Turismo in Italia: poli d’eccellenza, accessibilità ed innovazione per pensare in grande

14/08/2015 di Lucio Todisco

Nel bel mezzo delle vacanze estive, con l’avvicinarsi del ferragosto, è il momento di un primo piccolo bilancio di questi mesi e, soprattutto, di riflessione per capire come il nostro comparto turistico stia andando e su quali elementi poter lavorare per un’offerta che sia sempre più di qualità.

Di turismo nel nostro paese si scrive e se ne parla tanto, poiché rappresenta il settore che più di tutti nasconde delle potenzialità che nel corso del tempo, Stato, regioni ed imprenditori non sono riusciti a cogliere pienamente. Nel bel mezzo delle vacanze estive, con l’avvicinarsi del ferragosto, è il momento di un primo piccolo bilancio di questi mesi e, soprattutto, di riflessione per capire come il nostro comparto turistico stia andando e su quali elementi poter lavorare per un’offerta che sia sempre più di qualità.

Stranieri ed Expo, buone notizie, ma non troppo – E’ soprattutto dalla presenza degli stranieri che l’Italia raggiunge un buon risultato nel corso di questi mesi nel settore degli arrivi. Un dato certamente interessante sul potenziale che hanno le nostre città e territori è che negli ultimi 12 mesi, alla viglia dell’estate, il numero delle presenze straniere nel nostro paese è aumentato dell’1,8%, rappresentando così il 49,6% delle presenze turistiche in Italia. Complessivamente, tra il mese di giugno 2014 e quello di marzo 2015 è stato possibile registrare circa 378,3 milioni di presenze turistiche per un + 0,6% rispetto allo stesso periodo 2012-2014. Un dato discretamente positivo nel suo complesso, che non tiene conto di Expo che, dai primi rilevamenti ufficiali a disposizione del Comune di Milano ha portato, ad esempio, ad un incremento del 18,7%, di arrivi nella città lombarda, passando così dai 659.821 del mese di luglio 2014 ai 783.584 del mese di luglio di quest’anno, per un incremento che al mese di giugno era del +7,8%, invertendo la tendenza negativa di questi anni che riguardava il capoluogo meneghino. Anche l’Osservatorio Confesercenti, così come riportato anche da Gian Antonio Stella in un suo recente articolo, ci mostra dati di una stagione estiva che va sufficientemente bene, con un aumento, da aprile a giugno di 8.684 alberghi, bar e ristoranti per un + 2%, il cui dato è combinato dal + 2,5% del Sud e delle Isole e dal +1,8% del Centro-Nord.

Tuttavia, questa crescita è una piccola goccia nell’oceano, nel periodo del più grande boom turistico di tutti i tempi, che ha visto il numero dei viaggiatori nel mondo triplicare dal 1990 ad oggi – 1 miliardo e 138 milioni nel 2014 di turisti – con una crescita, che il World Tourism Barometer nel 2014 ha indicato del 4,4% e che, nei Paesi del Mediterraneo è stato del 6,9%. Il triplo della media italiana.

Ad oggi, pur avendo il maggior numero di Siti Unesco del mondo, siamo soltanto il 5° paese per arrivi internazionali e nel 2014 eravamo al 7° posto per introiti, superati dalla Gran Bretagna. Questi dati ci devono far riflettere su tre aree d’intervento sui quali intervenire per ripensare in grande quando parliamo di turismo in Italia.

I poli d’eccellenza e l’accessibilità – Ciò su cui bisogna puntare è la creazione di poli d’eccellenza che possano coniugare le realtà d’impresa e la nostra naturale vocazione turistica, un’idea già in fase d’attuazione in Francia. Ad esempio, sarebbe interessante poter costituire nei nostri territori poli riguardanti la gastronomia e l’enologia, quello riguardante l’ecoturismo e il turismo accessibile, quello del turismo dell’artigianato e del lusso, creare dei veri e propri poli del turismo urbano, mettendo al centro delle città le realtà museali del nostro paese che rappresentano una grande occasione persa per il nostro paese. Si potrebbero immaginare dei percorsi per i turisti che pongano al centro le mostre e le esposizioni presenti in un determinato periodo dell’anno, ma occorre una programmazione di ampio respiro e che punti al lungo termine. Non da meno, ad esempio, è la grande occasione che potrebbe nascere dall’accessibilità turistica: Nel 2012, il mercato del turismo accessibile in Europa, valeva 800 miliardi di euro, considerando anche l’indotto.

Ad esempio, la Regione Puglia si è particolarmente spinta nell’immaginare un turismo maggiormente accessibile o città come Venezia che ha creato dei veri e proprio “itinerari senza barriere” Tutti casi che rappresentano punte d’eccellenza e di qualità per il turismo italiano ma che non riescono a fare sistema e formare un grande ed unico filone che unisca territori ed imprenditori.

Non c’è turismo senza internet – Infine, non possiamo non prescindere da una comunicazione innovativa ed accessibile. Il turismo di oggi passa per la rete. Un “brand identity” universalmente riconosciuto deve passare per la creazione di siti internet che siano potenzialmente visitabili da chiunque voglia, in qualsiasi parte del globo. Sul nostro sito ufficiale del turismo in Italia, ad esempio, si possono scegliere soltanto quattro lingue, mentre sono sedici le lingue di benvenuto nella home page del sito della Norvegia. Stare al passo con i tempi è un obbligo, se puntiamo a valorizzare le perle del nostro turismo.

Una “Carta del Turismo” – Quello di cui il nostro paese avrebbe necessariamente bisogno è oltre alla già presente “Carta dei diritti del Turista” una “Carte del Turismo” in Italia, un documento di facile fruizione, al passo con i tempi, che indichi la strada per un moderno turismo nel nostro paese, di qualità ed accessibile. Una carta che rimetta al centro il concetto di “brand identity” Italia, troppe volte messo in secondo piano dalle pretese regionali di essere realtà a se stanti, distaccandosi dall’idea di un turismo nazionale. Le eccellenze locali potranno in questo modo essere valorizzate all’interno di un percorso ben definito che non potrà fare altro che migliorare la qualità e la competitività del nostro turismo.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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