Vaticano: tra nomine, revoche e scontri

20/02/2013 di Luca Tritto

Vaticano – La notizia dell’abdicazione di Papa Benedetto XVI  dal Trono di San Pietro sembra ormai assimilata dalla comunità dei credenti. Prima di “dimettersi”, però, il Santo Padre ha provveduto a ridisegnare alcuni ruoli delicatissimi all’interno della Curia Romana. Andiamo a vedere cosa accade e, soprattutto, come inquadrare queste mosse nel contesto di quelle lotte oscure che hanno portato, in parte, all’ardua decisione presa dal Pontefice, in particolare in vista del Conclave, dal quale uscirà la nuova Guida del mondo cattolico.

La prima questione di rilievo affrontata dopo l’annuncio del Santo Padre, è sicuramente la nomina del nuovo Presidente dello IOR, l’Istituto per le Opere Religiose, la “banca” della Santa Sede. La scelta è caduta sull’avvocato tedesco Ernst Freiherr von Freyberg, Cavaliere delSovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta. Una controversia è sorta poiché, tra i suoi numerosi incarichi, ricopre anche quello di Presidente dei cantieri navali Blohm Voss Group di Amburgo, i quali costruiscono anche navi da guerra. Una circostanza smentita in anticipo da Padre Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, il quale afferma che i cantieri in questioni producono navi, ma senza indirizzare la destinazione d’uso, inclusa l’attrezzatura da guerra. Lo IOR, comunque, è stato oggetto di altre rilevanti modifiche. Infatti, è stato rimosso dal suo incarico nella Commissione Cardinalizia di vigilanza dello IOR il Cardinale Attilio Nicora, già Presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede. In effetti, non poteva ricoprire il doppio ruolo di controllore e controllato. Al suo posto, è stato nominato un favorito del Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone: il Cardinale Domenico Calcagno, già presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Il cardinale BertoneIn questo modo, Bertone continuerà ad avere voce in capitolo anche quando, in ottemperanza ai vincoli di età, dovrà lasciare la Commissione Cardinalizia di vigilanza. Ancora, le lotte di potere si insinuano nel governo della Chiesa. Benedetto XVI lo aveva detto nei giorni scorsi: “le divisioni deturpano il volto della Chiesa”. A quanto pare, il suo monito tra le righe non sembra aver sortito effetti, poiché, comunque, queste nomine dipendono dal suo placet. E poco importa se il Cardinale Bertone perde il suo pupillo, Marco Simeon, silurato da direttore di Rai Vaticano. Strano personaggio: a 26 anni già trattava in Vaticano con Cesare Geronzi e ha avuto come maestro, oltre a Bertone, l’oscuro Luigi Bisignani, nome noto sia alle cronache sia alle più alte sfere del potere. Niente male, per il figlio di un benzinaio di Genova (con tutto il rispetto per la categoria, si intende).

Dando uno sguardo al prossimo Conclave, ha destato scalpore il caso dell’ex Arcivescovo di Los Angeles, il Cardinale Roger Mahony. Sollevato da tutti i suoi incarichi dal successore, il Monsignor Josè Gomez, il porporato americano è al centro della mozione dell’associazione Catholics United. L’obiettivo è estrometterlo dal Conclave, poiché accusato di aver coperto ed insabbiato 129 casi di abusi su minori avvenuti nella sua diocesi. In teoria, ciò non gli impedirebbe di partecipare, ma la sua revoca e il suo allontanamento sono segnali di una Chiesa che vuole risolvere il problema e squarciare il velo del silenzio su casi del genere. Benedetto XVI ha avuto molto a cuore la questione: ne sono esempio la lettera ai vescovi irlandesi e il caso Boston, ossia la vendita del Palazzo sede del vescovado per risarcire le vittime di abusi, con azzeramento di tutto il clero locale, sostituito da gente ben più meritevole di agire.

Tra le ultime questioni da affrontare, il Papa sta valutando la prospettiva di anticipare il Conclave, tramite un motu proprio, una decisone autonoma simile al nostro decreto legge. Oltre alcuni casi di “impresentabili” come Mahony (anche qui se ne trovano), si cerca di individuare un futuro Pontefice estraneo alle dinamiche esposte, soprattutto alla luce dell’ultimo dossier commissionato proprio da Ratzinger a seguito del caso Vatileaks. Questo dossier, sembra aver portato alla luce molti legami strani, forse dannosi per la Chiesa Cattolica. Un Papa non “ricattabile” è ciò che serve per uscire da una situazione delicata, in modo tale da poter risolvere le questioni rilevanti che gettano ombre sull’operato del clero, in particolare quello romano.

Chissà se, dopo il Conclave, si tornerà a parlare di questioni spirituali e non più di diatribe interne e giochi di potere.

 

 

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Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
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