Tasse sulla casa, un po’ di chiarezza

23/01/2014 di Federico Nascimben

Fra aumenti, scadenze e cambiamenti andiamo ad analizzare l'evoluzione dell'imposizione sugli immobili in Italia negli ultimi anni

Le tasse sulla casa – e, in particolare, la tassa sulla casa, cioè l’IMU – sono state al centro del dibattito politico nel 2013. Tutti ricordano lo scandaloso valzer del Governo sull’eliminazione dell’IMU (qui un riassunto) e la ristrutturazione dell’imposta a partire dal 2014. I motivi di tanto contendere sono noti: secondo l’Istat “le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell’abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio” (qui il link); e hanno portato a misure poco giustificabili dal punto di vista economico (aumenti degli acconti d’imposta oltre al 100%, aumento delle quote di Bakitalia ecc.) per cercare di coprire il buco da poco meno di 4 miliardi di euro causato dall’eliminazione dell’IMU sulla prima casa, nonché al pagamento della c.d. “mini IMU” (che scade domani 24 gennaio, qui il link) nei circa 2300 comuni italiani che hanno alzato l’aliquota oltre lo 0,4% standard previsto dal Governo. Inoltre, la somma di IMU residua (esclusi cioè i 3,8 miliardi eliminati nel 2013 sulla prima casa) più la TASI, nel 2014, è stimata da Confedilizia in 23,8 miliardi, se i Comuni applicano l’aliquota TASI minima, ma può arrivare a 27 miliardi nel qual caso i comuni applichino l’aliquota TASI massima.

IUC – La nuova IUC – che andrà a sostituire l’IMU e la TARES, la tassa sui rifiuti – sarà composta da:  il residuo dell’IMU non abrogata (cioè quella per gli immobili di lusso, A1, A8, A9, più quella sulle seconde case, più tutti i beni strumentali immobiliari d’impresa tranne quelli agricoli); TARI, cioè la nuova tassa sui rifuti, ovvero i servizi divisibili da pagare in proporzione a quanto effettivamente si utilizza il servizio, ma anche in base anche alla proporzione dell’immobile in cui si risiede; TASI, cioè la tassa sui servizi indivisibili (qui il link), le cui aliquote sono state ritoccate all’insù rispetto alla legge di stabilità perché l’aliquota allora fissata non copriva quanto i Comuni si aspettavano, visti i tagli dei trasferimenti statali. Si è deciso che l’aliquota della TASI potrà salire fino al 3,3 per mille; in alternativa, i Comuni, potranno aumentare l’aliquota sugli altri immobili, esclusa la prima casa, all’11,4 per mille, purché l’aggiunta complessiva dello 0,8 per mille sia distribuita o tra prima casa o tra le altre abitazione, ma solo “per il 2014, esclusivamente allo scopo di deliberare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli ulteriori detrazioni rispetto a quelle già previste dalla legge di stabilità” (secondo quanto stabilito nella nota del Governo).

L’andamento della tassazione sugli immobili in Italia – Nel 2011 l’ICI valeva 9,2 miliardi e, sommata alle diverse imposte sui rifiuti (7 miliardi circa), dava un totale di 16 miliardi circa (cioè l’1% del PIL). Nel 2012 l’IMU con l’aumento dei moltiplicatori deciso dal Governo Monti, aveva un gettito pari a 23,7 miliardi, a cui si sommavano sempre i 7 miliardi di imposte sui rifiuti: il totale era di circa 30 miliardi. Nel 2013 il gettito IMU è stato pari a 20 miliardi più i 7 sui rifiuti, per un totale di 27 miliardi. Ebbene, nel 2014 la somma di IMU e TASI, potrebbe oscillare da un minimo di 23,8 miliardi ad un massimo di 27, a cui si somma però la nuova TARI, che sarà circa di 9 miliardi: il totale è quindi pari 33/36 miliardi (cioè circa il 2% del PIL).

 ICI, IMU e TASI
Grafico che riassume l’andamento del gettito di ICI, IMU e TASI negli anni 2011, 2012, 2013 e 2014.
Fonte: centro studi di Confedilizia.

Infine, secondo l’ISTAT siamo all’ottavo trimestre consecutivo di diminuzione del valore immobiliare medio delle unità abitative delle famiglie: -5,3% nel terzo trimestre su base annua rispetto al 2012. Il valore degli immobili, se paragonato ai valori precrisi, è sceso di circa il 20% (qui il link).

NBTabella IUC-IMU-TASI che riassume in maniera più specifica, rispetto al grafico sopracitato, l’andamento della tassazione sugli immobili in Italia secondo l’elaborazione del centro studi di Confedilizia. A questo link, invece, potete trovare un altro studio di Confedilizia dal titolo “Miti e realtà della tassazione sugli immobili in Italia. Un confronto internazionale”.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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