TIA Formazione a Genova con Amalelingue per l’Erasmus Plus: intervista a Rosita Timossi

07/11/2014 di Redazione

Vediamo le cifre che dimostrano la rinnovata enormità del più importante programma di scambi giovanili al mondo, insieme al punto di vista di una realtà interessata alle nuove opportunità in arrivo in questo periodo difficile

Tia Formazione Internazionale

Tornano i seminari di TIA Formazione, e torna al centro dell’attenzione l’Erasmus Plus. Nell’ambito del progetto #europaugualeitalia questa volta è Genova la destinazione designata. Ad ospitare TIA – associazione che si occupa di formazione sul mondo europeo, sulle sue istituzioni e sulle opportunità che offre – questa volta è Amalelingue, scuola di formazione linguistica del capoluogo ligure fra le tante interessate al nuovo amplissimo programma europeo. Il corso si terrà sabato 22 novembre e durerà 8 ore. Tutte le informazioni necessarie per la partecipazione sono disponibili sul sito di TIA Formazione, mentre a quest’indirizzo, accessibile cliccando su questa stessa riga, è possibile consultare locandina e bando del corso. Non è un caso che i focus sul nuovo Erasmus si moltiplichino: Si tratta di gran lunga del più noto tra i programmi dell’Unione Europea, avendo permesso a milioni di ragazzi dei ventisette Stati di conoscere una realtà, formativa ma soprattutto di vita, diversa dalla loro, da cui attingere per formarsi personalmente oltre che dal punto di vista prettamente universitario. Il progetto, soprattutto nei primi anni, ha ricevuto anche critiche, e spesso è stato considerato, a torto, una sorta di “vacanza pagata” per gli studenti. Col tempo è diventato però chiaro il valore aggiunto che apportava, e che ha permesso a chi avesse alle spalle quest’esperienza di entrare più velocemente ed agevolmente nel mercato del lavoro, soprattutto internazionale.

Il logo di Amalelingue
Il logo di amalelingue

Con Erasmus Plus (o Erasmus+) il progetto prende una dimensione completamente nuova. Lo dimostrano le cifre: nei sei anni tra il 2014 e il 2020 sono stati stanziati dalla Commissione Europea ben 14,7 miliardi di euro (+40% rispetto al periodo precedente), di cui 1,8 miliardi solo per quest’anno. Le opportunità di mobilità copriranno più di 4 milioni di persone, tra cui 2 milioni di studenti nell’istruzione superiore, 650 mila in formazione professionale, 800 mila tra docenti e insegnanti di vario genere e 500 mila in programmi di volontariato e scambi giovanili. Un sistema di garanzia dei prestiti per i corsi di laurea magistrale aiuteranno circa 200 mila studenti, e 25 mila borse di studio saranno dedicate ai corsi di laurea congiunti. A ciò si aggiungeranno migliaia tra partenariati strategici, alleanze della conoscenza e nelle abilità settoriali. Nel contesto dell’unione dei precedenti sette programmi di mobilità giovanili attivi, l’ambizioso obiettivo è infatti di aumentare il grado di penetrazione del progetto Erasmus sfondando anche nel contesto del lavoro e della formazione professionale.

Abbiamo così intervistato Rosita Timossi, responsabile di Amalelingue, per chiederle un parere dal punto di vista di una realtà interessata agli sviluppi portati dal nuovo progetto Erasmus Plus:

La vostra associazione si occupa dell’insegnamento delle lingue, ma non solo, e l’Erasmus Plus è il progetto europeo più ambizioso riguardante lo scambio culturale tra giovani. Qual è l’obiettivo che vi siete posti decidendo di partecipare all’organizzazione di questo seminario?

Lo scambio culturale, lo studio e la formazione sono alla base del nostro lavoro. L’Unione Europea offre l’opportunità di formarsi, confrontarsi con altre istituzioni  educative, migliorare il proprio modo di insegnare anche per essere più attraenti  verso l’esterno. L’Erasmus Plus dunque ci permette di avvicinarci al mondo della  progettazione europea – che pensiamo debba diventare una strada percorribile anche per realtà come la nostra – attraverso un progetto  composito che coniuga l’insegnamento delle lingue, alla formazione, ai giovani e al loro inserimento in ambiti lavorativi, anche multiculturali.

Quant’è importante per un giovane italiano un’esperienza all’estero oggi, durante la sua formazione universitaria e non solo?

L’esperienza all’estero rappresenta per tutti, giovani e meno giovani di qualsiasi nazionalità, un’opportunità unica di formazione e di crescita personale e professionale. Per un giovane italiano, sempre più spesso invitato alla fuga dal proprio paese, può rappresentare un modo per partecipare attivamente alla costruzione della società in cui vive, diventare più consapevole delle scelte che riguardano il suo futuro, ampliare le sue prospettive lavorative, acquisendo competenze fondamentali anche in termini di flessibilità e apertura mentale.

L’obiettivo del nuovo progetto Erasmus Plus è quello di ampliare il contesto del programma non solo a università e istituti di formazione, ma anche a formatori, imprese, etc. Per un’associazione come la vostra con un fine formativo quali sono le occasioni che il nuovo programma europeo propone?

La collaborazione con associazioni giovanili che favoriscono l’inserimento lavorativo e formativo in contesti internazionali e a livello europeo rappresenta per noi un’opportunità di crescita. Potrebbe inoltre permettere l’ampliamento della nostra offerta formativa, la creazione di nuovi network che accrescano le nostre competenze e lo scambio di buone pratiche.

Dal vostro punto di vista, che percezione avete dell’Unione Europea? E’ più un ostacolo o un’opportunità? Che tipo di interazioni ha un’associazione come la vostra con le iniziative e/o la legislazione europea?

Fino ad oggi l’Unione Europea è entrata nel nostro mondo soprattutto attraverso gli aspetti che riguardano le politiche linguistiche, con particolare riferimento al “Common European Framework of Reference for Languages“. Ancora non ci siamo misurati con la progettazione, ma speriamo appunto che il seminario ci permetta di superare l’ostacolo più grande che per noi è quello della mancata cognizione dei metodi e degli strumenti opportuni.

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