Etna e ville medicee patrimonio dell’Umanità. Ora si punta sulle Langhe e Roero

23/06/2013 di Andrea Viscardi

UNESCO, l'Italia mantiene il primo posto per siti patrimonio dell'umanità e pensa alla zona delle Langhe-Roero e Moferrato. ma sullo sfondo vi è il caso Pompei

Unesco, Italia: Etna e ville medicee patrimonio dell'Umanità
Bergpark Wilhelmshöhe, patrimonio dell'umanità UNESCO
Bergpark Wilhelmshöhe, patrimonio dell’umanità UNESCO

Etna e ville medicee – Dopo l’Etna, anche le ville Medicee sono patrimonio dell’umanità UNESCO. La decisione – ennesimo riconoscimento per il patrimonio naturale e artistico italiano – arriva durante il meeting annuale dell’agenzia ONU, tenuto quest’anno in Cambogia. Ma non solo Italia. Sono state 22 le novità della lista World Heritage, tra queste, le più simboliche probabilmente il Monte Fujii, simbolo nazionale giapponese, e l’antichissimo deserto namibiano, uno dei deserti più caratteristici del Mondo. Da segnalare, anche, il risultato tedesco, che finalmente riesce a ottenere la nomina per il suo Bergpark Wilhelmshöhe, uno dei più bei parchi-giardini europei, fatto costruire alla fine del XVII secolo.

Il degrado di Pompei
2010, un esempio del degrado di Pompei

Il paradosso italiano: lo scandalo Pompei – L’Italia mantiene così il primato per il numero dei siti considerati patrimonio dell’umanità, 49, tra cui spiccano alcuni gioielli verso i quali sembra esservi più rispetto e stima all’estero che nel Belpaese. Basti pensare al caso di Pompei: un gruppo di esperti UNESCO ha sottolineato il rischio di degrado che colpisce il sito archeologico, sebbene, per ora, non sia stato iscritto tra i patrimoni UNESCO in pericolo.  Un sospiro di sollievo per il governo, visto che la responsabilità ricadrebbe interamente sul nostro Paese, aumentando lo scandalo per la gestione del’antica città campana. Ma, nonostante la decisione sia stata de facto rinviata – così da valutare gli interventi già pianificati dal governo, anche con l’aiuto dei fondi europei. – l’UNESCO avverte: in caso di progressi minimi, Pompei potrebbe divenire un patrimonio dell’umanità a rischio già dal 2015. Una figuraccia per l’Italia ma, soprattutto, un paradosso che continua a caratterizzare la gestione dei beni archeologici nostrani, sempre più lasciati nel degrado e nella rovina. Un capitale che, invece di essere valorizzato e curato, rispecchia sempre più il degrado culturale e sociale del nostro Paese.

Langhe-Roero e Monferrato 2014 – Ora, dopo il successo conseguito grazie all’Etna e alle 12 ville medicee, bisogna iniziare a pensare al 2014. Intanto, una prima candidatura è già stata ufficializzata: quella del paesaggio vinicolo delle Langhe-Roero e  del Monferrato – proposta da dieci anni in cantiere – e ottenuta grazie alla determinazione del presidente dell’Associazione del patrimonio dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe e ad un gruppo di esperti, tra cui figura Pier Luigi Petrillo, coordinatore, dal 2007 al 2009, di quella “task force UNESCO” creata dal Ministero dell’Ambiente, allora guidato da Pecorare Scanio, che porto al successo la candidatura delle Dolomiti e della Dieta mediterranea.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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