Verso il 25 maggio: la coalizione ALDE

14/05/2014 di Giacomo Bandini

Nuove sfide – L’acronimo Alde si riferisce all’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa ed è uno dei gruppi politici che costituiscono il Parlamento Europeo. In ordine di grandezza occupa il terzo posto, in ordine di importanza è ancora tutto da definire. Con la crescita dei movimenti euro-scettici o addirittura populisti anti-euro gli equilibri che avevano fino ad oggi permesso all’UE di barcollare, ma, nonostante tutto, restare intatta rischiano di subire uno scossone ben più grosso. Cosa c’entra questo con i liberali europei? È fondamentale, dal momento che l’Alde si è sempre schierata dalla parte delle istituzioni comunitarie in cui è incardinata ed è forte sostenitrice del sistema Euro e, dunque, dovrà confrontarsi sia con gli schieramenti tradizionali sia con i nuovi movimenti di protesta.

Alde-Scelta-Europea
Il logo di Scelta Europea, gruppo che alle prossime europee appoggerà l’Alde.

Chi sono part.1 – La coalizione è composta principalmente da due tronconi di partiti a rilevanza europea transfrontaliera: il Partito dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (Alde) e il piccolo Partito Democratico Europeo (da non confondere con il Partito Democratico italiano, che si trova nell’alveo del Partito Socialista Europeo), oggi riuniti sotto l’unico simbolo Alde. In realtà la sua composizione ha subito numerose trasformazioni storiche e ciò è testimoniato dal fatto che al suo interno siano contenuti persino partiti non propriamente liberali. Un primo gruppo liberale europeo nasce nel 1953 sotto l’egida di Giovanni Malagodi, all’epoca Presidente dell’Internazionale Liberale. Per quanto concerne il nostro Paese, esso ha visto militare fra le proprie fila il Partito Repubblicano e il Partito Liberale durante tutta la Prima Repubblica italiana fino al ridimensionamento drastico seguito a Tangentopoli.

Chi sono part.2 – Nel 2009, in occasione delle ultime elezioni europee, l’Alde ospita numerosi partiti nazionali. L’Italia, in particolare, ne inserisce cinque: l’Italia dei Valori, il Pri, il Pli, i Radicali e Alleanza per l’Italia (Api) di Rutelli. I partiti nazionali più rilevanti possono essere considerati il Partito Liberale Democratico tedesco, i Liberal Democratici inglesi, il Movimento Democratico francese, i Democratici e Liberali Fiamminghi belgi e il Partito Nazionale Liberale rumeno. Va ricordato che in occasione delle europee 2009 Italia dei Valori ottenne quasi l’8% delle preferenze, assicurandosi 5 seggi nella suddetta coalizione. Nel quinquennio appena passato Alde ha contato su 83 seggi, collocandosi come terzo maggior gruppo al Parlamento Europeo.

Verso il 25 maggio – Nelle elezioni europee del 2014 l’alleanza liberale europea si presenterà con le componenti di maggior rilevanza a ribadire il percorso affrontato fino a questo momento. La definizione liberale ha però messo in difficoltà soprattutto il panorama italiano intenzionato a schierarsi sul versante Alde. Numerose infatti sono state le difficoltà per trovare un accordo fra i partiti nostrani riguardo l’inserimento nella coalizione europea. Fare per Fermare il Declino insieme al Centro Democratico (Cd) di Tabacci sono stati i primi ad aderire al progetto ALDE per l’occasione del 25 maggio 2014. In seguito, non senza polemiche e diffidenze reciproche, Scelta Civica ha deciso di aderire – nonostante nei mesi precedenti avesse presentato il progetto di Scelta Civica per l’Europa e l’intenzione di correre da sola.  Infine è stato da poco annunciato l’arrivo finale del movimento I Liberali, formato tra gli altri da vecchie conoscenze del Pli, anch’esso facente parte della lista.

Alde-Verhofstadt
Guy Verhofstadt, candidato del gruppo Alde alla presidenza della Commissione Europea

I punti fondamentali – Il programma elettorale è piuttosto vasto. On-line è possibile reperire numeroso materiale a riguardo, ma le idee più interessanti provengono dal candidato ufficiale di Alde, Guy Verhofstadt. Ex premier Belga, costretto a lasciare la guida del Paese nel 2007, anno in cui passarono 200 giorni prima di veder eletto un nuovo Presidente. A Firenze ha fatto sfigurare Juncker e Schultz a suon di programma e concretezza. Fondamentalmente il progetto Alde si basa sulla concezione federalista dell’Europa, unita non solo economicamente, bensì politicamente. Forte appare la battaglia per un sistema di difesa comune che permetterebbe, peraltro, ai vari Stati membri di risparmiare risorse interne. Largo spazio viene conferito alla difesa del pensiero liberale in materia di diritti civili, specialmente in materia di immigrazione legale. Dal punto di vista economico la dottrina liberale è stata adattata alle esigenze di una comunità vastissima come l’Ue: innanzitutto mantenere i conti in ordine rispettando i termini di Maastricht, sostenere il mondo imprenditoriale utilizzando adeguatamente i fondi europei, divisione fra banche d’affari e d’investimento, sviluppare il settore della ricerca e sostenere l’impiego giovanile. Fondamentali risultano l’apertura alla green economy, Verhofstadt era coalizzato con i Verdi in Belgio, e la lotta all’eccesso di burocratizzazione.

Nuvole all’orizzonte – I liberali europei proseguono così la sfida ai due gruppi egemoni Pse e Ppe, dimostrando una buona continuità nel tempo dal punto di vista del consenso elettorale. Tuttavia, come sottolineato in precedenza, la vera sfida si profila nei confronti del sentimento critico sviluppato dai movimenti antieuropeisti come il Front National in Francia o il Movimento 5 Stelle  e la Lega Nord in Italia. Su questa direttrice verrà consumata la battaglia elettorale decisiva per il Parlamento Europeo, in particolar modo sulla permanenza nel sistema a moneta unico e sul recupero di sovranità nazionale multilivello. Il rischio, pertanto, è quello di veder scivolare via una parte del proprio elettorato deluso.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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