Ucraina tra UE e Russia. Una situazione che va oltre la Guerra civile

21/02/2014 di Andrea Viscardi

Prima che si proceda nella lettura di questo articolo, si tiene a precisare che quanto riportato prescinde da giudizi di merito sulle motivazioni, da una parte e dall’altra, che hanno portato alla situazione attuale. Quella che segue vuole essere solamente un’analisi di alcune realtà oggettive – qualcuna fin troppo ignorata dai media – che rischiano di trasformare lo Stato dell’est – se non arriverà il buonsenso da parte del governo – in una vera e propria polveriera, senza che vi possa essere, nell’immediato, alcun tipo di soluzione.

Ucraina Guerra Civile?
Fonte: Washingto Post

Ucraina, le diverse verità. Chi segue l’informazione europea, avrà l’impressione di trovarsi innanzi ad uno Stato in cui il popolo, stanco di quella che viene sempre più fatta passare per una sorta di dittatura, dopo la rottura dei negoziati con l’Unione Europea e le leggi restrittive sulla libertà di stampa del mese scorso, abbia deciso di scendere nelle piazze e ribellarsi. Chi, invece, si troverà oltre gli Urali, avrà la sensazione opposta, che un governo legittimo sia sull’orlo di subire un vero e proprio colpo di stato per mano di un’opposizione, armata, minoranza nel paese. Insomma, forse la soluzione migliore sarebbe spegnere le televisioni, sia che vi troviate a Berlino che a Mosca, e cercare di farvi una propria idea. Perchè, a prescindere dal sostenere una parte o l’altra, qualche problema (e qualche domanda sulle dinamiche degli ultimi due anni) su entrambe le posizioni – e non solo su quella russa – persiste.

Accordo? Durante la stesura dell’articolo, è apparsa la notizia che, intorno all’ora di pranzo, dovrebbe essere firmato un accordo per cessare le ostilità, un accordo che prevedrebbe elezioni anticipate, governo di coalizione e un programma di riforme. Siamo in attesa di nuovi aggiornamenti.

Densità di popolazione in Ucraina
Densità di popolazione in Ucraina

Est ed Ovest. Fatte queste piccole parentesi, la realtà ci dice che la situazione rischia, in ogni caso, di degenerare oltre ogni limite. Proprio perché gli ucraini sono tutto fuorché che compatti contro il Presidente eletto – per l’Unione Europea in modo regolare – Viktor Janukovič. La realtà ci parla di uno Stato spaccato in due, come ben descrive questa mappa del Washington Post: un nord/ovest più vicino all’Europa, un sud/est (che per ora resta ancora in silenzio) più vicino alla Russia. Un centro-ovest i cui i favori sono verso tutto ciò che rappresenta Julija Tymošenko, un est ed un sud in cui Janukovič detiene saldamente la maggioranza e dove l’avvicinamento all’Europa è visto con sospetto. Insomma, chi è sceso nelle piazze per protestare contro la rottura dei negoziati con l’Unione Europea, vede a specchio una parte della popolazione che, pur rimanendo ancora nascosta, ha probabilmente appoggiato le scelte del Presidente e la politica dello “Zar” Putin.

Guerra civile? Tutto in mano all’esercito. Il rischio che la situazione degeneri in una guerra civile è strettamente legato alle modalità con cui l’esercito interverrà. Se Janukovic deciderà di utilizzarlo per riportare l’ordine nel Paese, allora, potrebbe crearsi una vera e propria resistenza che, se non ad una guerra interna, potrebbe portare a qualcosa di molto simile. Perché in quel caso, pensiamo noi, la sicurezza maggiore (per il Governo) nella gestione della “fedeltà” delle truppe sarebbe quella di inviare soprattutto i reparti stanziati e originari dell’ovest, rischiando di contrapporre le due facce del paese. D’opposto, se i manifestanti – anche se, forse, è difficile chiamare così una folla eterogenea di persone in cui è testimoniata la presenza di molte armi da fuoco – dovessero avere la meglio, e l’esercito dovesse infine opporsi alle direttive del Governo (ma stiamo parlando di fantascienza stante la situazione), tale scenario potrebbe suscitare la preoccupazione e più di qualche reazione da chi, Janukovic, l’ha eletto e l’ha votato, cioè la metà orientale del Paese, che, non dimentichiamoci, oltre ad essere filo Mosca è caratterizzata lei stessa da una forte minoranza russa. Per tale motivo, forse, la più saggia dichiarazione delle ultime ventiquattro ore è stata quella del nostro Ministro degli Esteri, Emma Bonino, per la quale la crisi Ucraina avrà dei tempi di risoluzione molto lunghi.

UE e Russia, i primi colpevoli? Vedendo in modo distaccato – qualcuno dirà eccessivamente – e da fuori ciò che sta accadendo, non si può che dare avvio ad un’altra riflessione. L’Ucraina, in questo momento, non è altro che il territorio di scontro di una nuova Guerra Fredda, quella tra Unione Europea (con gli Stati Uniti subito a ruota) e la Russia. Potremmo dire che è quantomeno palese l’esistenza di forti interessi da entrambe le parti, chi a sostenere le posizioni dei manifestanti, chi quelle governative. Una Kiev in Europa (e magari baluardo della NATO) significherebbe, a livello strategico, un colpo da 90. La rottura di questa con Berlino, si tradurrebbe nello stesso risultato per il Cremlino.  In entrambi i casi, una certa strumentalizzazione della vicenda ha avuto luogo, e l’ex granaio d’Europa appare più come il protagonista di un tiro alla fune geopolitico e strategico tra due player a cui, delle vere sorti del popolo e del Paese, importa forse relativamente. Alla faccia di chi, in questo momento, si sta sparando addosso per le strade di Kiev.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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