The Earth Day: Celebriamo il nostro Pianeta

22/04/2015 di Eugenio Frisetti Carpani

Oggi, 22 Aprile 2015, si festeggia la 45esima Giornata della Terra. Più di 1 Miliardo di persone celebrano, in 192 paesi contemporaneamente, il compleanno del nostro pianeta

Earth Day

 

Sono passati ormai 45 anni dal primo Earth Day, indetto dalle Nazioni Unite il 22 Aprile 1970. Un compleanno talmente importante da indurre persone di culture e tradizioni diverse a festeggiare congiuntamente il bene comune per eccellenza, il Pianeta Terra. Quest’evento internazionale nasce con lo scopo di sottolineare ed accentuare l’importanza della conservazione delle risorse naturali, dell’ecosistema e della salvaguardia ambientale.

Tutto iniziò quando 20 milioni di cittadini americani, 45 anni fa, si chiamarono a raccolta per una manifestazione a difesa della Terra. Per la prima volta nella storia, chi protestava contro l’inquinamento, chi contro le centrali nucleari ma anche chi combatteva contro l’estinzione della fauna selvatica, i pesticidi e la progressiva desertificazione del pianeta, compresero di condividere valori comuni. Le università e i college fecero la loro parte, organizzando e indicendo proteste contro il cambiamento climatico e il degrado ambientale causato dall’uomo. Oggi, l’attivismo si espande sempre di più e sembrerebbe quasi incontenibile. Movimenti studenteschi, ONG, gruppi di ecologisti ma anche scienziati di prim’ordine convergono verso lo stesso obbiettivo.

Nel corso degli anni, e soprattutto con la creazione di internet e, conseguentemente, di network ambientali come Earth Day Network, il numero di partecipanti è cresciuto sempre di più, superando, nel 2014 più di un miliardo di persone e vedendo, come attori direttamente protagonisti più di 5.000 gruppi ambientali e di 100.000 educatori. Altro pilastro importante sono gli ecologisti e gli scienziati che, ogni anno, utilizzano la Giornata della Terra come opportunità per valutare e discutere sulle problematiche ambientali del Pianeta. Conferenze internazionali, seminari e meeting scientifici sono organizzati in tutto il mondo. Questi vertono principalmente su argomenti come: l’inquinamento atmosferico e acquatico, la distruzione degli ecosistemi e l’esaurimento di risorse rinnovabili.

L’Italia risulta essere tra i principali organizzatori della celebrazione. Del 2008, infatti, il Bel Paese di impegna a sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi relativi all’ambiente.  Ogni anno vengono organizzati concerti sul territorio nazionale (a impatto zero sull’ambiente) e personalità di alto rilievo prendono parte per sostenere la pubblicizzazione dell’evento, come Ben Harper (2009), Pino Daniele (2010) e Patty Smith (2011). Quest’anno però, l’Italia, non solo dovrà dimostrare la sua affezione al Pianeta Terra ma è anche chiamata a organizzare l’EXPO: nutrire il Pianeta. Un doppio appuntamento che, senza ombra di dubbio, getta sullo Stivale gli occhi di tutto il mondo.

Partecipano anche alla festa multinazionali come Google, Daikin e Sky. Ed è proprio la prima che continua a stupire maggiormente: ha infatti organizzato sul suo browser un quiz interattivo per scoprire che animale sei. Il che potrebbe sembrare un paradosso in quanto solo Google ha un’emissione annuale di tonnellate di CO2 superiore quella dello stato del Laos. Stupisce, inoltre, il fatto che quest’anno, non vi è alcun tema specifico sul quale l’Earth Day di oggi è basato. Si riavvale l’obbiettivo di ogni anno di piantare circa un miliardo di semi in tutto il mondo. Dall’India sino alla Cina e al Giappone ma anche e soprattutto negli USA e nell’Unione Europea, sono stati adibiti spazi verdi apposta per raggiungere il risultato tanto desiderato.

 

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Eugenio Frisetti Carpani

Nasce a Roma nell’Ottobre del 1993. Si arruola nella marina militare italiana all’età di 16 anni frequentando il liceo classico alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. Si iscrive, poi, al corso di laurea triennale in Politics, Philosophy and Economics alla LUISS Gudo Carli. Da sempre interessato agli organismi sovranazionali, alle istituzioni comunitarie e, in particolare, ai rapporti di sicurezza fra NATO e Unione Europea.
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