The Bretton Woods Conference, celebrando il 70° anniversario

01/07/2014 di Giovanni Caccavello

A partire dal 1944 – a guerra ancora in corso – economisti, politici e diplomatici di 45 paesi cominciarono a discutere del nuovo ordine economico e finanziario mondiale. Ripercorriamo la Conferenza di Bretton Woods per capire come ancora oggi, dopo 70 anni, il sistema monetario internazionale sia ancora fortemente legato alle decisioni prese dopo quell’evento storico.

Politiche autarchiche – Durante la “Grande Depressione” degli anni ’30, molti paesi, in modo particolare le principali nazioni europee da poco uscite devastate dal primo grande conflitto mondiale, cercarono di sostenere le loro economie in difficoltà rafforzando le barriere e le tariffe doganali, aumentando gli ostacoli al commercio estero, sperimentando forti svalutazioni competitive per esportare in modo sempre maggiore, e limitando la libertà dei cittadini di detenere valute straniere.

Nel suo libro “The World in Depression: 1929–1939“, pubblicato nel 1973, lo storico dell’economia, statunitense, Charles P. Kinldeberger (1910 – 2003) analizzò gli avvenimenti degli anni ’30. Secondo quanto riportato nel libro, il commercio internazionale, agli inizi di quel decennio, si ridusse sensibilmente, passando da oltre 3,000 milioni di dollari nel 1929 a meno di 1,000 milioni di dollari nel 1933.

Harry Dexter White e John Maynard Keynes. Fonte: Wikipedia.
Harry Dexter White e John Maynard Keynes.
Fonte: Wikipedia.

Totalitarismi, Guerra e l’incontro di Atlantic City – Una delle principali cause che determinarono l’utilizzo delle politiche autarchiche, conosciute anche con il nome Beggar-thy-Neighbour policies, fu l’affermarsi dei totalitarismi europei che portarono il vecchio continente verso la Seconda Guerra Mondiale. Le economie europee, sempre più vicine al collasso interno, si trovarono così costrette a schierarsi nuovamente le une contro le altre, appena 21 anni dopo la fine della “Grande Guerra”. Il secondo conflitto mondiale determinò alcune alleanze strategiche che si sarebbero poi riflettute nel corso dei decenni successivi.

Nel corso della guerra, le nazioni “alleate” decisero che in caso di vittoria si sarebbe dovuto procedere alla ricostruzione del sistema economico e monetario internazionale e fu così che nel giugno del 1944, quando ormai il conflitto mondiale incominciava a volgere in favore degli alleati, molti economisti e diplomatici si incontrarono ad Atlantic City, Stati Uniti, per discutere di un futuro assetto monetario globale.

La Conferenza di Bretton Woods – Poche settimane dopo questo primo tentativo di approccio, i leader politici decisero che era giunto il momento di costruire un nuovo sistema economico mondiale. Dal 1 Luglio al 22 Luglio del 1944, oltre 700 delegati di 45 nazioni, si incontrarono al Mount Washington Hotel di Bretton Woods, nel New Hampshire, per discutere il nuovo assetto monetario che sarebbe entrato in vigore non appena la guerra fosse terminata ed i totalitarismi sconfitti. Ebbe così inizio la Conferenza Monetaria e Finanziaria delle Nazioni Unite, più comunemente conosciuta come Conferenza di Bretton Woods.

Le commissioni della Conferenza – La Conferenza operò attraverso sessioni plenarie, commissioni e comitati. La Commissione “numero 1”, che portò alla nascita del Fondo Monetario Internazionale, fu capeggiata da Harry Dexter White, economista Statunitense. La Commissione “Numero 2” che portò alla nascita della Banca per la ricostruzione e lo sviluppo, più comunemente nota come “Banca Mondiale” fu guidata da John Maynard Keynes, economista Britannico. La Commissione “Numero 3” che analizzò altri mezzi della cooperazione finanziaria internazionale fu messa sotto la responsabilità di Eduard Suárez, economista Messicano.

Keynes vs White – Da ricordare lo scontro di idee tra Keynes e White. Keynes proponeva un sistema monetario internazionale basato su un’unica valuta, denominata “Bancor” ed una sola banca centrale che avesse ampi poteri in modo da poter intervenire direttamente in caso di forti squilibri macroeconomici. Al tempo stesso, Keynes immaginava un sistema in cui, in caso di grande squilibrio nella bilancia dei pagamenti tra le varie nazioni, sia creditrici che debitrici cambiassero politiche in comune accordo. White, al contrario, proponeva un sistema basato su due istituzioni che non permettessero forti svalutazioni competitive e che controllassero gli scambi internazionali, vietando ai singoli stati di implementare politiche contro il principio del libero commercio. White immaginava un Fondo Monetario Internazionale che intervenisse ad aiutare i paesi colpiti da forti crisi economiche e che controllasse il libero scambio ed una Banca Mondiale che aiutasse i paesi europei ed il Giappone a riprendersi dai decenni economicamente “bui” degli anni ’30 e ’40. Dopo un lungo scontro e dopo aver raggiunto alcuni compromessi, la maggioranza dei delegati si espresse in favore della soluzione pensata da White. Questa scelta fu dovuta anche al grande ruolo che gli Stati Uniti stavano svolgendo per aiutare i paesi del vecchio continente ad uscire dalla Seconda Guerra Mondiale.

Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale – A seguito della fine del conflitto e della decisioni di portare avanti l’accordo raggiunto a Bretton Woods, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale furono formalmente istituiti il 27 dicembre 1945, quando i suoi primi 29 paesi membri firmarono gli articoli d’accordo. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale iniziarono ufficialmente le loro attività il 1° marzo 1947. Quello stesso anno, la Francia divenne il primo paese chiedere e a ricevere soldi in prestito dal FMI ed in termini di valore attuale quello fu il più ingente aiuto mai approvato fino ad oggi.

Il Sistema del “Valore nominale” – I paesi che aderirono fin da subito al Fondo monetario internazionale (tra il 1945 e il 1971) automaticamente decidevano di mantenere i loro tassi di cambio (cioè il valore delle loro valute rispetto al dollaro statunitense e, nel caso degli Stati Uniti, il valore del dollaro in termini di oro) ancorati ad un valore che poteva essere regolato solamente per correggere uno “squilibrio” nella bilancia dei pagamenti, e solo con l’accordo del FMI.

La fine di Bretton Woods – Questo sistema del “valore nominale” prevalse fino al 1971, anno in cui il Presidente Nixon decretò la fine della convertibilità del dollaro (e delle riserve in dollari detenute dagli altri governi) in oro. Nixon fu costretto ad abbandonare il sistema di Bretton Woods per diversi motivi: una bilancia dei pagamenti molto negativa, una produzione in forte diminuzione, un debito pubblico sempre più grande e difficile da controllare per sostenere le operazioni militari in Vietnam e i programmi politici ed economici della “Grande Società” ed un’inflazione monetaria dovuta al forte intervento della Banca Centrale Americana nell’economia.

Iniziò così l’era post-Bretton Woods, fatta coincidere dagli economisti storici dal decennio 1971 – 1982 e contraddistinta da un sistema monetario a regime fluttuante.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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