Un problema di competenze (e non solo)

01/06/2015 di Federico Nascimben

Da un rapporto dell'Ocse su disoccupazione giovanile e competenze emergono alcuni dati che aiutano a comprendere meglio i problemi che caratterizzano il nostro mercato del lavoro

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa (Ocse) ha pubblicato un rapporto su disoccupazione giovanile e competenze, sulla base di dati risalenti al periodo 2012-2013. Dal rapporto emergono alcuni dati interessanti che aiutano a comprendere meglio molti dei ritardi che da troppo tempo caratterizzano il Belpaese. Vediamoli nel dettaglio.

Fra tutti i Paesi Ocse, l’Italia è quello con la percentuale più elevata di giovani in età lavorativa (16-29 anni) e di adulti (30-54) con scarse competenze di lettura – cioè la capacità di capire e affrontare in modo appropriato testi scritti – pari a 19,7% per i primi e a 26,36% per i secondi. L’Italia, inoltre, è ultima per quanto riguarda la percentuale di adulti con insufficienti competenze matematiche – cioè la capacità di utilizzare concetti numerici o matematici – dove registra un 29,76% e penultima per quanto riguarda i giovani (25,01%), dietro solo agli americani. Più in generale, il nostro Paese è al di sotto della media Ocse relativamente alle competenze dei giovani, i metodi di sviluppo di queste e alla promozione del loro utilizzo sul posto di lavoro.

I giovani Neet italiani – cioè persone che non cercano un impiego e non frequentano alcun corso scolastico, di formazione o di aggiornamento – sono pari al 26,09% degli under 30, quartultimi a livello Ocse. Mentre per quanto riguarda il tasso di abbandono scolastico siamo preceduti solamente dalla Spagna: da noi gli under 25 che hanno abbandonato gli studi prima del diploma di scuola superiore sono il 17,75% del totale.

Insieme ad altri fattori, tutto ciò naturalmente influenza in maniera negativa il mercato del lavoro. Il tasso di occupazione degli italiani di età compresa tra i 15 e i 29 anni nel 2013 era pari al 52,79% (con un calo di 12 punti dal 64,33% del 2007), davanti solo alla Grecia. Il tasso di occupazione degli adulti tra i 30 e i 54 anni, invece, nel 2013 era pari al 70,98% (in calo di 4 punti rispetto al 74,98% del 2007), quartultimi tra i Paesi Ocse.

Oltre a ciò, secondo il rapporto, il 31,56% dei giovani italiani svolge un lavoro c.d. di routine, che non richiede cioè l’utilizzo di competenze specifiche, mentre il 15,13% ha un’occupazione che comporta uno scarso apprendimento legato al lavoro che svolge. Addirittura il 54,3% dei giovani fra i 16 e i 29 anni non ha alcuna esperienza nell’uso del computer sul posto di lavoro (il 3% invece non lo usa proprio mai). Più in generale, a livello di media Paesi Ocse, la mancanza di corrispondenza tra posto di lavoro e competenze dei giovani raggiunge quota 62%, dove il 26% di persone è sovraqualificato, mentre 14% lavora in un settore che non sarebbe il suo.

I dati che fuoriescono dal rapporto permettono di scavare un po’ più in profondità e di superare lo sterile dibattito che troppo spesso accompagna l’uscita di nuovi “numeri” negativi riguardanti disoccupazione e occupazione, giovanile e non. I problemi vengono da lontano, e sono molto profondi, posizionandoci sotto media e fra le ultime posizioni relativamente ad importanti indicatori (competenze matematiche e di lettura, occupazione giovanile, neet). Come accennato, tutto ciò non fa che riflettersi poi su un mercato del lavoro che si muove (e si comporta) come se fossimo ancora nel novecento.

Problemi e ritardi che vengono da lontano e che l’ultima riforma della scuola non sarà in grado di risolvere, anche perché fattori culturali e, conseguentemente, strutturali necessitano a loro volta di una ristrutturazione del sistema economico.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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