The Pixar Theory

23/07/2013 di Jacopo Mercuro

Possibile che tutti i cartoni Pixar facciano parte di un unico universo interconnesso?

Gli amanti dei film Pixar avranno sicuramente notato come la casa d’animazione più famosa al mondo si diverta ad inserire, nelle sue pellicole, riferimenti ed oggetti che fanno parte della loro grande famiglia. Ma se quei riferimenti non siano stati inseriti per puro caso? Negli ultimi giorni, impazza sul web, un video postato da cracked.com, in cui dei ragazzi si pongono la stessa domanda. Anche l’americano Jon Negroni, esperto di social media e appassionato di cinema, ha osservato attentamente il video dal quale è rimasto incuriosito. Jon, ossessionato dall’idea che la Piaxar stia nascondendo, dietro i suoi film, un universo interconnesso ha sviluppato quella che, lo stesso, ha definito: The Pixar Theory. Una teoria cervellotica e non facile da capire, che proverò a spiegarvi nel modo più semplice possibile. Vi assicuro che dopo aver letto l’articolo rimarrete assolutamente senza parole.

È fondamentale conoscere questi film, rispettandone l’ordine come fosse una linea temporale: Brave, Ratatouille, Up, i vari Toy Story, Gli incredibili, Alla ricerca di Nemo, la saga di Cars , Wall E, A bug’s Life e la saga di Monster & Co.
Brave rappresenta il fulcro della teoria, è l’unico film che spiega il motivo per il quale gli animali tendono a comportarsi come esseri umani. Dobbiamo considerare Brave come il primo ed ultimo film della time line. Qui ci sono persone che vengono trasformate in animali, ma che mantengono comportamenti umani. All’interno della casa, in cui vive la strega (personaggio fondamentale), anche gli oggetti riescono a prendere vita.
Nell’Universo Pixar, sempre a detta di Negroni, sembrano esserci due progressi evolutivi che riguardano il mondo animale e quello dell’intelligenza artificiale. Questi sviluppi non hanno fatto altro che portare ad una sorta di lotta tra umani, animali e macchine.

Il processo evolutivo animale. Iniziamo con Ratatouille, c’è Remy, un topolino amante della cucina (prerogativa degli esseri umani). Lo chef Skinner è il primo che si rende conto di quest’evoluzione in atto, decidendo così di ostacolarlo in tutti i modi. Passando a Up, troviamo il vecchio e burbero Munz, dopo aver preso coscienza di questo cambiamento, inventa un dispositivo che riesce a dare la parola al suo cane. Il collare rende possibile capire come molti animali siano diventati ormai più intelligenti degli esseri umani. Nel film in questione ci sono multinazionali intente a conquistare la totale egemonia della terra, una di queste industrie è proprio la Blu-n-Large che successivamente in Wall-e è la compagnia che gestisce il mondo. La Blu-n-Large è fondamentale per sostenere la teoria poiché compare anche altre pellicole: Toy Story e in Alla ricerca di Nemo. In Nemo, gli umani, ormai coscienti dell’evoluzione che hanno avuto gli animali, decidono di catturarli e rinchiuderli in mondi artificiali per poterli tenere sotto controllo. Intanto l’uomo continua ad abitare la terra inquinandola e mettendola in serio pericolo, facendo infuriare il regno animale che sviluppa un sentimento di vendetta nei loro confronti.

Il processo evolutivo dell’intelligenza artificiale. Proseguendo nella time-line arriviamo a Gli Incredibili. Il cattivo della storia (Budy) ha creato l’Omnidroide 9000, un robot che rappresente il potere dell’I.A. e che non fa altro che enfatizzare l’importanza che le macchine stanno prendendo (tanto che lo stesso robot si scaglia contro il suo creatore). Da questo momento in poi, oltre agli animali, anche i robot cominciano ad odiare gli uomini (visti come un pericolo per la loro esistenza). Il motivo di quest’astio è evidenziato in Toy Story, dove gli uomini sembrano stancarsi troppo presto degli oggetti, mettendoli in disparte o ancor peggio buttandoli.

Lo scontro finale. A questo punto ci troviamo di fronte ad un triello: uomini, I.A., e animali arrabbiati per l’ecosistema distrutto. Tristemente, ad avere la meglio sarà l’intelligenza artificiale come testimoniano Cars e Wall-e. Passano gli anni e la Buy-n-Large è riuscita ad avere il pieno controllo del pianeta. Dopo aver continuato ad inquinare il modo, rendendolo invivibile, decide di spedire l’uomo nello spazio sull’astronave Axiom, in cui gli umani vivono in modo totalmente dipendente dai robot. Sulla terra, prendono il loro posto le macchine, arriviamo così ai due film Cars (vengono rappresentate le città nell’esatto modo in cui le conosciamo, ma senza umani). Nel frattempo l’inquinamento non può che aumentare fino a portare il pianeta ad un collasso totale. Sulla terra vengono mandati robot con il compito di ripulire la terra, ma la missione fallisce a causa di un guasto. Sembra che l’uomo sia destinato a vivere sulle navicelle, ma a capovolgere la situazione ci sarà il robot chiamato proprio Wall-e. Unico droide rimasto sulla terra, spinto da un’innata evoluzione, riesce a sviluppare sentimenti umani. Intento nel compito di provare a ripulire la terra trova una piccola piantina che dimostra l’abitabilità del pianeta e il possibile rientro dell’uomo. Quella piantina, che segna la possibile rinascita dell’ecosistema, è, cosa incredibile, lo stesso albero di A Bug’s Life. In questo film, c’è la quasi totale assenza dell’uomo, non essendo ancora la terra completamente ripopolata. La teoria prende ancora più valore ricordando la roulotte che appare in A Bug’s Life e in Monster e Co. Nel primo cartone è vecchia e piena di ruggine, mentre nel secondo è nuova (come vedremo, i mostri tornano indietro nel tempo e in questo caso nell’era in cui l’uomo viveva ancora in sintonia con macchine e animali, per questo motivo la roulotte è nuova).

Si giunge all’ultimo capitolo di questo ipotetico e pirotecnico universo: Monster e Co. La civiltà dei mostri appartiene ad un futuro molto distante, ma comunque sulla terra. I mostri sono mutazioni ibridate tra umani e animali senzienti. Le creature devono affrontare una crisi energetica, per questo motivo, attraverso le porte (tenete a mente le porte della strega in Brave), non giungono in un universo parallelo, ma viaggiano semplicemente indietro nel tempo nei giorni in cui gli uomini regnavano sulla terra (ricordate la roulotte?). In questo film, la piccola Boo, dopo aver passato una straordinaria avventura con i suoi amici mostri, viene riportata a casa, nel suo tempo. Cosa farà la piccolina ora che non potrà più stare con le creature a lei tanto care? Boo è l’unica umana ad aver viaggiato nel tempo (attraverso le porte) e l’unica ad averne capito modalità e potere. Per la bimba, forse, diventa una vera e propria ossessione sapere cos’è successo al suo amico Sullivan e capire come mai gli animali con i quali convive non sono così intelligenti come quelli che ha visto. Ricordandosi del potere delle porte, colpo di scena…Boo diviene una strega…esatto! La strega del film Brave.
La strega, nostalgica dei mostri che tanto l’hanno divertita da piccola, continua a trasformare, grazie al potere del legno e dei fuochi, le persone in animali che mantenendo atteggiamenti umani sono la cosa che più assomiglia a Sullivan e Co. Nella capanna della Strega, come se non bastasse, ci sono molti gadget Pixar, da un’incisione di Sullivan alle auto di Toy Story. Sono i giochi e le creazioni che ha portato durante i suoi viaggi temporali. È fondamentale ricordare come la strega scompaia, inspiegabilmente, ogni volta che Merida apre e chiude la porta del suo negozio. Vi starete chiedendo perché la strega decida di restare nel medioevo? Per le sue magie ha bisogno di molto legno e dei fuochi fatui, presenti solo in quest’epoca.

Ecco a voi la “Pixar Theory”. Siete liberi di crederci o no, ma l’amorevole messaggio che passa in quest’avventura durata secoli è degno delle creazioni Disney Pixar. L’amore di Boo per l’amico Sullivan è il nodo centrale di tutto l’Universo Pixar. Un amore tra persone differenti, di svariate età e di specie diverse che tentano di trovare un modo armonico di vivere sulla terra.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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