Stop al decreto Salva Roma

25/12/2013 di Federico Nascimben

Dopo un incontro con Napolitano, Letta ha deciso di non convertire in legge il decreto

Governo Letta, stabilità, fiducia e riforme strutturali

Alla fine il Governo ha deciso lo stop del decreto salva Roma. Dopo le pesanti critiche ricevute a causa dell’eterogeneità del contenuto del provvedimento – giunte a riguardare gli aspetti più vari, come sottolineato qui -, frutto di antiche pratiche politiche che tardano a finire; ma soprattutto dopo l’incontro tenutosi al Colle fra il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Il decreto, quindi, non verrà convertito in legge entro il termine di 60 giorni, visto anche che, come da tradizione, era stata posta la fiducia alla Camera praticamente allo scadere di tale periodo. Le situazioni indifferibili – quelle per le quali, cioè,  non è possibile attendere oltre, visto che il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio presupponendone l’approvazione tramite il suddetto decreto – verranno affrontate all’interno del Consiglio dei Ministri del 27 dicembre, data nella quale è in agenda un altro classico della legislazione italiana: il decreto milleproroghe. Quest’ultimo provvedimento conterrà anche la correzione alla norma contenente i c.d. “affitti d’oro” pagati dalle pubbliche amministrazioni per i loro immobili.

Un caso, quello del salva Roma, che si conclude nel peggiore dei modi per il Governo. Dopo l’opposizione sollevata in Parlamento da M5S e LN, e dopo le criticità evidenziate da buona parte della stampa (con giornalisti come Sergio Rizzo in testa), si è reso necessario l’intervento del Capo dello Stato per porre fine a questo provvedimento che di innovativo ha ben poco, ma che di conservativo ha tutto. Vediamo se qualcuno, questa volta, ringrazierà Napolitano – oppure, più probabilmente, strumentalizzerà il suo intervento -, il quale, anche se in pochi ne sono al corrente, è già intervenuto molte volte per criticare e segnalare le troppe modifiche intervenute a seguito della conversione dei decreti legge (tema sul quale è intervenuta anche la Consulta l’anno scorso).

Per il momento, però, accontentiamoci di questo piccolo regalo di Natale.

The following two tabs change content below.
Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
blog comments powered by Disqus