Valeria Fedeli, intervista alla vicepresidente del Senato: Giovani e Politica

04/02/2014 di Redazione

Senato della Repubblica

Proponiamo l’intervista di Federico Castorina, presidente di Cultura Democratica, a Valeria Fedeli, senatrice del Partito Democratico e vicepresidente del Senato.

I. Riforme istituzionali. La XVII Legislatura si è aperta all’insegna delle Riforme. Una delle proposte più rilevanti consiste nell’introduzione del Senato delle Regioni. Quali funzioni si potrebbero attribuire a questo nuovo organo costituzionale? Quale ruolo potrebbe rivestire nel percorso di riforme del Paese?

Veleria FedeliNel percorso di riforme che porterà al superamento del bicameralismo perfetto la nuova funzione del Senato è immaginata per dare rappresentanza alle autonomie locali, in modo che nel processo legislativo siano inclusi tutti gli interessi positivi e tutte le diverse realtà del paese. Mentre la Camera svolgerà la funzione effettiva di approvazione delle leggi, il Senato avrà in questa ottica la responsabilità di partecipare al processo con compiti consultivi e di approfondimento, di esame delle leggi approvate, di proposta di emendamenti. In questa ottica il Senato, oltre ad essere espressione delle identità locali, potrebbe utilmente assumere anche la funzione di Senato delle competenze, con una parte della rappresentanza destinata al mondo scientifico, della ricerca, culturale. Così da poter meglio svolgere il ruolo di verifica, indirizzo ed elaborazione. Resterebbe poi anche per il Senato la funzione di approvazione – conservando il bicameralismo paritario – nei casi di leggi costituzionali e riforme istituzionali.

II. Legge elettorale. La riforma sulla quale si discuterà di più nelle prossime settimane è la legge elettorale. E’ favorevole all’introduzione di un sistema maggioritario fondato sull’alternanza di governo? Ritiene che sia sufficientemente garantita la parità di genere nel testo presentato alla Camera dei Deputati?

La riforma su cui il Parlamento sta discutendo mi pare realizzi – anche grazie ai correttivi che si stanno immettendo – un positivo equilibrio in termini di governabilità e stabilità del Paese, andando a rafforzare l’esperienza bipolarista che, seppur realizzatasi finora in modo incompleto, i cittadini hanno dimostrato di apprezzare. Quanto alla parità nella rappresentanza di genere: no, il testo presentato non è sufficiente. C’è il principio condivisibile di una parità di presenza nelle liste, ma la parità non è in alcun modo garantita a livello di elette ed eletti. Perché questo si verifichi occorrono correttivi, che stiamo chiedendo, sia con l’azione parlamentare sia con la petizione #noicisiamo su Change.org. Chiediamo che la legge preveda un equilibrio 50-50 nei capilista e una alternanza uno-uno (e non due-due) tra donne e uomini in ciascuna lista. Solo così riusciremo a garantire una parità di rappresentanza e ad attivare un cambiamento reale fondato sul contributo pieno di donne e uomini.

III. Riforme economiche. L’Italia difficilmente potrà uscire dalla crisi senza investimenti e riforme strutturali che restituiscano competitività al sistema Paese. Quali sono a Suo avviso le priorità da affrontare nella sfida per tornare a crescere? Quali le politiche necessarie per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro?

La sfida è rimettere il lavoro al centro delle scelte politiche e costruire serie e positive politiche industriali. Dobbiamo invertire il ciclo culturale liberista e rigorista per puntare – a livello italiano ed europeo – su una stagione della crescita e del lavoro. Dobbiamo puntare su sostenibilità ambientale, innovazione, etica e qualità, che sono i fattori su cui le eccellenze italiane sono già forti e competitive nel mondo. Il made in Italy è l’orizzonte valoriale e produttivo su cui costruire il futuro, l’unico modello su cui possiamo rilanciare la nostra manifattura e una prospettiva credibile di crescita e occupazione, a partire da quella giovanile e femminile.

IV. Giovani e Politica. Nel Parlamento più giovane della storia della Repubblica soltanto il 4,5% degli eletti ha meno di 30 anni mentre la corrispondente fascia di popolazione è pari al 30%. Come promuovere una partecipazione attiva dei giovani all’interno delle Istituzioni? Esiste una responsabilità dei partiti politici nel mancato coinvolgimento dei giovani nel dibattito pubblico?
Esiste certamente una responsabilità della politica – che ha perso negli anni credibilità e fiducia – nella distanza che si è creata con i cittadini, in particolare i più giovani. Una distanza che si è creata sulla base dei troppi fallimenti di ogni processo di cambiamento, di un dibattito che è diventato troppo spesso scontro ideologico più che confronto di merito, per comportamenti diffusi poco etici, per un linguaggio che non si è aperto alla contemporaneità.
Credo che per invertire la rotta servano responsabilità e rilancio della speranza. Questo è possibile solo con un piano serio, concreto e condiviso di cambiamento. E il cambiamento sarà reale solo se coinvolgerà proprio quei soggetti, come giovani e donne, su cui oggi pesano maggiormente le difficoltà del paese.

V. Giovani e Riforme. I giovani rischiano di essere i grandi esclusi dal percorso di Riforme intrapreso all’inizio della Legislatura, non essendo prevista alcuna forma di consultazione istituzionalmente dedicata alle nuove generazioni. Quali meccanismi di coinvolgimento è possibile introdurre per promuovere la partecipazione dei giovani al percorso di Riforme del Paese?
Ogni processo legislativo attivato dal Parlamento prevede spazi di consultazione e audizione. Si tratta di strumenti istituzionali che coinvolgono in primo luogo i soggetti organizzati di rappresentanza. L’allargamento, sostanziale e diffuso, di questi strumenti è sicuramente un primo passo da compiere. C’è poi, però, un grado di coinvolgimento che non riguarda direttamente il processo formale di audizione, ma la capacità di attivare l’interesse e la partecipazione dei giovani alla politica e alle Istituzioni, che troppo spesso, come accennato in precedenza, sono vissute come distanti e poco utili. Le riforme servono, oltre che a restituire al Paese Istituzioni e regole più efficienti, anche a rispondere a questo limite ormai cronico della nostra politica, riacquistando senso di servizio e utilità. Così potremo riappassionare i giovani al futuro del Paese e attivare le loro energie e le loro competenze, che sono preziose per i cambiamenti che vogliamo attivare.

VI. La tua idea per l’Italia. Il 1° febbraio Cultura Democratica ha dato il via alle iscrizioni per la seconda edizione dell’iniziativa “La tua idea per l’Italia” promossa dal think tank Cultura Democratica in collaborazione con il Senato della Repubblica. Dopo aver aperto i lavori della prima edizione, in cui 90 giovani selezionati in base al merito provenienti da tutte le Università italiane hanno elaborato tre proposte di legge in materia di trasparenza, legalità e ambiente, pensa che questo nuovo modello di partecipazione vada nella giusta direzione?

Credo che la sperimentazione diretta del processo di elaborazione e proposta legislativa attivata da “La tua idea per l’Italia” sia stata una esperienza molto utile, sia per le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato, sia per i senatori che hanno avuto occasione di dialogo e confronto. Una sperimentazione da riprendere e rilanciare, facendo ogni sforzo per non lasciarla occasione isolata, ma per trasformarla in componente fondante di una democrazia più viva e partecipata.

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