Il Talmud in edizione italiana, successo inatteso

22/04/2016 di Giuseppe Trapani

L'edizione italiana del Talmud già in ristampa: alla riscoperta della tradizione orale del popolo d'Israele

L'ora del Talmud, olio su tela di J. Sheich (1900 c.)

E’ stato per secoli un’opera clandestina e, chi avesse voluto leggerlo, avrebbe dovuto nascondersi. Oggi non è più così e da libro messo all’indice si è passati al successo oltre ogni previsione. E già si parla di ristampa. Parliamo della pubblicazione per le edizioni Giuntina della traduzione italiana del Talmud, la cosiddetta «Torah che sta sulla bocca» cioè quel patrimonio di tradizione orale rabbinico trasmesso per generazioni il quale è scampato dall’oblio per cristallizzarsi in un corpus testuale di primaria grandezza teologica e spirituale.

Di Talmud ne esistono due, uno di Gerusalemme e uno di Babilonia, che è quello per antonomasia, arrivato intorno al V-VI secolo nella sua forma attuale: 5422 pagine fitte. Una “summa” di fede scritta in due lingue, ebraico e aramaico, il Talmud contiene prima di tutto materiale legale, ma non è estraneo a nessun campo dell’antico sapere, dall’astronomia alla medicina. La sua forma è quella del verbale di discussione, di un «domanda e risposta» che parte dal versetto biblico e procede all’infinito. Testo aperto per eccellenza, il Talmud si legge con un metodo non dissimile da quello della pagina web con i suoi rimandi, cioè i link, in un continuo cammino di interpretazione.  Il progetto della prima traduzione in italiano del Talmud è siglato in un protocollo di intesa fra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Miur, Cnr e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane il 20 gennaio del 2011. Dai primi di aprile, la prima edizione andata praticamente a ruba, e la richiesta – questo è significativo – proviene, per il 70% delle prenotazioni, da curiosi e bibliofili non di religione ebraica.

Tutto nasce da un pianto, un fiume di lacrime grande forse quanto il corso delle acque: “sui fiumi di Babilonia, sedevamo piangendo al ricordo di Sion – canta il salmo – ad indicare la deportazione del popolo d’Israele e la distruzione del tempio di Gerusalemme nel 586 a.C,  per cui un popolo è senza terra e senza cielo e si chiede come poter tener viva la “legge”, la Torah della Tavola che non può essere dimenticata dal cuore. Ed ecco che di bocca in bocca, di maestro ad allievo, di padre in figlio e fratello, ci si trasmette un deposito di commenti e consigli che fanno esegesi della stessa scrittura.  Talmud dall’ebraico vuol dire studio e contiene – nel suo etimo – sia l’azione dell’insegnare che dell’apprendere in uno scambio fecondo di domande e risposte sapienziali, come un dialogo non interrotto di conoscenza e meditazione della stessa Torah, per darle vita oltre il tempio desiderando che – un giorno – torni a splendere maestoso, ricostruito per intanto nell’animo del credente.

Da giorni è Talmud mania, una corsa alla prenotazione di un testo voluminoso e dal prezzo non immediatamente accessibile. Eppure la seconda edizione appena annunciata già sembra essersi esaurita. «Mi aspettavo che andasse bene », conferma Rav Di Segni, il curatore, «ma questo successo mi ha davvero sorpreso». E con lui tutto il team editoriale non nasconde la gioia dell’apprezzamento istituzionale (in primis dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha ricevuto la prima copia) ma sopratutto per una ritrovata sensibilità dei non ebrei per la cultura ebraica. «In questo momento storico», chiariscono i curatori, «c’è grande attenzione verso la cultura ebraica. Un interesse alto dovuto anche a quanto si è visto sulla scena italiana negli ultimi anni: festival, articoli, saggi, spettacoli. I giornali, i media hanno avuto un grande ruolo nel sensibilizzare in questo senso. Ma forse non si sono nemmeno accorti del gran lavoro che hanno fatto». Consideriamo poi che il Talmud non era stampato in Italia da cinquecento anni. Da quando, cioè, è stato bruciato in Campo de’ Fiori, a Roma. Dunque, la nostra è stata l’idea giusta al momento giusto».

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Siculo per nascita ma milanese di adozione, classe 76, si Laurea in Filosofia e in Teologia ma chiede a se stesso un di più perciò studia Linguaggi dei Media presso la Cattolica di Milano. Giornalista e Docente al liceo a tempo pieno, collabora con diverse testate (Famiglia Cristiana, Jesus, Gazzetta d'Alba) e negli ultimi anni tiene rubriche anche per i quotidiani online Lettera43 e Linkiesta.
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