UNHCR – 45 milioni di rifugiati, mai così negli ultimi vent’anni

20/06/2013 di Andrea Viscardi

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite pubblica il Global Trends 2012 e descrive una situazione critica

45 milioni di rifugiati – Il Mondo, negli ultimi vent’anni, non ha mai registrato un numero di rifugiati tanto elevato come quello odierno. E’ questa la conclusione a cui giunge un report pubblicato ieri dall’UNHCR, alla vigilia della giornata mondiale per i rifugiati. 45,2 milioni, è questo il numero secondo le stime dell’ONU, nel quale vanno inclusi sia i rifugiati esterni che quelli interni agli stati, i cosiddetti “internal displaced person”, cioè tutti coloro che, costretti ad abbandonare la propria casa per persecuzioni, carestie o disastri naturali, rimangono comunque all’interno dei confini dello stato.  Eloquenti le parole di Antonio Guterres, l’Alto Commissario per i Rifugiati: “These truly are alarming numbers. They reflect individual suffering on a huge scale and they reflect the difficult ies of the international community in preventing conflicts and promoting timely solutions for them”.

Dislocati interni ed esterni, stima dell'aumento giornaliero, UNHCR
Fonte: UNHCR, Global Trends 2012

IDP, un fenomeno ignorato – La maggioranza dei media e l’attenzione pubblica si è sempre concentrata quasi unicamente sul fenomeno più tradizionale dei rifugiati, quello che coinvolge i richiedenti asilo politico e, più in generale, capace di influenzare i paesi occidentali. Invece, il fenomeno più preoccupante è proprio quello degli IDP. Nel Mondo, i rifugiati esterni sono solamente 15 milioni, 30, invece, i dislocati. Una situazione che si è particolarmente aggravata proprio negli ultimi anni, basti pensare che, solo nel 2012, sono stati 6,5 milioni le persone costrette ad abbandonare la propria casa, pur rimanendo all’interno dello stesso Stato, contro l’1.1 milione di persone richiedenti asilo politico all’estero: un nuovo rifugiato ogni 4,5 secondi. L’aumento degli IDP è una questione particolarmente delicata e grave, perché difficile da affrontare.  Spesso lo stato interessato non ha alcun interesse a rendere “esterna” la situazione, né tantomeno a chiedere l’intervento di ONG e dell’Onu, che in questi casi non possono intervenire autonomamente.

Quali i Paesi maggiormente colpiti – Significativo un altro dato: circa il 55% dei rifugiati, nel 2012, proveniva da cinque nazioni in preda a situazioni di conflittualità, soprattutto interna: l’Afghanistan, la Somalia, l’Iraq, la Siria e il Sudan. Un altro dato che potrà sorprendere molti, invece, consiste nell’individuazione delle nazioni che, più delle altre, contribuiscono ad accogliere nel proprio territorio i rifugiati. Infatti, tra le prime dieci “mete” del 2012, figura solo una nazione propriamente europea, come la Germania, mentre la Turchia si stabilizza intorno alla decima posizione, con 267 mila rifugiati. Il primo stato al Mondo nell’accogliere rifugiati è, invece, il Pakistan (1,6 milioni), seguito dall’Iran (868.000). Uno scenario critico, quello posto in evidenza dall’Alto Commisariato della Nazioni Unite per i Rifugiati, che sottolinea la criticità e le conseguenze umane disastrose dei conflitti sparsi nel Mondo. La situazione siriana ne è un esempio, i primi a rimetterci sono i più deboli – le donne, gli anziani e i bambini – spesso incapaci di sopportare la fatica e gli stenti di “un’emigrazione forzata” dalla propria casa. Anche per questo, forse, la guerra civile che colpisce il regime di Assad necesiterebbe di un intervento più intelligente e più incisivo, anche da parte della stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, capace di dimostrarsi anno dopo anno sempre meno adeguata alla realtà del Mondo moderno.

Rifugiati, paesi ospitanti  UNHCR
Fonte: UNHCR, Global Trends 2012
Rifugiati, paesi di origine,UNHCR
Fonte: UNHCR, Global Trends 2012
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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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