Tanti partiti, ma quale elettorato?

05/05/2014 di Federico Nascimben

Vediamo come si compone il corpo elettorale italiano e come questo caratterizza il voto per i diversi partiti

Sabato, sul Corriere, è stato presentato il ricorrente appuntamento con i sondaggi elettorali in vista delle elezioni europee (qui il link). Oltre a confermare alcuni trend noti, la cosa interessante è data dall’analisi dell’elettorato dei diversi partiti, tenendo in considerazione che il campione intervistato era molto ampio: oltre 7 mila persone intervistate tra il 25 marzo e il 29 aprile.

Già il fatto che su una popolazione di circa 60 milioni di abitanti, gli aventi diritto al voto (e quindi maggiorenni) siano circa 50 milioni di persone ci deve far riflettere. Infatti, come avevamo scritto in un precedente articolo (qui), l’età media nel nostro Paese è pari a 43,5 anni. Inoltre – come viene sottolineato nel sondaggio -, il 40% dell’elettorato italiano ha più di 54 anni, e i c.d. “giovani” – cioè tutti coloro ricompresi nella fascia tra i 18 e i 34 anni – rappresentano solo il 23% del totale.

Relativamente al livello di scolarizzazione, sempre nello stesso articolo scrivemmo che “il 15% della popolazione è laureato; il 22% ha un diploma di scuola superiore; il 44% ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza di scuola media; il restante 19% ha al proprio interno un’ampia fetta che ha terminato solamente gli studi di scuola elementare”. Nel sondaggio si aggiunge che il 61% dell’elettorato italiano possiede al massimo la licenza media.

Aggiungiamo inoltre che metà degli elettori è costituito da:

persone inattive (cioè casalinghe, pensionati e disoccupati);

– persone che si informano prevalentemente o esclusivamente attraverso la tv (il 54% del totale per la precisione, visto che gli italiani che utilizzano internet sono pari anch’essi alla metà dell’intera popolazione).

Scheda elettorale per il Senato della Repubblica alle elezioni politiche del 2006.
Scheda elettorale per il Senato della Repubblica alle elezioni politiche del 2006.

Riassumendo, l’elettorato italiano si caratterizza per: un’età media molto elevata; una scarsa presenza di giovani; un livello di scolarizzazione molto basso; una componente di inattivi e di persone che si informano prevalentemente o esclusivamente attraverso la tv pari alla metà del totale.

Ovviamente, in base alle diverse fasce in cui è possibile suddividere l’elettorato vi sono richieste diverse e reazioni diverse alle promesse tipiche di una campagna elettorale. Ad esempio – come riportato nel sondaggio -, “i toni contro l’Europa e la proposta di ritornare alla lira trovano risposta tra gli elettori con minore dimestichezza con temi finanziari e macroeconomici, mentre tra ceti dirigenti e laureati hanno meno presa”; l’abolizione del Senato, invece, viene letta sotto un profilo di riduzione dei costi della politica da parte dei ceti popolari, mentre viene letta in termini di potenziamento dell’efficienza del sistema legislativo da parte dei ceti più istruiti e dinamici.

Andiamo ora ad analizzare la composizione dell’elettorato in base ai singoli partiti.

Il PD continua ad essere votato prevalentemente da persone piuttosto anziane: gli ultrasessantacinquenni rappresentano un terzo del totale degli elettori. La prima componente è infatti quella dei pensionati, seguita da “ceto impiegatizio, casalinghe e operai che pesano quanto i ceti produttivi con gli autonomi“.

Il M5S è caratterizzato da un elettorato composto principalmente da uomini (61%), giovani (31% del totale, mentre solo il 7% ha più di 65 anni), diplomati e laureati (pari al 45%). Infine, nonostante il 51% dei “grillini” si informi “prevalentemente attraverso la tv, la quota di coloro che si informano tramite internet (29%) rappresenta il doppio della media nazionale (14%)“.

Particolarmente interessante è il fatto che la scissione del PDL in FI e NCD abbia prodotto due partiti votati da due elettorati piuttosto diversi. Forza Italia viene votata principalmente da persone mature e anziane (46%), mentre i giovani sono solo il 19%; tre quarti degli elettori è composto da persone che hanno al massimo la licenza media (e i laureati sono solo il 6%). Inoltre, i ceti dirigenti e gli autonomi pesano per l’11% sul totale, mentre casalinghe e pensionati rappresentano quasi un elettore su due (47%). Nel Nuovo Centro Destra, invece, la componente più giovane rappresenta il 26% e gli elettori sono più istruiti; i ceti dirigenti e gli autonomi pesano per il 21%, mentre impiegati e insegnanti per il 25%.

La Lega Nord ha un elettorato un po’ più femminile (interessante notare come questa componente sia più sensibile alla “guerra all’Euro” portata avanti dal partito di recente), trasversale in quanto ad età, poco istruito (il 70% possiede al massimo la licenza media) e “con una quota di lavoratori autonomi e disoccupati superiore rispetto agli altri partiti“.

Infine – riportando quanto presente nel sondaggio -, relativamente alle altre formazioni:

– “Scelta europea ha un elettorato molto maschile, non giovane ma molto scolarizzato (due su tre sono laureati o diplomati)“;

– “Tra gli elettori di Fratelli d’Italia prevalgono i maschi, i pensionati e i ceti dirigenti“;

– “Un’altra Europa con Tsipras la componente femminile è nettamente prevalente (61%) e quella giovanile ha un peso molto elevato (34%). […] il 30% risulta laureato e 35% diplomato, uno su quattro è impiegato mentre studenti e pensionati hanno all’incirca lo stesso peso percentuale“.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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