Entra in vigore il Two Pack, nuove regole sui bilanci nazionali

04/06/2013 di Andrea Luciani

Le integrazioni al semestre europeo e al patto di stabilità saranno attive dal 1° gennaio

Two Pack, Unione Europea

Il 23 novembre 2011, in concomitanza con l’approvazione del Six Pack, la Commissione Europea ha presentato due proposte di regolamento (two Pack) che sono entrate in vigore il 30 maggio 2013 (avendo seguito la procedura legislativa ordinaria). Le procedure previste dal Two Pack saranno attive direttamente dal 1° gennaio 2014, non essendoci in tal caso bisogno (al contrario delle Direttive Ue) del recepimento da parte dei singoli Stati nazionali. I due regolamenti che lo compongono mirano a completare e a rafforzare le misure di coordinamento e controllo del Six Pack.

Controllo e procedure di sorveglianza speciale – Il primo regolamento istituisce misure di controllo dei budget degli Stati dell’Eurozona e procedure di vigilanza particolari per gli Stati minacciati da difficoltà economiche o che abbiano richiesto assistenza a istituzioni finanziarie internazionali quali il FMI o gli stessi EFSF e MES. In questo modo il Two Pack cerca di incorporare le procedure operative degli strumenti intergovernativi nati in risposta alla crisi finanziaria, all’interno dell’ordinamento giuridico dell’Unione.

Bilancio e coordinamento – Il secondo regolamento, valido per tutti i Paesi dell’Unione prevede un calendario e regole di bilancio comuni al fine di rafforzare la sorveglianza reciproca e i meccanismi di controllo dei bilanci ex ante. E’ previsto che il 15 ottobre di ogni anno ogni Paese membro presenti all’Unione il proprio progetto di bilancio per l’anno successivo e, se questo dovesse presentare scostamenti eccessivi dagli obblighi di budget previsti dal Patto di stabilità e crescita, la Commissione può chiedere, entro quindici giorni, la presentazione di un progetto di bilancio rivisto. Al termine dell’esame dei progetti la Commissione ove lo ritenga necessario può adottare un parere da sottoporre alla valutazione dell’Eurogruppo.

Una pluralità di funzioni –  Il Two Pack è stato concepito (oltre che per potenziare il Six Pack) per potersi integrare armoniosamente con il semestre europeo e le procedure operative sia del Meccanismo Europeo di Stabilità che della European Financial Stability Falicity. Un processo di normalizzazione delle misure prese durante la crisi è in atto. Gianni Pittella, europarlamentare del Partito Democratico, nonché Vicepresidente del Parlamento Europeo, ha affermato che il Two Pack, rappresenta uno dei primi passi che possano permettere di uscire dall’austerity e che è proprio attraverso l’enforcement delle regole ed il trasferimento di sovranità che si potrà ripristinare fiducia nei mercati finanziari ed evitare che i paesi conseguano politiche fiscali o finanziarie che possono essere contagiose per tutta l’Unione.

La base giuridica – Anche il Two Pack, come il Six Pack, trova la propria base giuridica nell’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. L’art.136 TFUE prevede che il Consiglio possa adottare (per contribuire al buon funzionamento dell’unione economica e monetaria) misure concernenti gli Stati membri la cui moneta è l’euro. Queste misure devono riguardare il coordinamento e la sorveglianza della disciplina del bilancio ovvero l’elaborazione di orientamenti di politica economica in modo che siano compatibili nel complesso dell’Unione.

Un altro passo verso l’Unione Fiscale – Il Two Pack risponde dunque a una necessità di migliorare e integrare il sistema in itinere che è stato costruito dalla crisi greca in poi, attraverso il Six Pack, il Fiscal Compact e le istituzioni finanziarie come il MES. Ciò comporta ovviamente una maggiore cessione di sovranità che è proporzionale alla necessità di evitare effetti di spillover fra le economie degli Stati membri. Il Two Pack è dunque un altro passo verso la costruzione di un Unione Fiscale vera e propria, anche se bisogna ammettere che fino ad ora il potere attribuito a Bruxelles e al controllo reciproco rimane sostanzialmente un potere limitato al controllo della sostenibilità dei bilanci e alla tensione verso una possibile armonia delle politiche economiche. Quando la definizione di alcune politiche avrà Bruxelles come centro decisionale non ci è dato ancora sapere. Dipenderà da molti fattori, sì economici, ma soprattutto politici. Non tutti gli Stati e in particolar modo i loro cittadini, si sono resi conto quanto la strada verso l’Unione Fiscale, non solo sia l’unica percorribile, ma sia anche inevitabile. Lo era già implicitamente nell’ormai lontano 1992 quando con il Trattato di Maastricht si è data vita ai presupposti della moneta unica e lo è a maggior ragione adesso. Per citare Guido Carli, che da Ministro del Tesoro firmò il Trattato: agli italiani ci vorranno minimo vent’anni per rendersi conto di cosa hanno approvato con l’euro.

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Andrea Luciani

Nasce a Roma il 25/03 /1991. Appassionato di studi internazionali e fermo sostenitore del progetto dell'Unione Europea, è laureato in Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli, dove ora studia International Relations. Collabora con l'associazione ONLUS Intercultura con la quale è stato in Nuova Zelanda sei mesi nel 2009. Nel 2012-2013 conclude il programma Erasmus di sei mesi presso l'università si Sciences Po Paris.
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