Un’onesta invettiva contro Razzi e Scilipoti

13/03/2013 di Luciano Di Blasio

Circa una settimana fa, si era diffusa la notizia dell’iscrizione di Razzi e Scilipoti nel registro degli indagati per quanto riguarda lo scandalo della compravendita di parlamentari, da parte del Popolo della Libertà, durante il governo Berlusconi IV. La maggioranza, come sappiamo, era sul filo del rasoio e la mozione di sfiducia votata il 14 dicembre 2011 venne respinta. Decisivi furono i voti dei due ex membri dell’Idv, passati ad un sostegno pseudo-esterno alla maggioranza pidiellina. La Procura di Roma aveva prontamente smentito la notizia, ma secondo il Fatto Quotidiano, che a sua volta si rifà a non meglio precisate fonti interne, il procuratore aggiunto Francesco Caporale starebbe indagando formalmente i due per il reato di corruzione.

Scilipoti e RazziChe l’indagine sia vera o presunta – e sottolineiamo quanto, in Italia, si sia innocenti sino a prova contraria –  rimangono comunque ben scolpite in molti di noi le parole pronunciate da Razzi in quel video semi-amatoriale, realizzato dalla trasmissione le Iene. L’onorevole sottolineava – con un’espressione non proprio raffinata – quanto si fosse preoccupato dei fatti suoi in riferimento alla questione della sfiducia. Già, perché vi era il rischio, per 10 giorni, di perdere quel vitalizio fondamentale per estinguere il suo mutuo sulla casa. Non era conveniente, allora, chiudere la legislazione in anticipo. Tanti cari saluti, quindi, all’articolo 67 della Costituzione italiana: “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

Più incomprensibili, invece, le ragioni di Domenico Scilipoti, nel vero senso della parola: letterali problemi di lingua, come avrete avuto modo di “apprezzare” negli ultimi 3 anni. Di lui, certo, oltre alle numerose gaffe, occorre ricordare anche un’indagine riguardanti presunti suoi collegamenti con l’ndrangheta

Allora, forse, non serve un’inchiesta della Procura per esprimere un giudizio, ma un po’ di sale in zucca e un minimo di coscienza: sono davvero Domenico Scilipoti e Antonio Razzi i soggetti da desiderare avere in Parlamento? Alla peggio, i due possono essere classificati come specula dell’italiano medio: arrivista, accattone, un po’ ignorante, provincialotto e, perché no, furbetto.  Sia ben chiaro, non è lo Scilipoti o il Razzi di turno in quanto tale (o forse sì, ma sorvoliamo) a destabilizzare la coscienza e la razionalità dei (pochi) che ancora guardano al Parlamento riconoscendovi l’autorità e la rappresentanza che possiede; è ciò che loro simbolicamente rappresentano, il “marcio”, il freno a mano tirato, l’Italietta.

Il problema è l’Europa, il problema sono le tasse, il problema è la disoccupazione, il problema è l’euro, il problema è la “politica”: sì, certo. Poi c’è il problema vero, quello che non riusciamo neanche ad inquadrare e mettere a fuoco: la classe dirigente, concetto ben diverso dalla politica, una élite incapace di fare scelte difficili, scelte giuste sulla lunga distanza, per la ristrutturazione di un sistema oramai al fallimento totale. Il Paese, in realtà, è in possesso di un gruppo di persone valide per qualità, competenze e responsabilità. Il dramma, quindi, è l’ignorare completamente l’esistenza di tale risorsa. Nè la politica nè i cittadini – spesso speculari al Razzi di turno – sono stati o sembrano in grado di farla emergere dall’anonimato e, in una sorta di leap of faith, affidargli il Paese.

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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