Tiziano alle Scuderie del Quirinale

11/03/2013 di Simone Di Dato

Dopo Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto e Tintoretto, le Scuderie del Quirinale continuano l’ampio progetto di rilettura della pittura veneziana e dei protagonisti della rivoluzione pittorica moderna, mettendo a segno un altro colpo: una grande esposizione tutta dedicata al talento di Tiziano (1485-1576)  che, per la prima volta, ripercorre per intero i sessant’anni della sua evoluzione umana e pittorica: “Dopo la fondamentale retrospettiva a Cà  Pesaro del 1935” spiega Giovanni Federico Villa, curatore della mostra “ e trascorsi più di vent’anni dall’ultima monografica di rilievo, nonchè dopo tante esposizioni che hanno indagato e indagano le diverse fasi della carriera del pittore, questa mostra alle Scuderie intende invece ripercorrere l’intero arco di attività  dell’artista, cogliendo i tratti salienti della sua inarrestabile ascesa, dagli esordi veneziani in seno alle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione, all’autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere, fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II”

Tiziano al QuirinaleSaranno quarantasette le opere in mostra, selezionate nella vastissima produzione del maestro di Pieve di Cadore,  con molti prestiti da musei internazionali, dalla National Gallery di Londra al Louvre, fino al Museo del Prado a Madrid . Non mancano però collaborazioni con le istituzioni nazionali, come Capodimonte e gli Uffizi. I dipinti racconteranno l’audacia, la potenza del colore che crea vitalità, movimento negli accostamenti e nei contrasti violenti: volti radiosi dalla pelle chiarissima, cascate di capelli e seni appena svelati nelle tele di tema profano.  Immagini prive di tensione in quelle sacre, come le Madonne che giocano col bambino davanti a paesaggi incantati o che dialogano con uomini,  in cieli dalle numerose sfumature di giallo.

Decennio per decennio, dagli inizi veneziani fino alle committenze imperiali, le opere più importanti ci sono tutte. Emozionanti le sale dedicate ai lavori profani e alla pittura ritrattistica:la Danae, dipinto dalle morbide pennellate che supera la plasticità in favore di uno stile libero dai colori puri. Un corpo languido e sensuale per una donna attratta non tanto dall’oro, ma da un reale sentimento erotico;  la Flora degli Uffizi, donna dalla bellezza ideale, che mostra il classicismo cromatico tipico del maestro attraverso il florido corpo di una futura sposa, casta e sensuale insieme, che si inserisce nello spazio in modo dinamico, rompendo così lo schema rigidamente frontale; il ritratto di un giovanissimo Ranuccio Farnese, dallo sguardo timido, con la veste di un rosso tizianesco su cui poggia il pesante mantello nero, uno dei prestiti internazionali più interessanti dell’esposizione (in arrivo dalla National Gallery di Washington). Tra gli altri anche Uomo col guanto (dal Louvre), Venere che benda Amore (dalla Galleria Borghese) e un ritratto di Carlo V.

Da sempre pittore ufficiale della Serenissima Venezia, Tiziano non smise mai di cercare, di sperimentare e di raggiungere una libertà tecnica e luministica,  anche quando i suoi colori, a volte stesi con le sole dita,  si spensero e diventarono scuri come nel “Martirio di San Lorenzo”: una composizione squilibrata, un fondo fumoso da cui emerge drammaticamente la luce.

Non lasciò allievi, ma la sua lezione e i suoi colori hanno attraversato cinque secoli, superando la poetica rinascimentale e ponendo le basi della pittura moderna. Non a caso Delacroix dirà di lui:”Siamo tutti carne e sangue di Tiziano”.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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