TIA Formazione e la cultura di genere alla Presidenza del Consiglio: intervista con la prof.ssa Tedeschi

24/10/2014 di Redazione

Il 3 Novembre si terrà il convegno "Formazione di genere, best practices in Europa". Una questione più che mai attuale, sulla quale abbiamo fatto alcune domande all'esperta sociologa di Roma Tre

Il 3 novembre si terrà, alle 15 presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio, un convegno promosso dall’Associazione Tia Formazione (www.tiaformazione.org) sulla cultura di genere. L’obiettivo dell’iniziativa è appunto quello di promuovere la formazione di genere. Il titolo dell’iniziativa è: “Formazione di genere, best practices in Europa”, e vedrà la partecipazione del Dipartimento per le pari Opportunità, l’Eige (European Institute for Gender Equality), Corrente Rosa, e la Lobby Europea delle Donne. Tra gli invitati vi sono anche esperti del settore e la presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. Referente del percorso formativo sarà Enrica Tedeschi, sociologa e docente dell’Università Roma Tre, che ha anche accettato di rispondere ad alcune domande. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare TIA Formazione all’indirizzo mail tiaformazione@gmail.com. A questo link il programma della conferenza.

L’importanza dell’evento si riflette nell’aumento continuo dell’importanza della formazione di genere all’interno del nostro paese. Una questione sulla quale il dibattito ha anche raggiunto il valore di uno scontro ideologico, come sulla formazione nelle scuole e sull’annosa questione delle quote rosa all’interno di imprese ed istituzioni. Come uscire dall’impasse creatasi negli ultimi anni? Come spesso accade, una prima risposta, da adattare alle necessità italiane, può essere trovata nelle azioni compiute nei paesi più vicini, geograficamente e culturalmente, al nostro.

La stessa Unione Europea ha un forte interesse in questo senso: non a caso è dai suoi dati che ci si può fare un’idea della situazione. Un esempio su tutti: il lavoro. Nel 2011 il tasso di occupazione nei 27 paesi dell’Unione sfiorava il 75%, mentre l’occupazione femminile non arrivava al 60%. Così da un lato si trovano paesi virtuosi, come l’Olanda, la Svezia, la Danimarca, dove le donne occupata sono più del 70%, dall’altro luoghi fortemente indietro, tra cui spiccano Italia, Grecia e Malta con valori femminili sotto al 50%. Altri casi estremamente sensibili sono quelli messi in evidenza dal Gender Equality Report, che ha evidenziato come, per esempio, esista ancora un problema di diseguaglianza del tempo dedicato nelle famiglie a lavoro e famiglia tra i partner, con sproporzioni anche notevoli. Ci sono poi problemi come quello della violenza di genere, con le donne ancora vittima 9 volte su 10 di violenza domestica, per il quale c’è ancora moltissimo da fare, e sul quale la formazione gioca un ruolo fondamentale

Veniamo dunque all’intervista con la prof.ssa Tedeschi:

Perché parteciperà all’iniziativa della TIA del 3 novembre e quale sarà il tema del suo intervento?

Parteciperò in quanto esperta di formazione e perché convinta che le battaglie per un’effettiva parità debbono puntare su un mutamento culturale profondo e radicale. Cercherò di dimostrare la centralità dello strumento-formazione per realizzare il mutamento.

Quale ritiene sia la formazione più importante in questo settore, e perché? Quale, secondo lei è l’intervento formativo dal quale si dovrebbe partire a livello sociale?

Esistono numerose tecniche di trasferimento dei contenuti culturali che possono essere efficaci a livello sociale. Sperimentazioni interessanti sono state compiute in contesti – anche estremi come quelli postbellici – che richiedono un confronto interculturale. Quelle tecniche sono necessarie per abbattere gli stereotipi di genere, che sono radicati in modelli antropologici ancestrali.

Dal punto di vista di una sociologa, qual è il futuro della cultura di genere?

La cultura di genere e’ strategica per il futuro di tutti i popoli perché si fonda sulla tolleranza, sulla ricerca della pace e sul rifiuto delle disuguaglianze e delle ingiustizie sociali. Oggi gli stereotipi più arcaici si saldano con le esigenze economico-politiche di democrazie indebolite e incapaci di garantire la sicurezza sociale. La consapevolezza femminile può contribuire a risvegliare le coscienze assopite.

Enrica Tedeschi insegna sociologia presso l’Università Roma Tre. Tra le monografie più significative: Sociologia e scrittura. Metafore, paradossi, malintesi: dal campo al rapporto di ricerca, Laterza 2005; Connessioni incerte, Philos 2006; I pubblici delle comunicazioni di massa, Altrimedia 2010; Il giaguaro e la tigre. Narrazioni, interazioni, culture, Altrimedia 2011; Tra una cultura e l’altra. Lo stato dell’arte della sociologia interculturale, Cleup, 2014.

blog comments powered by Disqus