Sull’orlo del dirupo per scoprire i fiordi norvegesi

26/04/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Rocce, massi e coste che terminano a strapiombo sui fiordi norvegesi ed offrono agli escursionisti la possibilità di misurarsi con le proprie paure ed i propri istinti più temerari

La paura dell’altezza non è nient’altro che un’alterazione percettiva che porta a sovrastimare le distanze verticali. Gli acrofobici credono di essere più in alto di quanto non siano in realtà e sentono una forza che li attrae verso il baratro. C’è chi fugge da questa sensazione per timore, chi invece la ricerca. Come se quell’alterazione percettiva li facesse sentire in qualche modo più vivi, ansiosi di misurarsi con le proprie paure ed i propri istinti più temerari. E se è vero che la vertigine è la voglia di volare, come diceva una canzone, esistono dei luoghi al mondo che sembrano fatti apposta per provare l’emozione di sentirsi liberi, troppo in alto perfino per le proprie paure. Alcuni di questi luoghi si trovano in Norvegia: si tratta di rocce, massi e coste che terminano a strapiombo sui fiordi norvegesi ed offrono agli escursionisti la possibilità di portare con sé un ricordo che va ben oltre le semplici memorie di viaggio. Ecco quali sono i più famosi:

Preikestolen
Preikestolen

Preikestolen – Chiamato anche “Pulpito di roccia”, dal 2012 risulta essere uno dei siti più gettonati del paese scandinavo. È situato nei pressi del villaggio di Forsand, nella contea di Rogaland. Ci si arriva a piedi attraverso un sentiero che passa attraverso una serie di incredibili paesaggi montani. Un’escursione di andata e ritorno dal parcheggio più vicino alla roccia di Preikestolen richiede dalle tre alle quattro ore, con tratti molto ripidi durante il percorso. Non vi è nessun tipo di protezione sul bordo del dirupo e, a parte qualche imprudente che si sporge a pochi centimetri dal vuoto, la maggior parte dei turisti si stende a pancia in giù e sporge solo la testa per poter ammirare lo spettacolo del fiordo sottostante.

Kjeragbolten.
Kjeragbolten.

Kjeragbolten – Se possibile, ancora più unico nel suo genere: il Kjeragbolten è un grosso masso cuneiforme incastrato in un crepaccio tra due montagne. Viene anche chiamato rozzamente Bullone. Mille metri al di sotto del masso scorre il Lysefjorde, il “fiordo della luce”. La storia geologica del masso è affascinante: dopo l’ultima era glaciale il riscaldamento globale causò un innalzamento dei livelli dei mari, allagando i fiordi. Il macigno affiorò in questa zona durante l’ultima era glaciale, intorno al 50000 a.C. quando i ghiacciai si sciolsero, un rimbalzo post glaciale più veloce dell’innalzamento del mare fece incastrare il masso nella sua attuale posizione. I più intraprendenti ci camminano sopra per farsi fotografare in bilico sull’abisso, ed è meta preferita di molti base jumper che si gettano a capofitto dal masso.

Trolltunga.
Trolltunga.

Trolltunga – In italiano il suo nome significa “lingua del troll”, probabilmente dovuto alla sua forma allungata e tondeggiante. Si tratta, infatti, di una roccia sporgente che si staglia in orizzontale al di sopra del villaggio di Skjeggedal, sospesa a 700 metri sul lago di Ringedalsvatnet. L’escursione, tra viaggio di andata e viaggio di ritorno, richiede dalle otto alle dieci ore, ed è ricca di attrazioni tra cui la vecchia diga del fiume e gli jettegryter, buche nella pietra usate nei tempi antichi per cucinare. Ma a compensare la fatica è la vista dal Trolltunga, senz’altro una delle più spettacolari della Norvegia.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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