Un’amica alla Casa Bianca

29/01/2013 di Luciano Di Blasio

michelle-jarretChi di voi, specie tra gli appassionati di politica, fantasticando sulla propria ipotetica squadra di governo, non ha immaginato di scegliere, per le posizioni chiave, i propri fidati amici, i compagni di una vita, quelli che si ritengono integri all’inverosimile, quelli che, soprattutto, non ti tradirebbero mai. Se sei il Presidente degli USA, forse, questo “sfizio” puoi togliertelo. In modo particolare se tra i tuoi più cari amici annoveri Valerie Jarrett.

Nelle scorse settimane c’interrogavamo sull’assenza di donne dalla nuova squadra di Obama, ma una c’era: la Jarrett. Valerie Jarrett  è per Obama una certezza indistruttibile e mai sarebbe mancata nella sua squadra alla Casa Bianca: dal 2009 fu scelta dal Presidente come Senior Advisor e Assistente al Presidente per gli Affari Intergovernativi e le Relazioni Pubbliche, ed è stata riconfermata nella nuova amministrazione.

Ma chi è Valerie Jarrett e, soprattutto, perché Obama le è così incondizionatamente fedele? Dopo essersi laureata in Psicologia a Stanford, ha iniziato la sua carriera politica nel 1987 collaborando con il sindaco di Chicago, e ha proseguito la sua carriera negli uffici del sindaco durante gli anni ’90 con diverse amministrazioni. Ha avuto anche esperienze imprenditoriali di successo, ma l’evento che probabilmente le cambia la vita avviene nel 1991: fa un colloquio per un posto da assistente a Michelle Robinson, e notando le qualità della giovane candidata, le propone subito il posto. La Robinson, però, vuole pensarci, e riesce a convincere la Jarrett ad incontrarla a cena, in modo da poterle presentare anche il proprio fidanzato. Quella sera Barack Obama conobbe la Jarrett, Michelle accettò il posto e la Jarrett fu ammaliata dalla futura coppia presidenziale.

Da quel momento la Jarrett sfrutta tutte le sue conoscenze nell’alta società di Chicago per presentare Barack e compagna: è forse la conoscenza chiave per la carriera politica di Obama, che diventerà poi senatore per lo stato di Chicago, l’Illinois, giovanissimo. È per questo che Obama si fida ciecamente di Valerie, sua carissima amica prima che consulente e consigliera: nel corso del primo mandato, molte voci, che solo in alcune circostanze han trovato conferma, riportano di vari casi in cui altri collaboratori si siano scontrati con lei, o abbiano commesso errori al suo “cospetto”, e non abbiano conservato la loro posizione lavorativa.

Molti si sono interrogati sul vero compito della Jarrett alla Casa Bianca, e a quanto pare il suo ruolo, ben precipuo, è in realtà molto sottile ma allo stesso tempo fondamentale: la Jarrett è la coscienza di Barack Obama. Valerie conosce Barack e le sue idee quasi meglio di lui, ed è lì, al pari se non più di Michelle, per ricordare al Presidente, soprattutto nel confuse situazioni che la politica può proporre, quale sia la sua prospettiva sulle varie tematiche che si trova man mano a gestire. Grazie a lei, Obama, nei momenti chiave, ha saputo spingere per le tematiche “radicali” che ne avevano caratterizzato la campagna elettorale dello “Yes, we can” e che lo distinguono dai democratici più centristi, più clintoniani: le questioni relative alle donne, i diritti LGBT e l’immigrazione. Questo vuol dire, in soldoni, un potere immenso: per intenderci, la Jarrett è l’unica, tra tutti i membri della squadra del Presidente, ad avere il permesso di seguire Obama e consorte nel corridoio dell’East Colonnade che collega il West Wing della Casa Bianca alla zona di residenza privata del Presidente.

Ma il tratto più ammaliante della Jarrett è il fatto che sia nata a Shiraz, in Iran (nel 1956): è fluente in Farsi e molti pensano che Obama le chiederà di essere la carta vincente per appianare le divergenze diplomatiche con Mahmoud Ahmadinejad. Il dubbio, che ha spopolato sui media di tutto il mondo, era sul livello di testosterone, forse troppo elevato, di questa seconda amministrazione Obama: ma se la coscienza del Presidente, in definitiva, è un giano bifronte le cui facce si chiamano Michelle e Valerie, di che cosa stiamo parlando?

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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