Unione Europea a due velocità: fine del sogno?

07/02/2017 di Alessandro Mauri

Prende sempre più piede l’idea di creare un’ Unione Europea a “due velocità”, ultimo tentativo di salvare l’idea di Europa unita, sempre più messa in discussione dall’opinione pubblica e da movimenti politici interni ed esterni all’ Unione Europea. Calcolo o disperazione?

Europa

Merkel in prima linea – L’idea di una diversa partecipazione all’ Unione Europea da parte degli Stati Membri, sulla base della volontà a partecipare alle singole iniziative di volta in volta proposte, prende di nuovo piede in vista del prossimo vertice dell’ Unione Europea. A caldeggiare questa soluzione è scesa in campo la cancelliera Angela Merkel, che ha intenzione di appoggiare le iniziative già proposte in questo senso da tre paesi: Belgio, Olanda e Lussemburgo. Questa presa di posizione, in contrasto con quanto sempre sostenuto dalla Germania negli ultimi anni, deriva dalla situazione politica di Berlino, con la Merkel che deve guardarsi, alle prossime elezioni, sia dai partiti anti-euro a destra, sia dal partito socialista a sinistra. Entrambi accusano, pur se da prospettive e con conclusioni opposte, la politica fin qui portata avanti dalla Germania all’interno dell’Unione Europea.

Due velocità economiche? – In realtà che cosa comporti in concreto la creazione di un’Unione Europea a due velocità non è chiarissimo. Soprattutto occorre comprendere se tale doppio binario possa essere applicato retroattivamente o solamente sui prossimi passi dell’ Unione Europea. In questo secondo caso si tratterebbe poco più che di un palliativo, dal momento che gran parte dell’opera di integrazione, soprattutto da un punto di vista economico, è già avvenuta. Ed è proprio il carattere economico, unito al tema dell’immigrazione, il vero punto debole dell’ Unione Europea. Inoltre sarebbe proprio su questo aspetto che occorrerebbe valutare la possibilità di creare binari di crescita differenti, ma risulta difficile con regole di bilancio comuni, con l’impossibilità di condividere almeno in parte l’onere del debito e con una Banca Centrale con una politica monetaria unica.

Europa sotto attacco – L’ Unione Europea è effettivamente sotto attacco sia di forze interne che di forze esterne, e sembra che non sia in grado di fare alcunché per fermarle, se non inseguire il momento. All’interno i movimenti anti-europeisti guadagnano terreno approfittando della stagnazione economica e della pessima gestione della questione migranti, mentre Russia e USA sono sempre più critiche nei confronti dell’ Unione Europea. La minaccia di una Frexit paventata da Marine Le Pen nei giorni scorsi sarebbe l’ultimo passo verso l’implosione dell’UE. E in effetti da un punto di vista economico la capacità di reazione dell’ Unione Europea alla crisi è stata pressoché nulla: un piano investimenti (il cosiddetto Piano Juncker) che, di fatto, non si è visto, e continue e sterili polemiche sulla capacità di alcuni Stati di rispettare i vincoli di bilancio. Tutto questo senza essere in grado di dare una prospettiva comune e un piano credibile di crescita, ma continuando a basare le proprie politiche sulla base dei rapporti di forza tra gli Stati membri, spesso a senso unico a favore della Germania e dei paesi più favorevoli al rigore.

Comunque vada, il fallimento del disegno europeo: se non si agisce, i movimenti anti-europeisti avranno legittimamente vita facile, data la ormai il quasi decennale stallo dell’economia; d’altra parte un’ Unione Europea a due velocità si tradurrebbe di fatto in una distorsione del progetto di integrazione europeo, con due blocchi che giocherebbero a fare i propri interessi personali. Questo mette in luce la debolezza che ha caratterizzato l’ Unione Europea sin dalla sua fondazione: una unione fondata su interessi esclusivamente economici, nonostante questi, alla lunga, non avrebbero fatto altro che divergere. Ora che sono venuti meno questi interessi, resta davvero poco da salvare.

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Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
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