SVIMEZ: il Sud cresce, ma sarà una ripresa duratura?

03/08/2016 di Lucio Todisco

L’economia del Mezzogiorno cresce - sebbene, ancora, troppo poco -, ed inverte una tendenza durante sette anni.

Bordonaro

Un anno positivo, quello del 2015 che, però, non deve far cantare vittoria, anzi, deve sensibilizzare il legislatore ad intervenire affinché questa crescita non sia estemporanea e si consolidi, piuttosto, nel tempo. Questo è l’invito che fa lo SVIMEZ nelle anticipazioni del “Rapporto Svimez 2016 sull’economia del Mezzogiorno”, presentato in questi giorni a Roma e che testimonia quanto la grande crisi economia di questi anni abbia sì fiaccato economicamente il Sud Italia, ma non fatto venir meno le capacità/potenzialità del Mezzogiorno di “rimanere agganciato allo sviluppo del resto del paese”.

La lenta ripresa e le persistenti fragilità – L’incremento dell’1% de Prodotto Interno Lordo nel Mezzogiorno ha interrotto 7 anni di contrazioni consecutive che avevano prodotto una crollo del PIL di oltre 13 punti percentuali. Come sottolinea lo SVIMEZ, però, questa performance dell’economia meridionale riveste un aspetto di eccezionalità, poiché ci sono stati alcuni aspetti economici, sociali e politici che sul piano tendenziale non è detto si ripetano. Ad esempio l’annata agraria, particolarmente favorevole, e il turismo, in grado di beneficiare delle crisi, tra terrorismo e instabilità, che stanno vivendo altri paesi del Sud del Mediterraneo.

Altro fattore che ha inciso su questo dato positivo è stata la chiusura del ciclo di programmazione dei Fondi strutturali europei 2007-2013, con una conseguente accelerazione nella spesa/investimenti pubblicai, con un carattere sostitutivo anche per progetti passati e ai “fini di una rendicontazione che aveva l’obiettivo del pieno assorbimento delle risorse comunitarie”. La crescita del 2015 del Mezzogiorno, sottolinea lo SVIMEZ, fa respirare l’economia del sud Italia che, fino ad oggi, non aveva beneficiato di alcun momento di crescita economia, nemmeno di quella che è stata definita “la ripresina” del biennio 2010-2011 e che aveva investito soltanto il Centro-Nord.

Traino della ripresa è stato il comparto agricolo, cresciuto nel 2015 del +7,3%, un incremento che ha arginato il calo del 6,1% registrato nel 2014. Questo risultato, estremamente positivo è, secondo lo SVIMEZ, riscontrabile in due fattori: l’andamento climatico favorevole – che ha influenzato positivamente in termini quantitativi la produzione -, e l’evoluzione dei prezzi alla produzione in rapporto a quelli dei mezzi di produzione. Anche nel Centro-Nord la produzione è aumentata dell’1,6%. Però, come il rapporto sottolinea, dall’inizio della crisi “il valore aggiunto in questo settore è diminuito cumulativamente nel Mezzogiorno del -5,3%, mentre è aumentato nel resto del Paese del 6,8%”.

L’altro settore fondamentale per il raggiungimento del risultato è stato quello del commercio, della ristorazione e del turismo, che hanno visto un +2,6% al Sud, ed un +2% nel resto del Paese. Questo elemento positivo è dato dal numero di viaggiatori, che sono aumentati del +6,7%, rispetto al 2,5% medio in Italia. Sono cresciuti anche il numero di pernottamenti (+8,5%) e la spesa turistica media, aumentata dell’ 8,1%, circa il doppio di quella media in Italia che si è fermata al 3,8%.

Ovviamente, con la crescita in alcuni settori, si è registrata anche una tendenza positiva rispetto al grande tema del Sud: l’occupazione. Il Mezzogiorno si è, infatti, trovato di fronte ad un incremento del tempo pieno più forte dell’1,3%, rispetto allo +0,4% del Centro-Nord; e mentre in Italia complessivamente flettono gli autonomi, al Sud moderatamente crescono. Altro elemento significativo è stato l’incremento dei dipendenti a tempo indeterminato, con un +102 mila occupati e un +0,7% nel 2015. Questo lo si è dovuto anche alla riforma del Jobs Act con il c.d. contratto a “tutele crescenti”, e soprattutto dalla decontribuzione prevista per il 2015 dalla Legge di Stabilità. I

l maggiore contributo alla ripresa occupazionale nel Mezzogiorno è stato però dovuto in valori assoluti dai contratti a termine +56 mila occupati, ed un +7,4% rispetto all’anno precedente, il che si spiega principalmente con il la crescita dei settori dell’agricoltura e del turismo, due settori in cui tipicamente prevalgono le forme di lavoro temporanee, stagionali o occasionali.

Il pericolo temuto dallo SVIMEZ è un fallimento nel mantenere, nei prossimi anni, il ritmo di crescita registrato nel 2015. Non sarà facile per la descritta eccezionalità di alcuni fattori alla base. Vi sono, in ogni caso, alcuni elementi che fanno ben sperare per il proseguimento dell’evoluzione positiva del PIL, sia per il 2016, che per il 2017: la ripresa appare sostenuta dalla domanda interna in tutto il Paese e soprattutto al Mezzogiorno. Tale sostegno appare guidato da una politica fiscale più espansiva, in cui la flessibilità concessa dalla Commissione Ue viene indirizzata verso manovre che incrementano i consumi e riducono il peso fiscale verso le imprese, misure che dovrebbero permanere anche il prossimo anno. Si aggiungono inoltre le tensioni geopolitiche nell’area del Mediterraneo che potrebbero continuare a spostare la domanda turistica verso il nostro Mezzogiorno. Infine, appare senza alcun ombra di dubbio fondamentale sostenere con interventi pubblici la ripresa di altri settori quale quello manifatturiero che più di tutti ha subito la grave crisi di questi anni e che può rappresentare per il sud un ottimo volano per una ripresa maggiormente stabile.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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