“Street art”: gli artisti di strada protagonisti a Roma

04/05/2015 di Laura Caschera

Il 27 aprile è stata presentata a Roma una vera e propria mappa della “street art”, che segnala più di 330 opere in 150 strade di trenta quartieri

Street Art, Roma

A chi non è capitato di trovarsi davanti a dei murales, senza capire bene se siano solo simboli di degrado urbano post moderno oppure se possano considerarsi come una vera e propria opera d’arte? A volte, mentre siamo seduti ad aspettare i mezzi pubblici, passano davanti ai nostri occhi immagini contorte, piene di colori a volte sbiaditi, frasi volgari, che non fanno altro che deturpare facciate di palazzi, vagoni di metropolitane e cartelloni pubblicitari. Non serve un esperto del settore per capire che quelle scritte altro non sono se non atti di indiscriminata violenza ai danni del bene comune, che, come spesso si dimentica, appartiene prima di tutto a noi stessi.

Jumping Wolf
Jumping Wolf, Via Galvani

Allora, di che cosa stiamo parlando quando nominiamo il termine “street art”? Protagonisti sono anche questa volta murales fatti di inequivocabili significati, ma senza dubbio operati con coscienza e con piena consapevolezza, da parte di un vero e proprio artista. Già, perché non tutto ciò che riveste i muri delle nostre città è puro degrado e va rimosso, alcune volte i murales sono espressione di un estro artistico, paragonabile ad una “pittura in azione”, facendo pensare quasi ad avanguardie post contemporanee.

Mappa Street Art Roma
La Mappa (clicca per ingrandire)

Ed è proprio ciò che accade a Roma, dove aree un tempo considerate inavvicinabili ed ormai cadute nelle oscure mani del traffico di stupefacenti sono rinate, affidate alla mano di “writers”, che hanno contribuito al loro rilancio nel panorama romano. Quartieri come il Pigneto, la Garbatella o Testaccio, negli ultimi anni hanno avuto una vera e propria rinascita, grazie anche al contributo del gioco sapiente della cosiddetta “arte di strada”. Testaccio è il perfetto esempio di riqualificazione, con i suoi edifici che si comportano come tele nelle mani degli artisti di calibro internazionale, chiamati per decorarli. La famosa Via Galvani, per esempio, è stata decorata dal “Jumping Wolf” di Roa, ma altrettanto suggestive sono le opere di Blu, uno dei più quotati e apprezzati nel panorama internazionale, che possiamo ammirare da Via delle Conce a Via del Porto Fluviale. Sempre a Via delle Conce, i murales visionari del brasiliano Herbert Baglione danno vita ad una complessa architettura suburbana, degna di competere con i colorati muri berlinesi.

Herbert Baglione in Via delle Conce
Herbert Baglione, in via delle Conce

Ci troviamo allora davanti ad un vero e proprio fenomeno artistico, che con sapienza la capitale ha deciso di “mappare”. Infatti, il 27 aprile è stata presentata a Roma una vera e propria mappa della “street art”, che segnala più di 330 opere in 150 strade di trenta quartieri. “Cambia prospettiva. La strada è il tuo nuovo museo”: questo lo slogan dell’iniziativa, realizzata dall’assessorato alla Cultura e da Zètema Progetto Cultura. La carta sarà distribuita in 50 mila copie in tutti i punti turistici informativi, così da rendersi accessibile non solo ai turisti, ma a tutti i romani curiosi. Proprio in una città come Roma, patria della cultura intesa nel senso più classico del termine, un’iniziativa di questa portata sembra una significativa apertura verso la modernità. Un tour alternativo, allora, alla scoperta di un altro lato dell’arte, quella forse più vicina ai giovani e alle realtà sociali che sembravano, fino a poco tempo fa, vittime di un’emarginazione e di una profonda voglia di rivalsa. Al Quadraro, per esempio, grazie all’idea del musicista e street artist David Diavù Vecchiato, è nato M.U.R.o. (Museo di Urban Art di Roma), un progetto che punta a creare un museo a cielo aperto in cui è l’arte stessa ad interagire con l’ambiente circostante, in un connubio di colori e volti dialoganti con il tessuto sociale. Ma non è finita qui, insieme alla mappa è stata presentata un’app: “Street Art Roma”, realizzata da Artribune, gratuita e disponibile sia per dispositivi iOs che Android. Addirittura il Google Cultural Institute si è occupato della mappatura del fenomeno, puntando così a raggiungere le più diverse realtà, collocate in ogni angolo del globo.

M.U.R.o.
M.U.R.O.

Se fino a poco tempo fa si guardava con ammirazione alle realtà culturali di città moderne come Berlino e Londra, icone dello stile underground, la classicissima Roma si sta imponendo sulla scena europea, non più solo come la culla della romanità, ma come meta giovane, capace di attirare anche un altro tipo di turismo, oltre a quello di chi sogna la vista del Colosseo da tutta la vita. Simbolo di una realtà che cambia, allora, piena rappresentazione di un tessuto sociale in movimento, di una rinascita che non poteva che avere come protagonista la capitale della cultura per eccellenza. Chissà se Roma non potrà fare da apripista per rimediare ad “orrori architettonici”, figli di un’edilizia che ha fatto scempio del decoro urbano di tante grandi città e piccoli paesi!

The following two tabs change content below.

Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
blog comments powered by Disqus