Un tonico per la coscienza

28/05/2015 di Nicolò Di Girolamo

Sia che abbiate un animo da ribelli o piuttosto da reazionari, la lettura de "La Disobbedienza Civile", di Henry David Thoreau, ha il potere di dare una scossa alla vostra coscienza civile, andando a far vibrare le corde delle vostre più profonde convinzioni riguardanti la giustizia e la vita in società

Herny David Thoreau

È possibile credere che ogni persona sia legata a qualunque altra da un sottile legame di conoscenze ed esperienze capace di attraversare le epoche e qualunque porzione di spazio. Quante volte capita, magari leggendo le memorie dei nonni, di scoprire che tramite una concatenazione di eventi siamo in qualche modo collegati a personaggi con i quali non avremmo mai pensato di poter condividere alcunché?

Se per assurdo un biografo tra mille anni studiasse la vita di questo ipotetico personaggio, potrebbe capitargli di incappare nelle memorie del nonno e venire così a conoscenza dell’esistenza del nipote. A questo punto cosa ci impedisce di pensare che tramite una lunga catena di esperienze umane ognuno di noi sia in qualche modo connesso ad ogni essere umano appartenuto a presente passato e futuro?

Questo curioso fenomeno si verifica anche nei libri, che altro non sono che un’esternazione della personalità dello scrittore, cosicché ogni libro si collega ad altri vicini ad esso e questi ad altri ancora, all’infinito; e proprio attraverso la combinazione di questo fenomeno con la curiosità del lettore che nasce il vizio della lettura.

Così, leggendo ‘Nelle terre estreme’ di Jon Krakauer (libro splendido di cui non parlerò solo perché è stato reso celebre dal film ‘Into the wild’) mi sono imbattuto nel saggio ‘La Disobbedienza Civile’ di Henry David Thoreau. Questo testo, citato più volte nel libro di Krakauer, è abbastanza sconosciuto e originale per trovare il suo spazio in questa rubrica. Un’ottima referenza a questo proposito è stata data dal filosofo Stanley Cavell che ha definito Thoreau: ‘una delle menti filosofiche più sottovalutate che l’America abbia prodotto’.

Thoreau, vissuto in una oscura cittadina americana, Concord, tra il 1812 e il 1867 è uno dei massimi esponenti della corrente del trascendentalismo. Chi tra i miei tre lettori sostenesse di essere un esperto del trascendentalismo o anche solo di averne sentito parlare mentirebbe spudoratamente. Ad ogni modo se come me vi capita di imbattervi nel saggio in questione non potrete fare a meno di innamorarvi del personaggio.

In poche parole Thoreau è un idealista puro, un integro e onesto rivoluzionario che un insensibile destino ha deciso di non dotare di un esercito o di seguaci o di qualunque cosa sia necessaria per incidere un segno visibile del proprio passaggio nella storia. Il nemico contro cui si scaglia veementemente Thoreau è lo Stato. Il governo americano in particolare certo, ma anche la concezione di Stato nel senso più ampio.

Di conseguenza affronta il nemico a viso aperto, non solo nei propri scritti, ma anche nella vita di tutti i giorni, difatti si rifiuta per anni di pagare le tasse che ritiene ingiuste e ciò regolarmente gli costa dei periodi di detenzione, resi brevi dalla bontà della zia la quale, altrettanto regolarmente paga la cauzione allo sventurato nipote, solo per essere poi severamente redarguita dallo stesso per aver agito contro i suoi ideali.

Il nostro eroe cerca con tutte le sue forze di seguire le orme di Socrate e scontare la pena della sua intellettualmente onesta condotta, ma per sua sfortuna finisce per assomigliare più che altro a Don Chisciotte: come lui infatti è un paladino della giustizia male in arnese che si dimena per aizzare un nemico che lo ignora beatamente. Ma se c’è una cosa che non manca ad entrambi è la tenacia, difatti ad un certo punto Thoreau deciderà di andare a vivere nei boschi nel tentativo disperato di diventare un apolide, ma questo è l’argomento di un altro suo scritto, ‘Walden ovvero vita nei boschi’, quindi non mi soffermerò sull’argomento.

A parte l’ilarità che suscitano le travagliate vicende del nostro eroe vale la pena soffermarsi sui contenuti del saggio in questione perché le argomentazioni di Thoreau sono talvolta tutt’altro che risibili e il suo punto di vista è molto interessante. L’idea cardine dello scritto è che la coscienza individuale non debba mai piegarsi alle imposizioni della società, ovvero la supremazia assoluta dell’etica sulla morale per riferirci a Kant. Secondo Thoreau infatti, le azioni dell’individuo devono rispondere in primo luogo ai propri criteri di equità e mai piegarsi ad imposizioni esterne.

Uno dei tanti motivi per cui Thoreau imprecava contro il povero esattore delle tasse di Concord era il fatto che si rifiutasse di sovvenzionare il governo che stava conducendo una guerra schiavista in Messico. Sotto questa luce il nostro eroe comincia già a sembrare meno folle. Infatti sebbene sia difficile essere d’accordo con tutte le argomentazioni di Thoreau, che delle volte si fanno piuttosto estremiste, si viene colpiti durante la lettura dall’intensità dello sforzo quotidiano con cui il filosofo americano ha ricercato la forma più pura di giustizia in ogni aspetto dell’esistenza umana.

In conclusione, sia che abbiate un animo da ribelli o piuttosto da reazionari la lettura di questo saggio ha il potere di dare una scossa alla vostra coscienza civile, andando a far vibrare le corde delle vostre più profonde convinzioni riguardanti la giustizia e la vita in società.

Nessun uomo è un’Isola,

intero in se stesso.

Ogni uomo è un pezzo del Continente,

una parte della Terra.

Se una Zolla viene portata via dall’onda del Mare,

la Terra ne è diminuita,

come se un Promontorio fosse stato al suo posto,

o una Magione amica o la tua stessa Casa.

Ogni morte d’uomo mi diminusce,

perchè io partecipo all’Umanità.

E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:

Essa suona per te.

 

John Donne

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Nicolò Di Girolamo

Nasce a Trieste nel 1993 e consegue la maturità classica alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. In seguito si iscrive al corso di lettere moderne all'università di Firenze. Lettore accanito fin dalla tenera età, divide le proprie passioni tra vela, cinema e, naturalmente, libri di vario genere.
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