USA e armi – Il terrore viene per posta

08/12/2015 di Francesca R. Cicetti

Non una dieta miracolosa e neppure un set di pentole. Tra poco più di un mese una ridente annunciatrice, sette notti su sette, esporrà i suoi prodotti su un nuovissimo canale di televendita americano. Prodotti che sparano, prodotti che uccidono.

Usa Armi da Fuoco

Non una dieta miracolosa e neppure un set di pentole. Tra poco più di un mese una ridente annunciatrice, sette notti su sette, esporrà i suoi prodotti su un nuovissimo canale di televendita americano. Che non proporrà l’acquisto di panche per gli addominali e materassi, né di diciotto scontate padelle antiaderenti, ma di un catalogo sconfinato di armi da fuoco e rispettive munizioni. Ogni prodotto è garantito, molti sono in esclusiva per il canale Gun Tv. La rete avrebbe dovuto essere lanciata prima delle festività natalizie del 2015, forse per permette agli interessati di regalare un fucile a pompa invece del consueto maglione di lana. Ma la sua apertura è stata ritardata per questioni burocratiche, e per ordinare rivoltelle al telefono bisognerà ora aspettare il 20 gennaio.

Niente paura, però, l’arma scelta non sarà impacchettata e recapitata a casa. Bisognerà ritirarla presso il negozio di armi più vicino. A nulla sono valse le critiche del pubblico, sconvolto da una iniziativa simile. Visto e considerato il numero spaventoso di sparatorie e morti per arma da fuoco ogni anno negli Stati Uniti, non sembrava necessario un incentivo. Ma non la pensano così i proprietari del canale, che parlano di senso civico e responsabilità sociale. “Non abbiamo creato noi questo bisogno” dicono, “Ma solo risposto a un bisogno già esistente”.

Il paradosso della sicurezza colpisce ancora, e stavolta lo fa per posta. Le intenzioni del rivoluzionario canale Gun Tv sembrano come di consueto suggerire agli Stati Uniti che più armi significhino più protezione. Che comprare pistole e fucili per corrispondenza sia un’ottima soluzione al problema della sicurezza. Più pistole, più violenza. Più violenza, ancora più pistole. Un sillogismo sanguinario che difficilmente porterà a un lieto fine.

A nulla valgono i numeri, le trentamila morti per arma da fuoco ogni anno, i cadaveri della strage di San Bernardino ancora insepolti. La tradizione del possesso delle armi sembra essere più resistente di quella del Thanksgiving. E la maggioranza degli americani continua ad essere contraria a una revisione del secondo emendamento, isolando nettamente il tentativo del presidente Obama.

Dagli Stati Uniti qualcuno pensa che si possa imparare, persino in questo campo. Come il senatore Buonanno, ad esempio, che dopo aver sventolato spigole si è dedicato allo sventolamento di pistole in diretta. E ovunque abbondano proposte curiose per sentirsi più sicuri in casa propria. Dalla giustizia privata al divieto di ingresso nel paese per alcune religioni o etnie. Dai marchi sulla pelle alle televendite, fino a farsi recapitare i mitra per posta, come una pizza a domicilio. E la deputata repubblicana del Nevada, Michele Fiore, ha diffuso una cartolina di Natale che la ritrae con la sua famiglia (nipotini compresi) armata di tutto punto. Le buone feste arrivano così: biscotti allo zenzero e bambini di cinque anni armati di fucili d’assalto. Il bisogno di protezione genera anche questi paradossi. Il classico: corazzarsi per essere pronti a qualsiasi evenienza, anche sfidando il buonsenso. Il terrore, a questo modo, forse non entrerà più dalla porta di casa, non getterà bombe e non scavalcherà i confini. Arriverà semplicemente per posta.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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