“Terr’ e fuoc’”. Scenari e prospettive sull’agricoltura campana

07/03/2016 di Lucio Todisco

Dalla Terra dei Fuochi alla “terra di fuoco”, dalle produzioni agroalimentari, ancora d’eccellenza, al de-marketing e ai rischi della criminalità organizzata. Di questo e altro si è parlato nel workshop organizzato dall’Associazione “Napoli Incontra” su di un settore che, nonostante i problemi, rimane assolutamente centrale per la Regione del sud

Presso il Circolo degli Ufficiali a Palazzo Salerno a Napoli, si è tenuto venerdì 26 febbraio il workshop organizzato dall’Associazione Culturale “Napoli Incontra” con il nome di “Terr’ e fuoc’. Scenari e prospettive”. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di convincere tutti a tornare a parlare della Campania e, in particolare, della zona a nord di Napoli come “Terr’ e fuoc’” piuttosto che come “Terra dei fuochi”. Il titolo dell’incontro coniuga due aspetti centrali del territorio campano: il tufo di origine vulcanica che separa il terreno dalle falde acquifere, proteggendole: per quanto numerosi siano stati i comportamenti illeciti da parte delle ecomafie, non sono bastati a scalfire la qualità della sua acqua e la fertilità del suo terreno. Il secondo elemento è quello dell’energia del sole che si trasmette a tutti i prodotti coltivati, rendendoli unici al mondo.

Il convegno – Interessanti e numerosi sono stati gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, moderati da Arturo Palma, Presidente dell’Associazione Napoli Incontra e, nella mattinata, dall’economista Prof. Francesco Pastore. Il filo conduttore è stato quello di raccontare le esperienze migliori di queste terre, affrontando in maniera critica e scientifica anche la questione del de-marketing che affligge il territorio. I lavori della mattina hanno visto gl’interventi dell’economista dello sviluppo Prof. Achille Flora, del Prof. Benedetto De Vivo, del Prof. Massimo Fagnano.

La seconda parte della mattinata ha visto spostarsi l’attenzione dal dibattito sul versante imprenditoriale e politico economico, con il Dott. Edoardo Imperiale, curatore del programma di Sviluppo Campania, chiamato QR-Code. E’ intervenuto il dott. Antonio Limone, Commissario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, presentando i dati dell’Istituto ha sottolineato come gli elementi fondamentali per combattere la politica di de-marketing sul territorio campano riguardino la continua intensificazione delle politiche della tracciabilità, del controllo dei prodotti e dei marchi di qualità. Anche Legambiente ha preso parte all’incontro con il Presidente Campano, Dott. Buonomo che ha voluto indicare, quale strada da perseguire per tutelare i nostri prodotti, quella di accrescere la filiera della fiducia tra i cittadini e gli agricoltori, impegnando Legambiente a mantenere un controllo esterno a quello che accade nella Terra di Lavoro, vigilando sulle bonifiche imminenti.

Interessante l’intervento della Dott.ssa Diana Attianese, che ha fondato l’Azienda “ItalianaVera”, produttrice di sughi che hanno riscosso enorme successo anche all’estero. Si è trattato del racconto di una passione che nasce da San Marzano sul Sarno e che oggi punta a tutelare il valore del prodotto nostrano. Sono intervenuti inoltre, raccontando le loro esperienze professionali nel settore dell’agroalimentare l’arch. Antonella Guerriero, il Dott. Leonardo Nucera e il Dott. Nicola Sciorio, che si occupa di ricerca e sviluppo per la Graminosoil Italia Lage y Ci.

Ecoreati e lotta alle “agromafie” – A chiudere i lavori è intervenuto l’On. Gennaro Migliore, da poco Sottosegretario alla Giustizia, il quale ha dichiarato che non ritiene la politica innocente su ciò che è accaduto nella Terra dei Fuochi. Per lui, la responsabilità maggiore riguarda la scelta di discutere del ciclo dei rifiuti partendo dalla questione di come chiuderlo in termini di impiantistica, che pure era necessaria – la questione dell’inceneritore ad Acerra è ancora vivo nei ricordi dei campani -, tralasciando tuttavia la creazione di un sistema integrato virtuoso. Migliore ha poi voluto sottolineare cosa si sta facendo in tema di eco-reati e dell’evoluzione legislativa recente e futura che riguarda questo importante aspetto della politica di repressione dei comportamenti fraudolenti legati all’eco-inquinamento. Sul tema delle frodi agroalimentari, il cui quadro normativo è fermo al 1962, Migliore ha ricordato che si sono conclusi i lavori della Commissione posta in essere al Ministero, guidata da Giancarlo Caselli, la quale in 2 mesi ha presentato un documento di 49 articoli che dovrà essere alla base della nuova normativa, con regole più certe e snelle per chi lavora nel settore dell’agricoltura, sottolineando che lo scopo è quello di: “difendere chi si comporta bene” e promuovere politiche che portino al maggior utilizzo del ravvedimento operoso. Infine, Migliore ha sottolineato come non bisogna abbassare la guardia su quelle che si possono chiamare “agromafie”, che agiscono nella distribuzione e sfruttano la manodopera attraverso l’odioso sistema del caporalato.

I materiali e la documentazione raccolta nel corso del workshop saranno disponibili online, costituendo un archivio facilmente accessibile da chiunque sia interessato a verificare di persona la qualità delle primizie campane.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus