini.

Elezione diretta Presidente Commissione Europea.

Maggiori finanziamenti a Pmi.

LEGA NORD

Maggiore sovranità nazionale e no ad ingerenze da Bruxelles.

Controllo severo delle frontiere.

Autorizzazione di azioni di respingimento.

Politiche protezionistiche nel settore import/export di prodotti europei, anche attraverso la riforma dei trattati commerciali.

Ripensamento trattato di Shengen.

Sospensione del pacchetto clima-energia del 2009

TSIPRAS

 Ratifica della convenzione ONU del 1990 sui diritti dei migranti.Garanzie di arrivo in europa.Chiusura dei centri di detenzione.Diritto di accoglienza generalizzato e accesso al welfare.

Nuovi fondi strutturali per rilanciare occupazione.

Introduzione Costituzione Europea.

Separazione delle attività commerciali e dagli investimenti bancari.

Maggiori poteri al Parlamento UE.

SCELTA EUROPEA

Regole comuni in materia di immigrazione, così da sfruttare al meglio le ricadute positive della stessa.
Politica comune di asilo e accoglienza.

Maggiore cooperazione nella lotta alla criminalità internazionale.

Maggiori poteri al Parlamento UE.

Protezione e valorizzazione delle risorse ambientali.

Investimenti nel campo delle rinnovabili, riducendo progressivamente i sussidi.

Accellerare la strada verso l’adozione del TTIP

In ambito lavorativo, ispirarsi al principio della flexsecurity.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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