Lo strano caso del regno di Tavolara

31/05/2014 di Lorenzo

Regno di Tavolara

Nel nord della Sardegna, di fronte alla città portuale di Olbia, si affaccia una graziosa isola immersa nella natura: l’isola di Tavolara. Oltre alla sua ovvia e visibile bellezza naturale, questa nasconde in sé una interessantissima quanto anomala storia: quella del regno di Tavolara.

Siamo finire del secolo diciottesimo, in concomitanza con le incursioni napoleoniche nella nostra penisola e nella Repubblica di Genova, dalla quale partirono i futuri sovrani di Tavolara. Tale Giuseppe Bertoleoni salpò proprio dal capoluogo ligure per giungere nell’arcipelago sardo della Maddalena, in cerca di una terra in cui ricostruire una nuova vita. La decisione cadde momentaneamente sull’isolotto di Spargi, per poi soggiornare per breve tempo all’isola di Mortorio.

Regno di TavolaraForse per il nome o semplicemente per la voglia di ricercare un’isola più ospitale, il Bertoleoni decise ancora una volta di alzare le vele e di emigrare più a sud, fino a stanziarsi, nel 1806, definitivamente, sull’isola di Tavolara. L’isola sembrò offrirgli tutto il necessario per una tranquilla esistenza: vi erano a disposizione tutti i beni primari, compresa una folta colonia di capre, chiamate dal Bertoloni “capre dai denti d’oro”, con chiara allusione alla caratteristica colorazione delle arcate dentali.

Nel 1836, il re di Sardegna, Carlo Alberto di Savoia, di ritorno da una visita in quei luoghi facenti parte del suo regno, decise, incuriosito dall’isola, di attraccare. Quivi venne accolto proprio da Giuseppe Bertoleoni che, venuto a conoscenza del titolo di Carlo Alberto, vi si presentò come “re di Tavolara”. In segno di ossequio, venne offerto a Carlo Alberto un letto e un ristoro presso la modestissima corte dei Bertoleoni.

Dalle memorie del generale La Marmora, si evince che il re rimase molto colpito da questa famiglia e dalle strane capre che albergavano sull’isola. Difatti, dietro richiesta del re, fu proprio La Marmora a ritornare dal Bertoloni e prelevare alcuni esemplari da portare a Torino. Dopo questo atto sorsero alcune tensioni di “carattere politico” tra i Bertoleoni e i Savoia che furono risolte, verso la fine degli anni quaranta, dal figlio di Giuseppe, Paolo Bertoleoni, il quale, raggiunto Carlo Alberto a Torino, chiese rassicurazioni circa l’indipendenza del suo minuscolo Regno, ottenendone un riconoscimento trascurabile, tramite la concessione frettolosa di un titolo nobiliare. In seguito all’atto di riconoscimento, Paolo, detto “Polo”, si autoproclamò Paolo I di Tavolara.

Il curioso caso di questi piccolo regno si diffuse tra le corti d’Europa, tra le quali spiccava quella Britannica, regina incontrastata dei mari. Stando ai racconti del figlio di Paolo, Carlo, persino la regina Vittoria, incuriosita da Tavolara, inviò una squadra navale per far visita alla famiglia “reale” dei Bertoleoni. Al termine della visita, avvenuta nel 1896, gli incaricati da Londra fotografarono la famiglia reale in posa di gruppo. La foto si trova ancor oggi nel museo di Buckingham Palace a Londra, recante la didascalia: “La famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il più piccolo regno del mondo” La foto è l’unico e solo vero riconoscimento concesso da uno stato all’isola di Tavolara.

I rapporti con il Regno d’Italia furono però diversi: infatti, ad Unità raggiunta, Tavolara venne comunque annessa al Regno, al di la dei “riconoscimenti” ricevuti in epoca albertina. È bello però ricordare questa strana ma, allo stesso tempo, romantica storia, nata da un’impavida traversata di un genovese, solo, alla ricerca di una terra vergine dove ricominciare una “nuova vita”, lontano dal caos delle Guerre Napoleoniche.

 

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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