Tutti (tranne Monti) hanno paura di perdere.

11/12/2012 di Federico Nascimben

Mario Monti
Mario Monti

Non so se l’avete notato anche voi, ma oggi ho avuto l’impressione che in questo momento (di forte confusione) tutte le forze politiche abbiano paura di perdere. E questo perchè è aumentata notevolmente la possibilità che Monti giochi un ruolo di primo piano anche nella prossima legislatura. Starà poi a lui deciderne le modalità. Ritengo che la giornata odierna sia stata molto importante e che avrà delle ricadute sulla scena politica. Prima di tutto è interessante notare come Monti e Berlusconi abbiano avuto un duello televisivo mattutino sul tema che, soprattutto agli occhi dell’opinione pubblica, ha fatto cadere il governo Berlusconi e ha portato alla nascita del governo attuale.

Il Cavaliere ha portato avanti tesi populistiche su spread e Germania che hanno ricevuto una pronta risposta dal Professore. Dopo la presa di posizione diplomatica di Hollande, oggi vi è stata la presa di posizione politica della Merkel. Praticamente tutta la stampa internazionale è contro il ritorno di Berlusconi, mentre le istituzioni europee lo sono in maniera più velata. Nel qual caso Monti decida di candidarsi dovrà migliorare molto la propria comunicazione e mettere le mani avanti, perchè il suo nuovo (possibile) governo non sembri calato dall’alto dalla “burocarazia di Bruxelles”.

Berlusconi nel frattempo è a cena con Maroni. Vedremo se nella Lega vincerà la linea del neosegretario oppure l’asse Tosi-Zaia, contrario al ritorno della vecchia alleanza. L’obiettivo del Carroccio è la creazione della macroregione del Nord: il PDL dovrebbe quindi farsi da parte in Lombardia. L’obiettivo del PDL è la “restaurazione” degli accordi passati. A questo punto è molto probabile che lo scambio avvenga, tanto più ora che lo spacchettamento del partito berlusconiano si sta per realizzare: in questo caso avremmo una Forza Italia 2.0 e un’Alleanza Nazionale 2.0 (si potrebbe addirittura pensare ad una riedizione di ciò che avvenne nel ’94: il Cavaliere alleato al Nord con la Lega e al Sud con AN). A conferma dello sfaldamento del centrodestra vi sono le prese di posizione del capogruppo PDL all’Europarlamento e di Frattini questa sera ad Otto e Mezzo.

Bersani, dopo aver fatto mezzo passo indietro rispetto alle dichiarazioni di ieri, cerca di rigiocare la palla “Casini”, che nel frattempo non vede l’ora di un’entrata in scena della palla “Monti”. Dato che il segretario PD continua a voler cercare di tenere “i piedi in due scarpe diverse”, nel frattempo Vendola gli fa sapere che lui è favorevole solamente all’agenda Bersani, il che renderebbe (come noto, tra l’altro) impossibile un continuum con gli impegni assunti in sede europea. Grillo, con le dichiarazioni di oggi sulla democraticità del “movimento”, ha pubblicamente mostrato le gerarchie interne, con il rischio che questo gli faccia perdere molti voti. Ho la sensazione che la bolla si stia pian piano sgonfiando. Il vero problema di queste elezioni è che l’eccessiva frammentazione a cui rischiamo di andare incontro porta come conseguenza un’estremizzazione delle coalizioni, in questo modo l’elettorato moderato (che è maggioranza nel Paese) si trova privo di punti di riferimento. Proprio per questo motivo tutti tranne Monti hanno paura di perdere: è lui il punto di riferimento perfetto.

Federico Nascimben

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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