Nichi Vendola è un liberista

14/09/2013 di Federico Nascimben

Una rilettura economica delle dichiarazioni del Presidente di SEL su Twitter in merito al "proliferare dei test a numero chiuso"

Come ogni anno, anche in questo si sono tenuti i famigerati test d’ingresso per i corsi e per le università a numero chiuso. Come ogni anno, si sono ripetute le critiche a questo sistema.

I tweet incriminati – Su Twitter, anche Nichi Vendola si è aggiunto – com’era prevedibile – alla schiera di critici e, il 10 settembre, in due diversi tweet ha dichiarato:Vendola1e

Vendola2Prendendo le dichiarazioni così come sono state scritte non vi è nessuna novità, viste le posizioni da socialista democratico di Vendola. Ma, tralasciando la lettura politica della questione, e dandone invece una in termini economici, le carte in tavola cambiano in maniera sostanziale.

La rilettura economica – Nel suo primo tweet il leader di SEL dice che “l’Italia ha bisogno di più studenti e più laureati“: in sostanza, quindi, l’Italia nel settore dell’istruzione universitaria, ha bisogno di più concorrenza. Solo l’ingresso di nuovi e maggiori competitors, all’interno di un mercato bloccato da innumerevoli barriere all’ingresso – rappresentate dal “proliferare di test a numero chiuso, un vero e proprio abuso” contrario addirittura al “diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione” -, potrà favorirne una vera e piena liberalizzazione. A seguito di tale processo, l’aumento dell’offerta di giovani neolaureati nel mercato del lavoro italiano produrrà una diminuzione dei prezzi – ovvero dei loro salari -; di ciò ne beneficeranno coloro i quali rappresentano la domanda di lavoro – ovvero le imprese – che, in questo modo, riusciranno ad effettuare una svalutazione competitiva, la quale, non essendo basata su un deprezzamento della moneta, prevede un contenimento dei salari dei lavoratori. Dalla diminuzione della spesa per salari ne deriverà un aumento della competitività per le imprese italiane, le quali, riuscendo a vendere con maggiore facilità le proprie merci – visti i minori costi che dovranno sopportare -, vedranno un’opportunità per rilanciare il proprio processo di internazionalizzazione. Andando avanti con gli anni, il consolidamento della posizione delle imprese italiane nei mercati esteri porterà ad una nuova ondata di delocalizzazione che sfavorirà ulteriormente i lavoratori italiani.

In definitiva, quindi, Nichi Vendola è un liberista.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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