Se un algoritmo decide il bestseller

03/04/2017 di Francesca R. Cicetti

Una semplice formula matematica avrebbe trovato le 2800 caratteristiche, e le loro combinazioni, che portano al libro perfetto. Quale sarà, dunque, il libro che stravolgerà le classifiche di vendita?

Ottime notizie per tutti gli aspiranti guru dell’editoria, per i sedicenti scrittori o gli scribacchini di belle speranze: è arrivata la formula matematica che li trasformerà in multimilionari. Un rituale quasi magico, un mantra sostenuto da profonde basi scientifiche. Un algoritmo, scovato da Matthew Jockers e Jodie Archer, che arriverebbe dove la mente del lettore umano non può neanche osare: a comprendere la ricetta del perfetto bestseller.

Che caratteristiche deve avere un libro per finire su tutti gli scaffali? Per essere regalato a Natale e portato in dono ai compleanni? Per fare la fortuna di chi l’ha scritto? Inutile negare che lo scrittore, oltre che a nutrire la musa, pensa anche a quello: a nutrire se stesso; insomma, ad arrivare a fine mese. In un paese in cui vengono pubblicati circa cinquanta libri al giorno, è difficile sfondare. O si scrive il capolavoro, o si finisce a impolverarsi assieme ai propri volumi invenduti. E neppure quello, a volte, basta.

Potrebbe, quindi, essere utile avere a disposizione un “bestsellerometro”, un magico apparecchio in grado di aiutare lo sfortunato scrittore a fare le scelte più giuste per brillare: meglio una protagonista bionda o un protagonista moro? Meglio una forma verbale o un’altra? L’algoritmo di Jockers e Archer è qui per questo. Per volatilizzare il dubbio e colpire al cuore del lettore. Almeno nelle intenzioni.

Dunque, l’algoritmo accorpa, sminuzza, spezzetta e ricompone. Divide in categorie, analizza, e alla fine sputa fuori un risultato: il libro perfetto. Tutto questo lo si può leggere in un saggio, “The Bestseller Code”, dal titolo più che mai evocativo, proprio uguale a quello di “The Da Vinci Code”. Un bestseller, appunto. E proprio da lì si parte, da un romanzo adorato dal pubblico eppure ritenuto dalla critica di basso valore. Non è certo l’unico caso. E perché accade?

Per cinque anni, i loro computer hanno letto e riletto e sminuzzato oltre ventimila libri, romanzi di successo e tomi sconosciuti. A quel punto, l’algoritmo ha individuato circa 2800 caratteristiche, e la maniera migliore per accorparle, quali includere e quali escludere, quali mettere con l’una o con l’altra, per arrivare al libro perfetto per vendere milioni di copie.

All’apparenza, la ricetta è semplice. Più del genere conta l’argomento, e quello vincente pare essere l’empatia, la relazione umana in generale. E quindi l’amore, la famiglia, il lavoro, il crimine, addirittura le tasse. Non il sesso, quello no, secondo l’algoritmo è un argomento di nicchia. E se lo dice la macchina, ci possiamo fidare. Un personaggio femminile affascinante e misterioso, poi, non guasta. Anzi, è vincente. Se poi le caratteristiche si accoppiano con perizia, bingo. Crimini e bambini, ad esempio. O amore e vampiri. Il boom è assicurato.

Anche sui verbi bisogna fare attenzione: meglio quelli di azione che quelli passivi. Il brillante protagonista fa molte cose, ne subisce meno. “Fa”, “ha bisogno”, “vuole”. E la parola più utilizzata nei volumi di successo pare essere “okay”. Semplice, di uso comune, non particolarmente ricercata. Sicuramente più immediata di “celere”, “ramingo”, “giurabacco” o “aleatorietà”. Ma altrettanto stimolante per le nostre menti?

Se lo dice l’algoritmo, che ne sa più di noi (vero?) dobbiamo crederci. E dobbiamo credere anche al romanzo che ottiene il cento per cento secondo l’indice del “bestsellerometro”: The Circle (Il cerchio) di Dave Eggers. Il punto è che di questo Cerchio nessuno, o quasi, ha mai sentito parlare. Non ha mai visto la vetta delle classifiche, neppure per errore, neppure per un momento. È stato, anzi, un mezzo flop. Però secondo la macchina è lui il vincitore, e contiene tutti gli ingredienti per fare del suo autore una star. Nessuno ci avrebbe scommesso, ma secondo Jockers e Archer questo è un punto a favore del loro algoritmo. Darebbe alle case editrici la possibilità di puntare su esordienti o emergenti, e non solo sui grandi nomi. Sacrosanto: a patto che accanto alla vendibilità, però, compaia anche la qualità.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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