Ucraina: Stati Uniti ed Europa, pronto un pacchetto di aiuti

06/02/2014 di Stefano Sarsale

Ucraina, svolta in arrivo?

Stati Uniti ed Unione Europea: pronti aiuti. Una novità importante nella crisi ucraina: come spiegato dall’Alto rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione e dal Presidente della Commissione Barroso, l’Europa, con la collaborazione statunitense, sarebbe pronta a assemblare un pacchetto di aiuti economici che possa servire all’Ucraina ad affrontare la grave crisi che sta attraversando. Con questi aiuti sarebbe possibile facilitare il percorso di uscita dalla situazione venutasi a creare negli ultimi due mesi di rivolte contro il Presidente Yanukovich, anche considerando la clausola ad essi sottopposta: stop alle violenze e ripresa del dialogo tra manifestanti e governo. Proteste e violenza causate dal “grande rifiuto” del Presidente – o meglio, dalla sospensione – dei preparativi per la firma dell’accordo di associazione all’Unione Europea, che hanno scatenato la reazione degli europeisti e di chi era pesantemente insoddisfatto dalla politica economica del governo e al suo riavvicinamento alla Russia.

Ucraina e Unione Europea svolta in arrivo?Arma a favore? L’ostinazione di Yanukovich, che fino a poco tempo fa non ha ceduto alle richieste delle decine di migliaia di manifestanti in piazza, ha recentemente cominciato a vacillare: è stato infatti costretto negli ultimi giorni a fare alcune concessioni all’opposizione, tra cui spicca la rinuncia al suo primo ministro filo-russo. Le conseguenze? In un primo momento Mosca aveva offerto in aiuto all’Ucraina 15 miliardi di dollari in aiuti – che avevano influenzato la scelta di Yanukovich: il flusso è stato improvvisamente interrotto dopo il versamento dei primi tre miliardi, non appena Putin ha avuto notizia che Yanukovich stava trattando con l’opposizione, oltre che con Stati Uniti/Europa. L’occasione offerta dal disappunto russo per i colloqui in corso con l’Europa, può essere l’occasione per americani ed europei di sfruttare la leva economica e favorire così l’ingresso ucraino nella sfera economica europea: l’Ucraina ha infatti un immediato bisogno di sostegno, data l’incombenza del default del debito. Lo sforzo diplomatico intende aiutare il leader ucraino e l’opposizione a raggiungere un accordo in modo da favorire la creazione di un governo tecnico, possibilmente guidato dal leader dell’opposizione Arseniy P. Yatsenyuk e di conseguenza una leadership che sia accettabile per i manifestanti che ormai da mesi protestano per le strade.

Dall’altra però non possiamo dimenticare il ruolo che la Russia ricopre nel paese: occorre tenere infatti presente che oltre, alla parte della popolazione che protesta in favore di un eventuale ingresso nell’UE, va considerata anche quella collocata più a Est, che vorrebbe continuare a mantenere gli attuali privilegi economico-commerciali con Mosca: soddisfare i manifestanti potrebbe creare una nuova situazione di crisi di un’altra parte di popolazione. La situazione, allora, rimane ad ora molto incerta.

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Stefano Sarsale

Dopo la laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali a Pisa 2011, consegue quella Magistale presso la LUISS Guido Carli di Roma con votazione 110. Consegue succesivamente una seconda laurea Magistale in Security and Terrorism presso l'università di Kent, Canterbury. Esperienze lavorative presso il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) a Roma, Il Conflict Analysis Research Centre (CARC) a Canterbury, l'nstitute for National SecurityStudies (INSS) a Tel Aviv e l'European Strategic Intelligence and Security Centre (ESISC) a Bruxelles.
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