Turismo spaziale: la corsa alle stelle è cominciata

17/10/2013 di Francesca R. Cicetti

Turismo spaziale, Virgin

Turismo spaziale – La prima navicella non è ancora in orbita e già si pensa agli hotel spaziali. Non solo: lo stilista Eri Matsui ha addirittura disegnato una collezione per ambienti a gravità zero, completa di abito da sposa. Come dire, meglio essere previdenti. Sicuramente ne saranno felici il magnate Richard Branson e il suo Virgin Group, al lavoro dal 2006 per garantire ai clienti viaggi nello spazio. E non sembra scoraggiare il miliardario britannico il fatto che la SpaceShipTwo, primo spazioplano destinato appositamente al turismo spaziale, sia ancora in fase di rodaggio. In un discorso agli aspiranti viaggiatori ha dichiarato fermamente che in un futuro prossimo sarà possibile alloggiare nelle suite e uscire per un giretto tra crateri e pietre lunari. Un po’ presto per annunci del genere? Forse, ma ciò non toglie che la compagnia abbia già esaurito il primo lotto di biglietti. La gita galattica da 250mila euro a persona sembra attirare curiosi da ogni dove, a patto che sborsino una cifra – è il caso di dirlo – stellare, e superino un test di tre giorni che li prepari all’assenza di gravità.

Turismo Spaziale, Virgin
Lo SpaceShipTwo e il presidente della Virgin Sir. Richard Brenson

Liberalizzazione dello spazio – Per ora i prezzi stimati per un soggiorno spaziale sono tutt’altro che abbordabili: circa 30 milioni di dollari per una vacanza fino a sessanta giorni. Ma l’idea è quella di rendere le tariffe sempre più low cost. I futuri voli commerciali partiranno da spazioporti privati, riducendo i costi di lancio e soprattutto, se il progetto dovesse funzionare, generando una vera e propria concorrenza tra compagnie. La Virgin, per ora, è l’unica ad avere un proprio spazio di decollo in New Mexico, lo Spaceport America. Ma gli aspiranti turisti non devono disperare: l’espansione del settore renderà i viaggi sempre più accessibili al grande pubblico. Il gruppo PayPal si è addirittura già messo al lavoro per progettare una carta di credito abilitata ai pagamenti extraterrestri.

Esagerazione cosmica? – Nonostante l’entusiasmo, però, sembra ancora troppo presto per parlare di catene di hotel interstellari. La tecnologia della SpaceShipTwo, per adesso, non è ancora pronta al viaggio nella galassia. Lo spazioplano, che ha una capacità massima di otto occupanti, viene trasportato da un velivolo madre, la Scaled Composited White Knight Two, fino alla parte alta dell’atmosfera, dove viene sganciata e, col suo motore a razzo, prosegue in autonomia nello spazio fino oltre la linea di Kármán (a circa 100 km di altitudine) per poi tornare ad atterrare. Sorprendente, ma pur sempre un volo suborbitale. Per svincolare la SpaceShipTwo dall’attrazione gravitazionale terrestre e lanciarla così in orbita sarebbe necessaria una quantità di energia molto maggiore, e costi molto più elevati, che le compagnie private non riescono a sostenere. Per adesso, insomma, i voli orbitali sono campo esclusivo delle agenzie spaziali nazionali. Quella russa, in particolare, offre la possibilità di voli turistici fino alla stazione ISS, al modico prezzo di 20 milioni e solo dopo un lungo addestramento a terra.

Il futuro è dietro l’angolo – Ma anche se le tempistiche, dopotutto, non sembrano così brevi, siamo disposti ad attendere. Fin dagli anni 50 l’immaginario collettivo dipinge il viaggio nello spazio come il traguardo della civiltà, per questo, come dice Branson, non si parla più solo di affari commerciali. «È la realizzazione di un sogno che avevo da bambino» dichiara, «Il viaggio spaziale è qualcosa a cui ho pensato fin da quando leggevo i libri di Jules Verne». E, oltre all’innegabile fascino delle stelle, c’è anche la possibilità che un giorno, adeguatamente adattate, queste tecnologie ci permettano di trasferirci definitivamente nello spazio. Quando la Terra non sarà più accogliente, lo spazioplano potrà condurci a nuovi lidi.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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