The amazing Spider-man 2 – Il potere di Electro. I due volti di Peter Parker

29/04/2014 di Jacopo Mercuro

The Amazing Spiderman 2

“Tutti i giorni mi sveglio sapendo che più gente cercherò di salvare, più nemici mi farò. Ed è solo questione di tempo, prima che mi scontri con chi ha più poteri di quanto io possa sconfiggere.” Peter Parker/Spider-Man (Andrew Garfield)

Peter Parker torna ad indossare il suo costume da ragno per il secondo film della saga The Amazing Spider-Man. Come avevamo già avuto modo di constatare, il nuovo Spider-Man di Marc Webb, rifacendosi ad un fumetto differente, si distacca molto dalla precedente trilogia di Sam Raimi. Nonostante il grande successo di Spider-Man, The Amazing Spider-Man regge il confronto grazie alle spettacolari rese visive, rendendo difficili, se non impossibile, i paragoni tra le due saghe.

The Amazing Spiderman 2Parliamo subito dell’inevitabile confronto tra i due protagonisti del film. Andrew Garfiled, che recita nel ruolo del nuovo Spider-Man, è senza dubbio un ottimo attore, capace di interpretare al meglio la nuova figura di Peter, ma è proprio questa rivisitazione del personaggio che non ha convinto. Questa è la prima nota stonata della nuova trilogia, un Peter Parker che sì continua a vivere il suo conflitto interno nell’indossare il costume da ragno, ma che non rispecchia il Peter Parker che abbiamo tanto amato, quell’imbranato sempre in ritardo nel prendere il pulmino della scuola e maltrattato dal suo editore, quello che gira con un motorino malridotto con un casco ai limiti del ridicolo, quello che vive in uno stabile fatiscente e sempre in ritardo con l’affitto, quello con la faccia un po’ sfigata di chi sembra uscire sempre sconfitto dalla vita nonostante sia un super eroe dotato di poteri fuori dal comune. Tutto questo era lo Spider-Man di Tobey Maguire, che con quella sua faccia acqua e sapone e con quell’aria di chi sembra sempre cadere dalle nuvole, riusciva ad rappresentare perfettamente lo stereotipo di Peter Parker. In fondo siamo tutti innamorati dell’uomo ragno, per il suo essere un antieroe; un genio che nonostante il suo potenziale incarna il ragazzo della porta accanto, frenato dalle insicurezze e dalle debolezze dei comuni esseri umani.

Il nuovo Spider-Man ha senza dubbio fatto un grande salto di qualità a livello grafico, la tecnologia 3D ha dato alle scene un fascino unico. Il lavoro di regia è stato eccellente, con dei colpi tecnici cattura il pubblico catapultandolo direttamente nelle scene; tra un colpo di ragno e l’altro vi ritroverete sospesi tra i grattacieli di New York per poi ritrovarvi in mezzo a delle battaglie, aggraziate da uno straordinario effetto rallenty che profuma di carta dei fumetti. Peccato però che tutta questa spettacolarità abbia messo in ombra le dinamiche umane, che non sono state approfondite in modo esaustivo e che rendono, da questo punto di vista, la saga del primo Spider-Man migliore.

Nella sua nuova avventura, Peter Parker, si ritroverà nuovamente a fare i conti con la sua doppia identità, quell’identità che rischia di allontanarlo dai suoi affetti per paura che vengano messi in pericolo dai suoi acerrimi rivali. L’uomo ragno, non affronterà un solo nemico, oltre ad Electro (un fantastico Jamie Foxx) avrà modo di confrontarsi con Green Goblin (Dane DeHaan) e un cattivo che non vi svelerò per non rovinarvi nulla, ma che rievocherà i vostri ricordi d’infanzia (per gli amanti del fumetto o della serie animata). La storia con Gwen (Emma Stone) sarà enfatizzata dalla paura di Peter di poterla perdere e sarà incentrata sulla promessa che è stata fatta al padre della giovane, morto nel primo film. Nei 142 minuti di film (il più lungo Spider-Man di sempre)non mancheranno i colpi di scena, tutt’altro; rimarrete colpiti in modo inaspettato e spesso sarete toccati da scene emozionanti, nonché dalla solita ironia che contraddistingue il personaggio di Spider-Man.

Se credete che i film sui super eroi stiano sopraffilando le sale, e che tutto si riduca a semplici scazzottate tra grattacieli, avrete modo di ricredervi. Il regista, Marc Webb, dopo 500 giorni insieme, si dimostra ancora una volta capace di impostare una linea romantica che non stanca il pubblico. L’unica pecca è quella di aver puntato troppo su un teen movie, non andando a scavare fino in fondo nell’animo dei personaggi, in particolar modo sul conflitto interno che vive Peter dal giorno che ha indossato il costume da ragno.

 

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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