Cinematografie nazionali, classicismo hollywoodiano e l’avvento della prima guerra mondiale (1913-1919)

13/05/2014 di Jacopo Mercuro

Storia del Cinema
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La creazione dei primi lungometraggi diede la possibilità ai registi di sperimentare ed esplorare le potenzialità del mezzo cinematografico. L’industria europea era trainata da Francia e Italia, dove il cinema prosperò fino all’avvento della prima guerra mondiale. Nel 1916 il conflitto portò all’arresto delle maggiori case produttrici europee, lasciando un vuoto colmato dalle importazioni statunitensi, che sfruttando la lontananza dalla guerra, divennero i maggiori produttori e distributori, solcando il divario, ancora presente, con il cinema europeo.

CabiriaL’Europa e le sue cinematografie. Nel periodo antecedente alla prima guerra mondiale i vari paesi europei si influenzavano reciprocamente, ma con lo scoppio del conflitto questo processo si arrestò, portando alla formazione delle prime cinematografie nazionali. In Italia, nella prima metà degli anni dieci, le produzioni e le esportazioni crebbero a dismisura, facendo vivere al cinema italiano un periodo florido. La fortuna sul mercato estero arrivò grazie ai film storici, che in quel periodo andavano per la maggiore, Quo Vadis (1913) e Cabiria (1914) furono un grande successo anche oltre il confine italiano. Altro genere che riscontrò un notevole successo fu quello chiamato “cinema in frack”, nato come conseguenza del divismo e caratterizzato da storie di intrighi e passioni. Se per le donne si diffuse il ruolo della diva, agli gli uomini toccò quello del forzuto e sul grande schermo spopolavano gli eroi muscolosi in ambientazioni epiche. L’Italia, dopo aver parzialmente interrotto le produzioni, provò, nel dopoguerra, a riconquistare il ruolo centrare che aveva svolto prima del conflitto, ma la concorrenza degli Stati Uniti, che esautoravano il mercato, portò il cinema Italiano a vivere un periodo di declino per tutti gli anni venti.

In Francia, all’inizio degli anni 10 il cinema viveva un buon momento, la richiesta del pubblico restava alta e il numero di sale cresceva a dismisura. Prima della guerra la Gaumont aumentò le produzioni, mettendosi nelle mani dei suoi più importanti registi. La Pathé, invece, già nel 1913, eliminò il settore produttivo, concentrandosi sulla più conveniente distribuzione. Dopo la guerra i francesi si resero subito conto che sarebbe stato impossibile riappropriarsi del mercato che gli Stati Uniti erano riusciti a conquistare, e fu così che, negli anni venti, in risposta alle pellicole d’oltreoceano, nacquero le prime avanguardie impressioniste e surrealiste.

Stati Uniti: dal mercato mondiale al classicismo hollywoodiano. Fino al 1912 le compagnie americane furono impegnate nella conquista del mercato interno, ma una volta stabilizzata la situazione si concentrarono sulle esportazioni internazionali. La prima guerra mondiale lasciò libera una grande fetta di mercato europeo, della quale gli Stati Uniti si impossessarono in poco tempo, grazie alle nuove proposte che entusiasmavano il pubblico. Le case di produzioni indipendenti iniziarono a fondersi tra di loro, sviluppando un’industria a concentrazione verticale. Vennero costruiti grandi studi, nei quali si lavorava come una vera e propria fabbrica pensata per sfornare film in serie. Dalla fine degli anni dieci, nella zona di Los Angeles, nacquero i primi veri studi cinematografici specializzitati e divisi in settori, dando vita a quello che sarà lo studio system.

Gli spettatori americani riempivano le sale, che, oltre a subire il fascino dei divi e dei set, venivano rapiti dai ritmi coinvolgenti dei film. Le tecniche usate si andavano affinando sempre di più; oltre al montaggio, che permetteva la chiarezza narrativa, si sperimentarono i primi giochi di luce artificiale. Le trame dei film consistevano in una catena di cause ed effetti, in cui i protagonisti dovevano raggiungere uno scopo, per poi arrivare ad un finale felice. Le pellicole ormai erano tutte lungometraggi, cosa che e richiedeva più impegno e dedizione. In risposta alle esigenze degli spettatori, si richiese un grande contributo dei registi già in attività e la formazione di nuova generazione. David W. Griffith fu il regista più importante e innovativo della sua epoca, nel 1915 diede vita al controverso film Nascita di una nazione, per il quale ricevette pesanti accuse di razzismo, alle quali, lo stesso Griffith, rispose con una successiva pellicola: Intollerance (1915).

Negli stessi anni, uno dei generi più in voga negli Stati Uniti, era la slapstick comedy, film caratterizzati da rocamboleschi inseguimenti comici. Charlie Chaplin, grazie alla sua tipica gestualità e all’uso paradossale degli oggetti, divenne presto tra i migliori interpreti del genere, nel quale si distinsero anche altre comici come Harold Lloyd e Buster Keaton. Nel 1919, il grande successo ricevuto da Chaplin e da Griffith, spinse i due artisti a fondare un loro studio chiamato United Artists.

La conquista del mercato europeo e lo sviluppo dello studio system saranno avvenimenti fondamentali per la storia del cinema, e tracceranno i parametri produttivi per gli anni a venire.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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