Un mondo di opportunità in costante evoluzione: Diario della Formazione.

09/12/2015 di Redazione

intervista a Reginaldo Olivastro e Emiliano Pulvirenti, rappresentanti di Diario della Formazione, associazione nata nel 2013

Diario Formazione

TIA Formazione Internazionale presenta: intervista a Reginaldo Olivastro e Emiliano Pulvirenti, rappresentanti di Diario della Formazione, associazione nata nel 2013

In quante e quali aree si articola Diario della Formazione?

Diario della Formazione, dopo una fase di sperimentazione, ha organizzato le proprie aree di attività in: 

Finanziamenti: ci occupiamo di individuare finanziamenti e contributi, sviluppare e scrivere progetti relativi a bandi europei, nazionali, regionali e provenienti da enti privati, come le Fondazioni.

Formazione: realizziamo attività formative finalizzate alla conoscenza di strumenti pratici necessari a ideare, progettare e gestire un’idea progettuale, realizziamo infoday e seminari informativi sulle opportunità e gli strumenti finanziari a livello europeo, nazionale e locale.

Comunicazione: sviluppiamo servizi a valore aggiunto relativi alla gestione di strumenti di comunicazione web e social media, come Facebook e Twitter.

No profit: grazie all’esperienza maturata “sul campo” contribuiamo concretamente allo sviluppo di Associazioni, a partire dalla loro costituzione (adempimenti formali e sostanziali), fino ad arrivare alla gestione amministrativa e finanziaria con il supporto di software gestionali sviluppati ad hoc.

Siamo molto seguiti a livello “social” ed i nostri “numeri” ne sono testimonianza e patrimonio: 10.000 likers su Facebook, 2000 followers su Twitter, 1300 contatti su LinkedIn, 150.000 visite al nostro sito www.diariodellaformazione.it

 Quale è la vostra mission?

La nostra mission è semplice e si racchiude in poche parole: far comprendere alla gente (cittadinanza, associazioni, imprese, disoccupati, neolaureati, enti locali, ecc.ecc.) che è finito il tempo di piangersi addosso e soprattutto che le opportunità ci sono e vanno colte. Senza improvvisazioni, ma con studio, passione ed applicazione, si possono raggiungere traguardi all’inizio inimmaginabili. Serve una accelerazione, un cambio di cultura. Essere proattivi e non più attendisti e passivi. Con il nostro “#Buongiorno” (pubblicazione quotidiana su Facebook e sugli altri social), cerchiamo di spronare il nostro pubblico a reagire, a non essere passivi, a provare a scardinare un sistema che sembra non darti opportunità. La vera rivoluzione parte da dentro di noi…

Come scegliete le vostre attività formative ?

Le nostre attività formative, nascono soprattutto dal nostro vissuto esperienziale. Gli strumenti che trasferiamo ai nostri utenti sono pratici e non accademici. I laboratori che prepariamo sono sviluppati con l’obiettivo di trasferire competenze e non nozioni. Le attività formative ed informative che realizziamo direttamente sono dedicate a: strumenti di progettazione sociale, non profit, approfondimenti sulle opportunità ed i finanziamenti a disposizione, social media marketing e tanto altro ancora. Ci affidiamo inoltre a partner qualificati nel panorama nazionale della formazione proponendo corsi di Public Speaking, Tecniche di Vendita, Comunicazione Efficace, Assertività, ecc.

Quali sono i canali di diffusione delle informazioni relative ad attività o servizi offerti dall’ associazione?

La strategia adottata è duplice: “virtuale & virale” sul nostro sito internet, sulla newsletter, su Facebook, su Twitter, su Google+, su LinkedIn: “pubblica” attraverso attività informative e seminariali. Crediamo molto nella interazione diretta con le persone. Quello che ti offre il “social” (in termini di seguito e di “brand”), deve avere un riscontro oggettivo e pratico con la presenza. La nostra filosofia non è “esercizio di stile” ma “pratica e concretezza, anche nelle piccole cose”.

Guardando al panorama istituzionale, ritenete che le organizzazioni non profit come la vostra possano comunque essere competitive ?

Il non profit è un settore in grande crescita, 300 mila organizzazioni attive in Italia e quasi 1 milione di “addetti”, un universo variegato di realtà ed un panorama fortemente innovativo.  Le realtà non profit possono rappresentare un punto di svolta in termini di welfare del nostro Paese.  Crediamo molto nelle “partnership sociali”, ossia forme di collaborazione che mettono insieme pubblico, privato e terzo settore per fornire servizi/attività attraverso lo sviluppo di progetti collettivi non perseguibili autonomamente dalle singole realtà. In Italia una istituzione non profit su 3 attuano partnership sociali. Le partnership in quest’ottica rappresentano pratiche utili a determinare l’incremento del capitale sociale delle comunità locali, ovvero un aumento della fiducia, della reciprocità, della collaboratività. Siamo per il copyleft e non siamo per la competizione ma per la collaborazione e lo scambio di buone prassi. Solo collaborando e costruendo “network” virtuosi sarà possibile ottenere traguardi sociali ed economici di sicuro impatto.

Qual è il ruolo dell’Europa nella vostra organizzazione?

L’Europa per Diario della Formazione è una grande opportunità ed il ruolo che riveste è assolutamente centrale. Crediamo molto nella nuova impostazione della programmazione europea 2014-2020. Finora avevamo concentrato le nostre energie, per motivi di opportunità e soprattutto di competenze, sui fondi strutturali e sulle programmazioni FSE, FESR e FEASR di natura indiretta. Nel 2015 ci siamo avvicinati ai finanziamenti “diretti” organizzando degli eventi informativi/formativi dedicati al “nuovo” Programma Erasmus e nel 2016 vorremmo partecipare in partenariato ad una call europea. E’ giunto il momento di mettere il naso fuori dal nostro paese per crescere e confrontarci con realtà simili alla nostra a livello europeo. Il futuro è adesso, il futuro è l’Europa.

Benedicta Felice

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