TIA Formazione ed il mondo delle associazioni in Europa

07/10/2015 di Redazione

"Fondare un'associazione e svilupparla in Europa", questo il titolo dell'ultimo evento TIA, sulle caratteristiche tecniche dell'associazionismo a livello europeo. Dalle questioni fiscali a quelle organizzative, passando per le reti di relazioni, una giornata per sviluppare l'argomento a 360°, e che si ripeterà il 17 ottobre.

Tia Formazione Internazionale

Un orizzonte in cui credere, un orizzonte da creare. Spirito d’intraprendenza, elevata ambizione e una buona dose di rischio sono i punti chiave per fondare un’associazione e svilupparla in Europa, oggetto di discussione del seminario organizzato da TIA Formazione Internazionale tenutosi presso la sede del Mais Onlus a Roma il 3 ottobre 2015, e che, dato il successo, si ripeterà il 17 ottobre prossimo.

L’evento ha coinvolto un consistente numero di iscritti, soprattutto giornalisti e membri di associazioni, i quali, pur essendo parte di categorie differenti e con diverse idee sono accomunati dal medesimo entusiasmo e volontà di sentirsi parte attiva della cittadinanza europea. Il seminario ha preso il via con l’introduzione di Ines Caloisi, presidente di TIA, che ha illustrato i primi passi necessari a gettare le fondamenta di un’associazione: partire da un’idea chiara, stabilire con chi realizzarla, registrarsi, prestando attenzione al Consiglio direttivo che gestisce le sorti dell’associazione. Determinante in tale attività è l’ideazione di un messaggio efficace che metta in risalto l’obiettivo di un’azione unita all’attenta produzione di un sito, newsletter e saldi legami con i social network.

Ha fatto seguito l’intervento del dottore commercialista Francesco Lucà, che ha presentato i dettagli utili a gestire un’organizzazione dal punto di vista finanziario; un insieme di regole da rispettare concernenti gli adempimenti fiscali, in cui è fondamentale la registrazione di un atto costitutivo, dello statuto, la presentazione di un modello Eas e la distribuzione di libri sociali e contabili. Ha seguito la panoramica dei regimi fiscali per associazioni, suddivise in imposte indirette (quali Ires e Irap) e dirette, come l’Iva, ciascuna delle quali con un proprio regime e norma da osservare. La conclusione dell’intervento è stata scandita dalla presentazione delle fonti di finanziamento, come le sponsorizzazioni, i contributi annuali degli associati, le donazioni spontanee, i finanziamenti pubblici e l’erogazione agli enti no profit: privati, imprese, società commerciali residenti e non.

Diverso e di tutt’altro genere il programma pomeridiano, che è stato caratterizzato dal contributo di Loredana Rabellino, responsabile dell’associazione Mais Onlus, la quale ha raccontato le finalità e la realtà dell’ente: un gruppo di persone animate dalla speranza di riuscire a portare in maniera sempre più massiccia l’istruzione in quei luoghi del mondo come Madagascar, Swaziland, Argentina, Brasile dove la cultura è un lusso. L’istruzione però è solo parte dei progetti messi in atto da Mais, i quali danno spazio alla risoluzione di problemi riguardanti malattie, soprattutto Hiv, malnutrizione, realizzazione e potenziamento di attività agricole per arginare la povertà dei villaggi, lotta allo sfruttamento sessuale dei bambini a scopo di lucro.

La terza parte dell’evento ha visto nuovamente il discorso di Ines Caloisi, che ha continuato la descrizione delle procedure di rifinitura di un’associazione in Europa.  Si tratta in primo luogo dell’istituzione di radicate relazioni con le università e le istituzioni, le relazioni pubbliche e i network, sempre essenziali, a cui si aggiunge la necessità di sottoscrivere convenzioni, unita alla capacità di saper gestire una determinata struttura in modo corretto. Ultima ma di vitale importanza è l’abilità di mettere in pratica un’ottima strategia europea focalizzata su una ferrata conoscenza del complesso delle istituzioni, il funzionamento dell’Unione Europea, le reti e le piattaforme. Infine, più di ogni altra cosa, diventa rilevante partecipare ad eventi in Italia e in Europa, con lo scopo di coltivare una brillante leadership che permetta all’Europa di espandere e migliorarsi per vivere un futuro migliore.

Benedicta Felice

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