UE: La Commissione Speciale sugli Accordi fiscali

08/04/2015 di Eugenio Frisetti Carpani

Il 12 febbraio 2015, il Parlamento Europeo ha istituito, con 612 voti favorevoli, 19 contrari e 23 astensioni, una commissione speciale col compito di esaminare "le decisioni fiscali e altre misure simili per natura o effetto" degli Stati membri dell'UE

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Molto spesso si sente parlare di come gli stati europei e gli organi politico-amministrativi ad essi relativi adottino misure fiscali agevolate per le multinazionali e le grandi realtà imprenditoriali. Per contrastare questa prassi diventata oramai all’ordine del giorno, il Parlamento Europeo ha deciso di creare una commissione speciale. Tale commissione, composta da 45 membri e che per statuto avrà una durata di 6 mesi, analizzerà e verificherà come la Commissione europea gestisce gli aiuti statali negli Stati membri e la trasparenza delle loro decisioni fiscali. Inoltre, si adopererà per accertare l’impatto negativo della pianificazione fiscale aggressiva sulle finanze pubbliche e formulerà eventuali azioni o proposte sulle azioni da intraprendere nel futuro.

Il primo compito da svolgere per la commissione sarà un’analisi di quali siano state le decisioni prese dagli Stati membri dal 1991 a oggi in materia fiscale e ne accerterà la correttezza. Controllerà, poi, come la Commissione Europea ha trattato con gli Stati membri e il grado di trasparenza dei paesi dell’Unione europea sulle decisioni fiscali esistenti.

Ma per quale motivo il Parlamento Europeo ha ritenuto di necessaria importanza la costituzione di una commissione speciale di controllo? La decisione è il frutto dei risultati riscontrati dagli studi e gli accertamenti della Commissione Europea sul regime fiscale degli stati membri. Infatti, la Commissione Europea, a seguito delle indagini fiscali sul Lussemburgo, Irlanda, Belgio e sui Paesi Bassi ha rilevato irregolarità negli accordi con famose multinazionali (in Lussemburgo con FIAT e Amazon; in Irlanda con Apple e in Belgio e nel Paesi Bassi con Starbucks).

Inoltre, il Parlamento Europeo ha eletto, come presidente della commissione, il deputato francese del gruppo PPE Alain Lamassoure che, in un’intervista registrata immediatamente dopo la sua elezione, afferma: “Entro sei mesi la commissione dovrà elaborare delle proposte per affrontare le pratiche che erodono la base imponibile e rafforzare la cooperazione amministrativa tra i servizi fiscali”.

Tra i progetti che la commissione speciale sta portando avanti vi è, inoltre, la creazione di un sito europeo in cui, in completo anonimato, i cittadini potranno commentare e, soprattutto, lasciare testimonianze utili al lavoro di indagine al fine di mantenere concentrata l’attenzione pubblica sugli scandali fiscali. “Il mondo politico si agita sempre ogni volta che vengono fuori rivelazioni scomode”, spiega l’eurodeputato belga Marc Lamberts, “Ci si interroga su come reagire, ma poi, appena cala l’attenzione ecco che la volontà di cambiare le cose sparisce. Per questo l’obiettivo della nostra commissione speciale è di fare in modo che la pressione sulla politica resti alta e assicurarci una volta per tutte che le pratiche fiscali europee cambino finalmente definitivamente”

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Eugenio Frisetti Carpani

Nasce a Roma nell’Ottobre del 1993. Si arruola nella marina militare italiana all’età di 16 anni frequentando il liceo classico alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. Si iscrive, poi, al corso di laurea triennale in Politics, Philosophy and Economics alla LUISS Gudo Carli. Da sempre interessato agli organismi sovranazionali, alle istituzioni comunitarie e, in particolare, ai rapporti di sicurezza fra NATO e Unione Europea.
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